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10/10/2026

Impermeabilizzare un terrazzo senza demolirlo, un interrato in muratura dall'interno, un bagno sopra un locale abitato: per ognuno di questi lavori c'è la tavola nella guida che ho messo sul sito, con gli strati in ordine e la posa passo per passo. La guida all'impermeabilizzazione è gratuita.

Si sceglie la parte della costruzione: muri controterra, interrati, vespai, pavimenti al piano terra; bagni e docce, terrazze e balconi, coperture piane e a falda, piscine; scannafossi e intercapedini, e i nodi come soglie, giunti e corpi passanti. Si dice se è nuova o vecchia, e se è vecchia come ci si può lavorare. Alla fine si arriva alla tavola.

Sono 31 tavole. Su ogni disegno gli strati sono numerati: toccando un numero, sotto il disegno si leggono il nome dello strato e una riga che lo spiega. I materiali sono indicati per tipo, senza nomi di prodotto.

Con il tasto «Guarda la posa, passo per passo» la tavola si costruisce nell'ordine del cantiere. Per ogni passo è scritto che cosa si fa e come si controlla.

La guida non dà le quote del progetto e non sceglie al posto del progettista: mostra in che ordine vanno gli strati e con quale tipo di materiale.

L'ho fatta sperando che possa essere utile a qualcuno. Se trovate un errore o una mancanza, scrivetelo nei commenti, così correggo la guida. Anche le domande scrivetelo nei commenti.

La guida all'impermeabilizzazione, gratuita: https://www.renzo-arthome.com/guida-impermeabilizzazione/

09/10/2026

In cantiere non sempre si possono seguire tutte le linee guida. In questo seminterrato, allagato dopo un nubifragio, alcuni dati che le guide chiedono prima di un intervento non si potevano raccogliere. La prassi la si conosce lo stesso: per ogni passaggio che manca si sceglie che cosa usare al suo posto, e il lavoro si porta a termine con il miglior risultato possibile, senza abbassare la sicurezza.

Al primo sopralluogo la termocamera; poi un'asciugatura generale, lenta, per i sali; adesso quella mirata, una zona chiusa con il nylon alla volta. Gli apparecchi sono sempre gli stessi, due deumidificatori, un ventilatore con i suoi tubi e tre pannelli radianti, e si spostano con le zone. L'aria gira lungo i muri e passa tra il pannello e il muro, dove si scalda, fino al deumidificatore.

Il lavoro va avanti e il diario si aggiorna fino alla fine. Nel video le tavole delle fasi.

Il diario completo, con le fotografie, i termogrammi, le tavole e le fonti: https://www.renzo-arthome.com/seminterrato-allagato-diario-di-cantiere/
Il lavoro va avanti e il diario si aggiorna fino alla fine.

29/09/2026

Una scarpata lungo un sentiero: in cima gli alberi, sotto una tenda di radici scoperte, al piede la terra nuda. Si dice che le radici tengano la terra, ed è vero solo in parte: tengono lo strato che attraversano, di solito il primo metro o metro e mezzo, e più in basso il rinforzo non arriva.

Nell'articolo, per chi ha la casa vicino a un pendio, ho messo prima l'acqua e poi le piante: dove scaricano i pluviali, se ci sono pozzi perdenti sul pendio, se il piede della scarpata è stato tagliato.

Nel video ci sono alcune tavole dell'articolo. Il link è nel primo commento.

Tutto è nato qualche anno fa, quando Stefano mi ha coinvolto in un progetto sulle resine per pavimentazioni industriali ...
21/09/2026

Tutto è nato qualche anno fa, quando Stefano mi ha coinvolto in un progetto sulle resine per pavimentazioni industriali (e non solo). Ho accettato con curiosità e anche con un po' di sana prudenza, perché è un mondo in cui c'è sempre qualcosa da imparare. Da lì la collaborazione va avanti.
Lavorare con persone serie cambia tutto. Con Stefano Pastacaldi, Product Marketing Manager presso Saint-Gobain, il confronto è sempre concreto: competenza tecnica, risposte chiare e nessun giro di parole. In un settore dove spesso si promette tanto e si mantiene poco, è una cosa che apprezzo parecchio.
Per ora non anticipo altro, ma presto ci saranno novità da raccontare.
Grazie Stefano, avanti così!

20/09/2026

Sui muri e sui tetti una pianta attecchisce dove trova insieme un seme, un po' di substrato e acqua per abbastanza tempo. Il seme arriva quasi dappertutto, l'acqua no: per questo il verde spontaneo è prima di tutto una mappa dell'acqua.

Ho messo in fila quello che dicono le fonti: le istruzioni di Cecchi e Gasparoli per i monumenti di Roma, il manuale ICCROM di biologia per la conservazione, gli studi italiani sull'indice di pericolosità delle piante, i valori di Ellenberg per la flora d'Italia, le ricerche fatte per Historic England sull'edera e sul cappello d'erba dei ruderi, le norme su prodotti e beni culturali. L'elenco completo è in fondo all'articolo.

Tre cose utili in cantiere:

1. Non ogni verde vuol dire bagnato. Le piante più tipiche dei muri, come la parietaria e il cappero, per Pignatti sono piante dei luoghi secchi; sul muro, nella mia lettura, dicono giunto aperto e deposito. Il capelvenere e un tappeto continuo di muschio dicono acqua che resta.

