23/05/2026
"In questo braccio di ferro quindicennale, Di Gresy ha ben pensato di piantare paletti e assoldare dei vigilanti per impedire il passaggio dalla sua proprietà, in modo da sottomettere l’accesso alla spiaggia alla considerazione della sua esistenza; una sorta di prepotenza, degna delle baronie di una volta o dei coloni, e Di Gresy sembra abbia agito d’impegno per incarnare sia l’una che l’altra categoria.
Infatti, nonostante un vago accento lombardo di incerta acquisizione, l’inclinazione alla cultura sabauda è tale da sfoggiare un titolo nobiliare: sì, nel 2026 Emanuele Di Gresy si fa chiamare “marchese”. Se volesse, in questa sudata democrazia che tra le varie ingiustizie del secolo scorso ha soppresso i titoli nobiliari, sarebbe ovviamente libero di professarsi anche imperatore, lord protettore o ippopotamo; il problema è quando i suoi interlocutori lo assecondano."
"In verità, il soggetto in questione è così “grande” che alla Camera di Commercio compaiono cinque Emanuele Di Gresy con la stessa data di nascita, con lievi aggiunte o rimozioni di secondi nomi e, soprattutto, cinque codici fiscali di cui solo uno valido all’Agenzia delle Entrate. Tre risultano nati a Torino, uno in Svizzera e un altro addirittura in Giappone, ogni identità collegata ovviamente a delle società italiane".
Buona lettura in attesa dell'appuntamento del 2 giugno alla Marina di Siracusa Per la Pillirina.
Lei è paladino insieme a delle altre persone, almeno quelle… perché poi ci sono delle altre persone come lei, fondamentalmente perbene, che credono… ci sono tanti ambientalisti con i quali io mi sono confrontato qua a Siracusa. Persone perbene. Perch