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I-Com, Istituto per la Competitività, è un think tank che promuove temi e analisi sulla competitività in chiave innovativa, all'interno del quadro politico-economico europeo ed internazionale.

👩‍💻 "Cloud, cybersecurity e IA: il MIMIT punta su domanda e filiera digitale".🇮🇹 Il 20 ottobre 2026 ha segnato due passa...
28/10/2026

👩‍💻 "Cloud, cybersecurity e IA: il MIMIT punta su domanda e filiera digitale".

🇮🇹 Il 20 ottobre 2026 ha segnato due passaggi distinti ma complementari per la politica industriale sulle tecnologie digitali nel nostro Paese. Da un lato, è iniziata la fase di precompilazione delle domande per il Voucher Cloud & Cybersecurity del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), che mette a disposizione 150 milioni di euro per sostenere gli investimenti di PMI e lavoratori autonomi. Dall’altro, lo stesso Ministero ha avviato insieme all’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I) una consultazione pubblica sulla filiera dell’IA in Italia, che resta aperta fino al 20 novembre.

💶 La dotazione complessiva è pari a 150 milioni di euro: di questi, circa 71,1 milioni sono riservati ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Possono accedere all’agevolazione le PMI e i lavoratori autonomi che operano sull’intero territorio nazionale, purché in possesso di un contratto di connettività con una velocità minima in download di 30 Mbps. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20 mila euro per beneficiario, mentre il piano di spesa deve avere un valore minimo di 4 mila euro.

🔒 La misura riguarda l’acquisizione di prodotti e servizi di cloud computing e cybersecurity ricompresi nell’elenco ufficiale e forniti da soggetti abilitati iscritti nell’apposito elenco del MIMIT. I prodotti e i servizi possono essere acquisiti mediante acquisto diretto o abbonamento. Sono ammissibili anche i servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo entro il limite del 30% del piano complessivo.

🤖 La consultazione promossa dal MIMIT e da AI4I intende ricostruire la catena del valore nazionale dell’intelligenza artificiale, dalla componentistica hardware e dalle infrastrutture di calcolo fino ai dati e allo sviluppo dei modelli. Il questionario è disponibile fino al 20 novembre 2026.

📊 Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 il 68,1% delle imprese con almeno dieci addetti ha acquistato servizi di cloud computing di livello intermedio o avanzato. L’IA è utilizzata dal 15,7% delle PMI e dal 53,1% delle imprese con almeno 250 addetti.

Leggi l’approfondimento del direttore Area Digitale I-Com Alessandro D’amato 👇

Il MIMIT apre il Voucher Cloud & Cybersecurity e una consultazione sulla filiera italiana dell’IA: risorse, scadenze e priorità.

Il   🗓️ 1881 nasce Pablo Picasso.Pittore, scultore e litografo spagnolo, è internazionalmente riconosciuto per la cofond...
25/10/2026

Il 🗓️ 1881 nasce Pablo Picasso.

Pittore, scultore e litografo spagnolo, è internazionalmente riconosciuto per la cofondazione del cubismo e l'introduzione di radicali innovazioni linguistiche nelle arti visive occidentali.

❄️ “L’Italia e l’Europa alla prova dell’inverno: il peso del gas nel mix elettrico e nei prezzi”. ⚡Con l’avvicinarsi del...
22/10/2026

❄️ “L’Italia e l’Europa alla prova dell’inverno: il peso del gas nel mix elettrico e nei prezzi”.

⚡Con l’avvicinarsi della stagione invernale, lo stoccaggio del gas naturale rimane uno strumento centrale per la sicurezza energetica europea. Le riserve sotterranee consentono infatti di affrontare i picchi di domanda e di compensare eventuali interruzioni delle forniture, coprendo mediamente il 25–30% dei consumi di gas dell’Ue durante l’inverno. In questo quadro, l’espansione delle fonti rinnovabili può contribuire a contenere il ricorso al gas nella generazione elettrica e a limitare l’esposizione dei mercati alle oscillazioni dei prezzi internazionali.

