06/10/2026
Nuovo Progetto con Atelier Solido
All’ingresso resterà la scritta «Scuola materna Rosmini» e nel cortile rimarrà la campanella della ricreazione, ma ad abitarci saranno cinque famiglie con bambini. L’antico asilo infantile delle suore rosminiane fondato nel 1894 accanto alla parrocchia Santi Pietro e Paolo di largo Saluzzo, nel cuore di San Salvario, ha chiuso i battenti per sempre 5 anni fa. Messo in vendita sui siti immobiliari, ha suscitato l’interesse di un paio di famiglie che poi ne hanno coinvolte altre per acquistarlo. Se andrà tutto bene, nel giro di un anno lo avranno ristrutturato. «Stiamo ancora aspettando le autorizzazioni necessarie da parte del Comune per il cambio della destinazione d’uso, da area per servizi privati di interesse pubblico a residenziale privata, e il relativo permesso di costruire in deroga», premette l’architetta Francesca Marengo che si occupa del progetto esecutivo insieme all’architetto Paolo Mensa con lo studio Casa40 come general contractor. «Siamo in una fase preliminare, abbiamo chiesto di andare in deroga per l’interesse pubblico del progetto, visto che andrà a riqualificare l’edificio esistente, già dismesso e privo di funzionalità urbana, evitando un potenziale degrado e nuove costruzioni». Progetto e design sono dell’Atelier Solido, firmati dagli architetti Klara Saranovic e Francesco Pasquale, i primi ad essere coinvolti nell’idea di ristrutturare l’ex asilo per andarci a vivere. «Le prime due famiglie hanno organizzato open day e promosso l’iniziativa sui social con l’obiettivo di individuare ulteriori nuclei familiari interessati a condividere e sviluppare il progetto preliminare – spiega marengo -. Circa un anno fa si è così costituito il gruppo completo delle cinque famiglie, dando avvio a un percorso condiviso finalizzato alla definizione e allo sviluppo dell’intervento». L’edificio aveva bisogno di essere ristrutturato già da tempo, uno dei motivi che hanno spinto le suore a chiudere l’asilo. Inoltre è d’interesse storico, quindi vincolato dalla Soprintendenza. (...) Corriere Torino