26/09/2026
Progettare una scuola per l’infanzia significa prima di tutto misurarsi con una scala diversa:
quella dei bambini. Il progetto si organizza intorno a una corte aperta, pensata come il cuore della comunità scolastica. Attorno alla corte si organizzano gli spazi dedicati ai più piccoli:
le sezioni, gli ambienti comuni, il refettorio, gli spazi per il gioco e quelli di servizio.
Tre elementi architettonici — un’ala nord, un’ala sud e un nucleo centrale, un sistema di ambienti tra loro connessi ma che mantengono funzioni e identità differenti.
L’ala sud accoglie le sezioni scolastiche: spazi pensati per la quotidianità dei bambini. L’ala nord ospita invece la mensa e la cucina, mentre il nucleo centrale organizza l’ingresso, l’accoglienza, il refettorio e gli spazi ricreativi. A collegare tutto è un sistema di percorsi continui, che permette di attraversare la scuola e mettere in relazione i diversi ambienti.
Anche il rapporto con l’esterno nasce dalla stessa idea. Il prato, la sabbia, l’orto e la corte diventano una naturale estensione degli spazi interni. Perché per un bambino imparare non significa soltanto stare seduto in un’aula. Significa muoversi.
Esplorare.
Incontrare.
Osservare.
E anche l’architettura, in questo processo, può diventare uno strumento di crescita.
Una scuola progettata non soltanto per i bambini, ma a partire dal loro modo di vivere lo spazio.
📍 Spazi didattici per l’infanzia. Un caso studio nella città di Sciacca - tesi di laurea - progetto donato al Comune di Sciacca (AG)
💼 Genova | Milano | Sciacca
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Designing a school for early childhood education first means working with a different scale:
the scale of children. For this reason, the project is structured around an open courtyard, conceived as the heart of the school community. Around the courtyard, the spaces dedicated to the youngest children are organized: classrooms, shared spaces, the refectory, play areas and service spaces.
A system of continuous pathways connects the different parts, allowing the school to be experienced as a connected sequence of spaces. The relationship with the outdoors follows the same principle. The lawn, sand area, garden and courtyard become a natural extension of the interior spaces.
Because for a child, learning does not simply mean sitting in a classroom. It means moving.
Exploring.
Meeting.
Observing.
And architecture, in this process, can also become a tool for growth.
A school designed not only for children, but from an understanding of how they experience space.