🌍Secondo il report Winter Supply Outlook dell’European Network of Transmission System Operators for Gas (ENTSOG), gli impianti di stoccaggio sotterraneo di gas dell’Ue si apprestano ad affrontare l’inverno 2026/2027 con livelli di scorte storicamente bassi, a seguito di una stagione di iniezione complessa. Al 1° ottobre 2026, infatti, gli impianti di stoccaggio dell’Ue risultano pieni al 73%, mentre il 1° ottobre 2025 il livello medio europeo si attestava intorno all’84%.La sicurezza degli approvvigionamenti europei dipende da un mix di forniture via gasdotto, importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) e riserve di stoccaggio. Accanto al GNL, la Norvegia rappresenta un fornitore strategico, contribuendo per circa il 27% all’offerta complessiva di gas.

🇮🇹 L’Italia continua a registrare prezzi elettrici all’ingrosso superiori alla media europea, in un sistema energetico caratterizzato da una forte dipendenza dal gas e, più in generale, dai combustibili fossili. Nel 2024, il gas ha determinato il prezzo dell’elettricità nel 61,4% delle ore, mentre nel 2025 i combustibili fossili hanno rappresentato il 51% del mix elettrico nazionale, contro il 29% nell’UE, con un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Sul fronte delle rinnovabili, il 2025 ha segnato un nuovo record per il fotovoltaico, con oltre 45 TWh di produzione (+25% rispetto al 2024) e una potenza installata salita a 43,7 GW (+18,1%).

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Beatrice Ala👇

Le riserve di gas garantiscono gli approvvigionamenti Ue, ma non mitigano gli shock dei prezzi; il mix elettrico italiano tra gas e rinnovabili

🖥️ “Data center in Italia: l’IA traina la crescita. Il nodo energia”.🌐 La trasformazione digitale sta modificando profon...
20/10/2026

🖥️ “Data center in Italia: l’IA traina la crescita. Il nodo energia”.

🌐 La trasformazione digitale sta modificando profondamente il funzionamento dell’economia e della società. Al centro di questo sistema si trovano i data center, strutture tecnologiche che ospitano server, sistemi di archiviazione e apparati di rete. In tale contesto, l’Italia si presenta come un mercato in evoluzione, con un potenziale di crescita significativo.

📊 Secondo l’Italian Data Center Association (IDA), la capacità IT installata nel Paese raggiunge circa 760 MW a fine 2025, contro 600 MW nel 2024 e 590 MW nel 2023. L’aumento è trainato dai data center commerciali, passati da 280 a 460 MW tra 2024 e 2025; la capacità enterprise, gestita direttamente dalle organizzazioni per i propri sistemi, scende invece da 320 a 300 MW.

💼 La capacità commerciale italiana è fortemente concentrata a Milano, che rappresenta il principale baricentro nazionale per potenza IT, operatori, domanda di cloud, interconnessione e presenza di grandi clienti digitali. Roma si conferma il secondo polo nazionale, mentre altre aree del Paese presentano opportunità di sviluppo legate alle rispettive caratteristiche economiche e territoriali. In particolare, Piemonte, Emilia-Romagna e Nord-Est possono valorizzare la presenza di un tessuto industriale consolidato, mentre alcune regioni del Mezzogiorno potrebbero beneficiare della disponibilità di fonti energetiche rinnovabili e della posizione strategica rispetto alle connessioni digitali del Mediterraneo.

⚡La crescente domanda di servizi cloud e intelligenza artificiale, insieme ai nuovi investimenti previsti, potrebbe rafforzare il ruolo dell'Italia nel panorama digitale europeo e mediterraneo, favorendo la crescita delle imprese, la creazione di posti di lavoro qualificati e lo sviluppo di nuove infrastrutture. Per sostenere questa espansione sarà fondamentale superare gli ostacoli legati alla disponibilità di energia, ai tempi autorizzativi e alla carenza di competenze specialistiche.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Maria Rosaria Della Porta 👇

Data center in Italia: mercato in crescita grazie a cloud e IA. Investimenti, opportunità e sfide energetiche dei prossimi anni.

Il   🗓️ 1909 nasce Norberto Bobbio.Filosofo, giurista, politologo e storico italiano, è considerato una delle figure int...
18/10/2026

Il 🗓️ 1909 nasce Norberto Bobbio.

Filosofo, giurista, politologo e storico italiano, è considerato una delle figure intellettuali più influenti del Novecento.

15/10/2026

📋“Nuovi LEA: più diritti nel SSN, ma l’accesso resta la prova decisiva”.

