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BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°12/105Architettura d’Interni: Spazi, Atmosfere ed Esperienza UmanaVILLA BARBERINA - Val...
21/10/2026

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°12/105
Architettura d’Interni: Spazi, Atmosfere ed Esperienza Umana

VILLA BARBERINA - Valdobbiadene (TV)
Relais di Charme - realizzato

L'architettura disegna gli spazi, le persone li trasformano in memoria ed emozioni
A Villa Barberina, il progetto degli interni costruisce una nuova esperienza dell'ospitalità attraverso la relazione fra storia, materia e vita contemporanea. Una scala a chiocciola in acciaio e rovere naturale si inserisce nella vecchia libreria, diventando un segno architettonico che collega gli ambienti e accompagna lo sguardo. Le cinque suite sviluppano atmosfere differenti. I nuovi bagni sono Salles de Bain. Gli arredi della Contessa De Viansson, insieme alla memoria decorativa di Mongiardino, continuano a dare carattere agli interni. La cucina, il salone, la sala da pranzo e la biblioteca compongono invece la dimensione condivisa della dimora: luoghi in cui fermarsi, conversare e stare insieme. È in questa attenzione alle relazioni — fra antico e contemporaneo, intimità e convivialità, funzione e atmosfera — che il progetto degli interni diventa parte essenziale dell'ospitalità dell’abitare

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°10/105Restauro, Memoria, Cura e Rigenerazione del Patrimonio CulturaleVILLA BARBERINA -...
09/10/2026

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°10/105
Restauro, Memoria, Cura e Rigenerazione del Patrimonio Culturale

VILLA BARBERINA - Valdobbiadene (TV)
Relais di Charme - realizzato

PER CONSERVARE BISOGNA CAMBIARE: QUANDO L’ARCHITETTURA DIVENTA OSPITALITÀ
È stato trasformato il modo in cui Villa Barberina continua a vivere.
Questo è il paradosso.
Per conservare una residenza storica bisogna permetterle di avere una funzione contemporanea.
A Villa Barberina questa nuova vita è l'ospitalità: il lusso è autenticità e autentica identità.
Le antiche stanze diventano suite.
Gli spazi della residenza tornano a essere abitati.
Il parco diventa parte dell'esperienza.
La villa entra in relazione con il paesaggio delle colline del Prosecco e con le attività culturali ed enogastronomiche del territorio.
Non è semplicemente un cambio di destinazione d'uso.
È una trasformazione del rapporto tra edificio e vita.
La villa non viene musealizzata, viene abitata.
Non viene sottratta al tempo. viene restituita al tempo.
Non viene conservata come un'immagine, viene conservata come esperienza.
Ed è forse qui che il concetto di rigenerazione diventa più radicale:
non si rigenera un edificio aggiungendo qualcosa di nuovo.
Si rigenera un edificio restituendogli la possibilità di essere necessario.
Il restauro conserva ciò che esiste, la rigenerazione fa una cosa più difficile:
permette a ciò che esiste di produrre ciò che ancora non esiste.
Villa Barberina non è quindi soltanto una villa restaurata: è architettura contemporanea.

07/10/2026

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°9/105
Restauro, Memoria, Cura e Rigenerazione del Patrimonio Culturale

VILLA BARBERINA -Valdobbiadene (TV)
Relais di Charme - realizzato

QUANDO RESTAURARE NON BASTA.
Che cosa significa davvero conservare una villa storica?
Restituirle l'aspetto che aveva?
Conservare le decorazioni, gli arredi, le proporzioni, il parco?
Proteggere la materia dal tempo?
Tutto questo è necessario, ma forse non è sufficiente.
Perché un edificio storico non vive soltanto della propria materia. Vive dell'uso che riesce ancora a generare.
Villa Barberina nasce come residenza veneta del Settecento, immersa nel paesaggio delle colline Prosecco di Valdobbiadene.
Nel tempo ha cambiato proprietari, attraversato epoche e trasformazioni, fino a diventare oggi una residenza d'epoca destinata all'ospitalità.
Ed è proprio qui che il problema del concetto di restauro diventa fondamentale.
Attenzione: una villa può essere perfettamente conservata e, allo stesso tempo, diventare purtroppo un oggetto
estraneo alla vita contemporanea.
Può diventare immobile, immagine, museo di se stessa.
La vera domanda allora non è soltanto: come conservare ciò che è stato?
Ma anche: come permettere a ciò che è stato di continuare ad avere un futuro?
Il passaggio dal restauro alla rigenerazione comincia qui.

