27/08/2026
Ci sono professioni che si imparano sui libri.
E poi ci sono professioni che, con il tempo, diventano parte di te.
Essere architetto per me non ha mai significato soltanto progettare spazi, tracciare linee o scegliere materiali e colori.
Ha significato immaginare ciò che ancora non esiste e trasformarlo in qualcosa che possa essere vissuto, amato, sentito come casa.
Ogni progetto racconta una storia.
Quella di chi lo abiterà, dei suoi desideri, delle sue abitudini, dei suoi sogni… e anche delle sue fragilità.
In questi anni ho imparato che progettare non significa imporre una forma, ma ascoltare.
Guardare oltre ciò che viene detto.
Cercare quell’equilibrio sottile tra bellezza, funzionalità ed emozione.
Forse è proprio questo che amo del mio lavoro: sapere che dietro ogni pianta, ogni prospettiva, ogni scelta di luce, di colore o di materia, c’è un pezzo di vita che prende forma.
E ancora oggi, davanti a un foglio bianco, provo quella stessa emozione di sempre.
Perché un architetto non disegna semplicemente case.
Disegna possibilità.
Disegna futuro.
Disegna emozioni da abitare.
E questa, per me, è stata molto più di una professione.
È stata una parte importante della mia vita. ❤️