2. La radice entra dal giunto. Le misure danno per la spinta delle radici da 0,15 a circa 1 megapascal; per le murature con malta di calce di modeste caratteristiche la Circolare del 2019 dà una resistenza a taglio fra 0,018 e 0,13 newton per millimetro quadrato. Sulla malta di calce debole la spinta misurata va da quasi 2 a 12 volte la sua resistenza: un confronto di massima. Che il danno si veda prima nei giunti lo spiega il manuale ICCROM: la radice segue le zone che resistono meno.

3. Dal 2014, nelle aree monumentali, archeologiche e storico-artistiche delle città, il Piano d'azione nazionale sui fitosanitari vieta i trattamenti diserbanti, salvo deroga. Molte voci di capitolato sono più vecchie: un manuale del 1997, da cui vengono ancora molte voci, elenca un prodotto a base di pentaclorofenato, sostanza oggi vietata nell'Unione europea.

Poi la storia. Nel 98 dopo Cristo Marziale scriveva che il caprifico spacca i marmi del monumento di Messalla. Nel 1871 il Colosseo fu raschiato e raso per paura delle radici, e nel 1897 Augustus Hare scriveva che nello sradicamento erano cadute più pietre che in cinquecento anni.

L'articolo completo al primo commento

Destinazione Sicilia, insieme all'ing.  CristianoVasanelli.È sempre un piacere collaborare con persone competenti, ma so...
17/09/2026

Destinazione Sicilia, insieme all'ing. CristianoVasanelli.

È sempre un piacere collaborare con persone competenti, ma soprattutto con chi ama il proprio lavoro. È una differenza che si sente subito: nel modo di leggere un edificio, di discutere una scelta tecnica, di stare in cantiere.

16/09/2026

Una facciata che «ha preso l'umidità», e il nero sta sotto le cornici.

Il palazzo è in un centro storico, la pietra delle cornici e l'intonaco sotto i balconi sono diventati neri, e le domande sono sempre quelle: è muffa, è smog, basta lavarla? Intanto, a pochi centimetri, sulla faccia che la pioggia batte, la stessa pietra è chiara.

Quel nero è gesso. L'anidride solforosa dell'aria, sciolta nell'acqua della condensa e della nebbia, diventa acido solforico e trasforma il carbonato della pietra in gesso, che si porta dentro la fuliggine. Il gesso cresce dove l'acqua arriva e non scorre: sotto le sporgenze, nei sottosquadri, dentro i portici. Dove la pioggia scorre si scioglie, e la pietra resta chiara. E la crosta resta anche quando l'aria migliora: a San Marco, per Fassina, la solfatazione delle croste è continuata mentre l'anidride solforosa cominciava a scendere.

Lavarla con tanta acqua vuol dire aggiungere al muro l'acqua che muove i sali. Nell'articolo ci sono le tre zone di una facciata con le misure di Venezia, la formula europea del calcare, il primo millimetro di intonaco della Ca****la degli Scrovegni, i sali che salgono dalla laguna e quelli che arrivano dall'aria, il metodo in tre passi per leggere una facciata prima di toccarla, e una tavola interattiva che fa il conto della pietra.

L'articolo completo al primo commento

11/09/2026

Macchia alla base del muro, sali, intonaco che si stacca: "è umidità di risalita".
Poi guardi bene: la macchia sta su una parete sola.

Le altre pareti sono asciutte. E tre piani sopra quella macchia, sul tetto, c'è il bocchettone della gronda: il pluviale scende murato dentro la parete. Un tubo che porta 47.550 litri l'anno, con giunti e usura come ogni impianto, e che nessuno ispeziona da decenni.

Le prime due immagini sono un caso vero: prima il tubo si ferma a mezza facciata e da lì in giù corre dentro il muro; dopo l'indagine è stato rifatto all'esterno (fotogrammi Google Street View, ritagliati e anonimizzati).

Spesso il tubo scende esterno e si infila nel muro a un paio di metri da terra (lo chiedono i regolamenti edilizi, per proteggerlo dagli urti). Se perde lì, la macchia parte dal basso e sembra risalita in tutto e per tutto. La differenza si vede in due cose: sta su una parete sola, e si ravviva dopo le piogge.

Perché comincia a perdere proprio adesso? Quasi sempre perché si è strozzato: foglie impastate sull'imbocco in cima, o pozzetto pieno al piede. Il tubo si riempie, e una colonna d'acqua alta come la facciata preme sui giunti murati. Chi guarda da terra vede la gronda che scavalca e se la prende con la gronda.

La prova si fa con attrezzi da cortile: una canna con la portata misurata col secchio, mezz'ora d'acqua nel bocchettone, occhi su parete e pozzetto. E dove si riesce a tappare l'uscita in basso, la prova del palloncino: si riempie il tubo dall'alto e si guarda il livello. Fermo = tubo sano. Scende = perdita.

Articolo al primo commento

10/09/2026

Una macchia in basso sul muro, una polvere bianca che torna dopo la pulizia, la muffa nell'angolo dietro l'armadio. La prima domanda è sempre la stessa: che cos'è? La seconda: chi chiamo?

Alla prima ora risponde uno strumento che ho messo sul sito, gratis e senza registrarsi: il decoder diagnostico edile. Scegli la patologia che sospetti (risalita, infiltrazioni, condensa, sali, muffa), carichi una foto della zona, spunti i sintomi che vedi. In un minuto hai una valutazione preliminare da scaricare in PDF: quanto il quadro è compatibile, che cosa fare adesso, gli errori da evitare, le altre cause da cui distinguerlo.

Le foto restano sul tuo telefono, nulla viene inviato. E no, non sostituisce il sopralluogo con le misure: serve a capire da dove partire, e a non spendere soldi sull'intervento sbagliato.

Qual è il segno che vi ha fatto preoccupare per primo?

(collegamento nel primo commento)

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