BornelloWorkshop

30/09/2026

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°7/105
Architettura: spazi per vivere, lavorare e incontrarsi

Nuova Cantina NINO FRANCO srl - Valdobbiadene (TV)
Studio di fattibilità

UNA CANTINA NON CONTIENE SOLTANTO IL VINO
Che cosa può imparare l'architettura dal vino?
Non le forme, ma il metodo. Un modo di affinare il progetto.
Il vino nasce da una materia che non è stata inventata. È trasformata.
Dipende dal luogo, dal tempo, dalla temperatura, dalla tecnica, dalla misura e da una quantità di decisioni che spesso consistono nel non fare nulla.
Anche l'architettura può essere così.
Non partire dall'immagine.
Partire dalle condizioni.
Nel progetto della nuova Cantina Nino Franco questo significa prendere un complesso cresciuto per stratificazioni e trasformarlo senza cancellarne la storia; mettere in relazione produzione, deposito, movimento e incontro; costruire una grande copertura e capace di ricomporre ciò che nel tempo si era separato.
Alla fine, l'architettura non è ciò che si aggiunge al vino.
È ciò che permette al vino, al lavoro e al luogo di trovare la propria forma.
E come un buon vino, un buon edificio non dovrebbe avere bisogno di essere spiegato troppo.
Dovrebbe lasciare una persistenza.

25/09/2026
15/09/2026

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°3/105
Architettura, spazi e luoghi delle relazioni

NON È IL PROGETTO DI UN GARAGE MA DEL MONDO CHE GIRA INTORNO AD UNA COLLEZIONE DI LAMBORGHINI
Quando abbiamo iniziato questo progetto, la domanda sembrava molto semplice: come custodire una collezione privata di Lamborghini?
Ma affrontando il progetto ci siamo accorti che questa domanda era troppo semplice.
Perché una collezione di questo tipo non è soltanto un insieme di automobili.
È il risultato di una passione diventata nel tempo ricerca, selezione, conoscenza e memoria.
Chi colleziona Lamborghini non sembra cercare semplicemente il possesso di un oggetto costoso. Cerca spesso qualcosa di più complesso: una certa automobile per il suo design, un’altra per la tecnologia, un’altra ancora perché è rara, perché appartiene a un preciso momento della storia del marchio o perché ricorda una prima esperienza personale.
La collezione diventa quindi una specie di autobiografia costruita attraverso gli oggetti.
Ed è qui che il problema architettonico cambia.
Non dobbiamo progettare soltanto lo spazio per le automobili.
Dobbiamo progettare il luogo nel quale una persona possa vivere il rapporto con la propria collezione.
Questo significa pensare a come le automobili arrivano, entrano, vengono lavate, pulite, spostate, osservate, esposte e nuovamente custodite.
Ma significa anche progettare tutto ciò che sta intorno alla vettura: i modellini, le riviste, la biblioteca, i rituali, gli spazi di permanenza.
E significa proteggerla.
Per questo l’edificio ha due identità: quasi impenetrabile verso l’esterno, completamente diverso quando viene abitato dall’interno.
Il problema, quindi, non era costruire una grande autorimessa, ma un scrigno dentro il quale prendesse vita una collezione di Lamborghini

15/09/2026

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°3/105
Architettura, spazi e luoghi delle relazioni

NON È IL PROGETTO DI UN GARAGE MA DEL MONDO CHE GIRA INTORNO AD UNA COLLEZIONE DI LAMBORGHINI
Quando abbiamo iniziato questo progetto, la domanda sembrava molto semplice: come custodire una collezione privata di Lamborghini?
Ma affrontando il progetto ci siamo accorti che questa domanda era troppo semplice.
Perché una collezione di questo tipo non è soltanto un insieme di automobili.
È il risultato di una passione diventata nel tempo ricerca, selezione, conoscenza e memoria.
Chi colleziona Lamborghini non sembra cercare semplicemente il possesso di un oggetto costoso. Cerca spesso qualcosa di più complesso: una certa automobile per il suo design, un’altra per la tecnologia, un’altra ancora perché è rara, perché appartiene a un preciso momento della storia del marchio o perché ricorda una prima esperienza personale.
La collezione diventa quindi una specie di autobiografia costruita attraverso gli oggetti.
Ed è qui che il problema architettonico cambia.
Non dobbiamo progettare soltanto lo spazio per le automobili.
Dobbiamo progettare il luogo nel quale una persona possa vivere il rapporto con la propria collezione.
Questo significa pensare a come le automobili arrivano, entrano, vengono lavate, pulite, spostate, osservate, esposte e nuovamente custodite.
Ma significa anche progettare tutto ciò che sta intorno alla vettura: i modellini, le riviste, la biblioteca, i rituali, gli spazi di permanenza.
E significa proteggerla.
Per questo l’edificio ha due identità: quasi impenetrabile verso l’esterno, completamente diverso quando viene abitato dall’interno.
Il problema, quindi, non era costruire una grande autorimessa, ma un scrigno dentro il quale prendesse vita una collezione di Lamborghini

LuxuryArchitecture BornelloWorkshop

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°2/105Restauro, memoria, cura e rigenerazioneRoma, Terme di Caracalla – 216 d.C.Può una ...
10/09/2026

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°2/105
Restauro, memoria, cura e rigenerazione