🩺L’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) è una buona notizia per il Servizio sanitario nazionale, perché interviene su uno degli strumenti più importanti attraverso cui il diritto alla salute prende forma concreta nella vita dei cittadini.

📜La pubblicazione dei nuovi provvedimenti arriva dopo un’attesa lunga, se si considera che l’ultimo aggiornamento organico risaliva al 2017 e che la sua piena attuazione è stata possibile solo nel 2024, con lo sblocco del decreto tariffe. In questo intervallo di tempo la medicina è andata avanti, sono cresciute le possibilità di diagnosi precoce, si sono affermati nuovi percorsi di prevenzione, sono emersi bisogni più visibili nell’ambito della salute mentale e sono aumentate le aspettative dei cittadini nei confronti del SSN.

🧬Per questo l’aggiornamento dei LEA va letto anzitutto come un passaggio positivo di modernizzazione del sistema, capace di riportare dentro il perimetro pubblico prestazioni e percorsi che rischiavano di restare disponibili in modo diseguale o, in alcuni casi, soltanto attraverso la spesa privata.

📊Proprio perché il provvedimento è importante, tuttavia, la sua portata non può essere valutata solo contando le nuove voci inserite negli allegati. La vera domanda riguarda la capacità del sistema di trasformare l’ampliamento formale dei diritti in accesso effettivo, perché una prestazione riconosciuta nei LEA diventa davvero un diritto solo quando può essere prenotata, erogata, monitorata e garantita in tempi ragionevoli in tutto il territorio nazionale.

Leggi l'approfondimento del direttore Area Salute I-Com Thomas Osborn 👇

Nuovi LEA nel SSN: più prestazioni e screening, ma resta la sfida di garantire cure accessibili in tutto il territorio.

13/10/2026

🛡️“Cybersecurity sul lavoro: la formazione continua dei dipendenti rimane centrale”.

🔐 La cybersecurity è ormai una componente strutturale del funzionamento delle organizzazioni. La crescente digitalizzazione dei processi produttivi e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane ampliano le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, ma parallelamente aumentano i possibili attacchi. In questo contesto, la capacità di un’impresa o di un’amministrazione di proteggersi non dipende soltanto dalla qualità delle soluzioni tecnologiche adottate: un ruolo sempre più rilevante è svolto dalla consapevolezza dei lavoratori.

📊 Indicazioni interessanti emergono dal recente Flash Eurobarometer 576 “Cybersecurity at the workplace: awareness and preparedness among employees” della Commissione europea. La rilevazione, condotta tra il 27 aprile e l’8 maggio 2026, ha coinvolto complessivamente 25.747 lavoratori nell’Unione europea, di cui 1.003 in Italia. Nella Pen*sola il 17% degli intervistati considera “molto probabile” che la propria organizzazione possa subire un attacco informatico nei successivi sei mesi, mentre un ulteriore 32% lo ritiene “abbastanza probabile”. Quasi un lavoratore italiano su due (49%) considera probabile un attacco contro la propria organizzazione. L’82% dei lavoratori italiani ritiene che un cyberattacco avrebbe effetti molto o abbastanza seri.

🎓 In contesto digitale nel quale le tecniche di attacco evolvono rapidamente, la formazione non può pertanto ridursi a un adempimento occasionale, ma deve configurarsi come un processo continuativo di aggiornamento delle competenze. Per le aziende il punto di partenza appare complessivamente favorevole, ma è necessario trasformare la consapevolezza già presente tra i lavoratori in una cultura della cybersecurity stabile, diffusa e costantemente aggiornata, nella quale le procedure organizzative e competenze individuali operino in maniera complementare.

Leggi l'approfondimento della ricercatrice I-Com Emanuela Carlucci 👇

La sicurezza cyber non dipende solo dalla tecnologia: la consapevolezza e la formazione dei lavoratori sono sempre più centrali nella protezione delle imprese.

L’ 🗓️si celebra la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze.Istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni...
11/10/2026

L’ 🗓️si celebra la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze.

Istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, mira a sensibilizzare sui bisogni e sulle sfide che le bambine e le ragazze affrontano, promuovendo la loro emancipazione e il rispetto dei loro diritti.

09/10/2026

📱“EU Kids Act: la sicurezza dei minori online diventa una priorità europea”.