Roma, Terme di Caracalla – 216 d.C.
Può una sublime rovina tornare a vivere?
Esiste una contraddizione:
Più un monumento è importante, più si rischia di trasformarlo in qualcosa da contemplare
Ma le Terme di Caracalla sono nate per essere vissute
Erano un luogo di vita
C’era l’acqua e c’erano anche lo sport, la cura del corpo, lo studio, gli incontri, il passeggio, gli affari, lo spettacolo
Era un sistema complesso, nel quale architettura e vita quotidiana erano una cosa sola
E allora davanti a un luogo come questo, il progetto non può partire dall’idea di aggiungere una nuova architettura alla rovina
Parte dall’idea opposta: tornare ad abitare il monumento
Il Masterplan nasce proprio da qui
Da una serie di interventi discreti, reversibili, capaci di riportare nuove funzioni all’interno del complesso
Uno di questi interventi è stato Caracalla allo Specchio: abbiamo immaginato uno specchio d’acqua nero, immobile, quasi alla quota del terreno
Riprende simbolicamente l’antico Asse delle Acque
Ma soprattutto introduce una condizione spaziale
L’acqua riflette il monumento, lo dilata, lo moltiplica
E allo stesso tempo diventa uno spazio per stare, incontrarsi, assistere a uno spettacolo
Su questa superficie trova posto anche un palco contemporaneo destinato a concerti, danza, conferenze, eventi
Ed è qui che, secondo me, sta il punto più interessante del progetto
L’innovazione non consiste nel progettare un’architettura più forte del monumento
Consiste nel creare una condizione che permetta al monumento di tornare vivo:
cosi’ abbiamo pensato anche il Parco Urbano e il nuovo ingresso
Il nuovo non deve imitare l’antico. Ma non deve nemmeno cercare di scomparire
Deve trovare la giusta corda armonica della propria presenza
Perché, in un luogo come Caracalla, progettare significa proprio questo:
non occupare la rovina, ma darle nuovamente la possibilità di essere abitata
Progetto
Rigenerazione e valorizzazione delle Terme di Caracalla – Roma 2024/27- In corso
Team
Dott.ssa M.Serlorenzi, arch.P.Bornello, arch.H.Peer,
geom.C.Garozzo, prof.G.Provasi, arch.M.Pinotti
arch.A.Grandi, Dott. E.Tocco

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°2/105Restauro, memoria, cura e rigenerazioneRoma, Terme di Caracalla – 216 d.C.Può una ...
10/09/2026

BORNELLO PROGETTI - Esperienze n°2/105
Restauro, memoria, cura e rigenerazione

Roma, Terme di Caracalla – 216 d.C.

Può una sublime rovina tornare a vivere?
Esiste una contraddizione:
Più un monumento è importante, più si rischia di trasformarlo in qualcosa da contemplare
Ma le Terme di Caracalla sono nate per essere vissute
Erano un luogo di vita
C’era l’acqua e c’erano anche lo sport, la cura del corpo, lo studio, gli incontri, il passeggio, gli affari, lo spettacolo
Era un sistema complesso, nel quale architettura e vita quotidiana erano una cosa sola
E allora davanti a un luogo come questo, il progetto non può partire dall’idea di aggiungere una nuova architettura alla rovina
Parte dall’idea opposta: tornare ad abitare il monumento
Il Masterplan nasce proprio da qui
Da una serie di interventi discreti, reversibili, capaci di riportare nuove funzioni all’interno del complesso
Uno di questi interventi è stato Caracalla allo Specchio: abbiamo immaginato uno specchio d’acqua nero, immobile, quasi alla quota del terreno
Riprende simbolicamente l’antico Asse delle Acque
Ma soprattutto introduce una condizione spaziale
L’acqua riflette il monumento, lo dilata, lo moltiplica
E allo stesso tempo diventa uno spazio per stare, incontrarsi, assistere a uno spettacolo
Su questa superficie trova posto anche un palco contemporaneo destinato a concerti, danza, conferenze, eventi
Ed è qui che, secondo me, sta il punto più interessante del progetto
L’innovazione non consiste nel progettare un’architettura più forte del monumento
Consiste nel creare una condizione che permetta al monumento di tornare vivo:
cosi’ abbiamo pensato anche il Parco Urbano e il nuovo ingresso
Il nuovo non deve imitare l’antico. Ma non deve nemmeno cercare di scomparire
Deve trovare la giusta corda armonica della propria presenza
Perché, in un luogo come Caracalla, progettare significa proprio questo:
non occupare la rovina, ma darle nuovamente la possibilità di essere abitata

Progetto
Rigenerazione e valorizzazione delle Terme di Caracalla – Roma 2024/27- In corso
Team
Dott.ssa M.Serlorenzi, arch.P.Bornello, arch.H.Peer,
geom.C.Garozzo, prof.G.Provasi, arch.M.Pinotti
arch.A.Grandi, Dott. E.Tocco

Indirizzo

Via Alessandro Manzoni 17
Treviso
31100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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