🛡️La protezione dei minori nell’ambiente digitale è al centro di una nuova iniziativa della Commissione europea. La proposta di regolamento EU Kids Act, presentata nel settembre 2026, mira infatti a introdurre un quadro armonizzato di misure per rendere più sicuro l’accesso dei minori ai servizi digitali e ridurre i rischi connessi all’utilizzo di piattaforme, videogiochi e sistemi di intelligenza artificiale.

⚖️ L’intervento si colloca in un quadro normativo nel quale il Digital Services Act (DSA) ha già introdotto specifici obblighi per la protezione dei minori sulle piattaforme online e l’AI Act disciplina, più in generale, i sistemi di intelligenza artificiale. La Commissione propone ora di intervenire su alcuni aspetti che presentano una forte dimensione transfrontaliera, in particolare sull’età di accesso ai servizi, sui meccanismi di verifica dell’età e sulla sicurezza fin dalla progettazione.

🚸 L’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare la tutela dei minori e, al tempo stesso, ridurre la frammentazione normativa derivante da iniziative nazionali differenti. La proposta introduce infatti regole comuni a livello europeo, mantenendo un’impostazione basata sulla proporzionalità e sulla specificità dei diversi servizi digitali.

📌 Il risultato sarà determinato non soltanto dalle soglie di età previste dal regolamento, ma anche dalla capacità del nuovo quadro di tradurre la tutela dei minori in requisiti tecnologici applicabili, proporzionati e coerenti con l’insieme dei diritti fondamentali tutelati dall’ordinamento europeo, nonché dalla capacità di veicolare ai genitori la conoscenza delle opportunità, dei rischi e delle regole che disciplinano l’accesso dei minori al mondo digitale e di garantire loro le conoscenze indispensabili a tradurre la regola in azione. Solo così sarà davvero possibile governare un fenomeno complesso come quello dei minori nell’ambiente digitale.

Leggi l’approfondimento della vicepresidente I-Com Silvia Compagnucci 👇

L’AI trasforma la cybersecurity europea: nuove capacità di difesa, rischi emergenti e sfide per la sovranità tecnologica dell’Unione europea.

07/10/2026

📃 “Greenwashing, arrivano le nuove regole per le imprese”.

🌿 Dal 27 settembre 2026 anche in Italia le dichiarazioni ambientali generiche e non comprovate sono pratiche commerciali scorrette. Da quella data si applica il D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, che recepisce la direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde (nota come ECGT o EmpCo).

📊 La stretta poggia su evidenze che la Commissione europea raccoglie da anni. Secondo uno studio realizzato dalla DG Environment della Commissione europea (2024), su 150 asserzioni ambientali il 53,3% forniva informazioni vaghe, fuorvianti o infondate. Il 40% era del tutto privo di prove a supporto. Lo stesso lavoro contava 230 marchi di sostenibilità e 100 etichette per l’energia verde nel mercato unico, e per metà dei marchi la verifica risultava debole o assente.

⚖️ Per le imprese le novità principali sono quattro. La prima riguarda le asserzioni ambientali generiche di greenwashing come “green”, “eco-friendly” o “rispettoso del clima”. La seconda concerne i marchi di sostenibilità: sono ammessi solo se basati su un sistema di certificazione con verifica di terza parte, oppure se istituiti da un’autorità pubblica. La terza si focalizza sul clima: sono vietate le dichiarazioni di neutralità o di impatto ridotto sul clima che si fondano sulla compensazione delle emissioni. La quarta vieta di presentare come vantaggio ambientale un requisito che la legge già impone a tutti i prodotti della categoria.

👮 La vigilanza spetta all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, con l’apparato sanzionatorio già previsto per le pratiche commerciali scorrette. L’Agcm può inoltre applicare sanzioni da 5.000 a 10 milioni di euro.

📌 Con lo stallo della direttiva Green Claims, l’onere della prova resta interamente all’impresa senza standard europei armonizzati. Il greenwashing smette così di essere solo un tema reputazionale e diventa un rischio legale concreto: la sostenibilità deve essere prima chiaramente documentata e solo dopo comunicata.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Cristina Orlando 👇

Ora anche in Italia le dichiarazioni ambientali generiche e non comprovate sono pratiche commerciali scorrette, una misura di contrasto al fenomeno del greenwashing

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