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Progettare una scuola per l’infanzia significa prima di tutto misurarsi con una scala diversa:quella dei bambini. Il pro...
26/09/2026

Progettare una scuola per l’infanzia significa prima di tutto misurarsi con una scala diversa:
quella dei bambini. Il progetto si organizza intorno a una corte aperta, pensata come il cuore della comunità scolastica. Attorno alla corte si organizzano gli spazi dedicati ai più piccoli:
le sezioni, gli ambienti comuni, il refettorio, gli spazi per il gioco e quelli di servizio.
Tre elementi architettonici — un’ala nord, un’ala sud e un nucleo centrale, un sistema di ambienti tra loro connessi ma che mantengono funzioni e identità differenti.
L’ala sud accoglie le sezioni scolastiche: spazi pensati per la quotidianità dei bambini. L’ala nord ospita invece la mensa e la cucina, mentre il nucleo centrale organizza l’ingresso, l’accoglienza, il refettorio e gli spazi ricreativi. A collegare tutto è un sistema di percorsi continui, che permette di attraversare la scuola e mettere in relazione i diversi ambienti.
Anche il rapporto con l’esterno nasce dalla stessa idea. Il prato, la sabbia, l’orto e la corte diventano una naturale estensione degli spazi interni. Perché per un bambino imparare non significa soltanto stare seduto in un’aula. Significa muoversi.
Esplorare.
Incontrare.
Osservare.
E anche l’architettura, in questo processo, può diventare uno strumento di crescita.
Una scuola progettata non soltanto per i bambini, ma a partire dal loro modo di vivere lo spazio.

📍 Spazi didattici per l’infanzia. Un caso studio nella città di Sciacca - tesi di laurea - progetto donato al Comune di Sciacca (AG)

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📞 +39 344 20 28 138
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Designing a school for early childhood education first means working with a different scale:
the scale of children. For this reason, the project is structured around an open courtyard, conceived as the heart of the school community. Around the courtyard, the spaces dedicated to the youngest children are organized: classrooms, shared spaces, the refectory, play areas and service spaces.
A system of continuous pathways connects the different parts, allowing the school to be experienced as a connected sequence of spaces. The relationship with the outdoors follows the same principle. The lawn, sand area, garden and courtyard become a natural extension of the interior spaces.
Because for a child, learning does not simply mean sitting in a classroom. It means moving.
Exploring.
Meeting.
Observing.
And architecture, in this process, can also become a tool for growth.
A school designed not only for children, but from an understanding of how they experience space.

Giovanni Leone
22/09/2026

Giovanni Leone

Perché nascondere ciò che può diventare architettura?All’Headquarter Genova abbiamo scelto di non cancellare gli impiant...
22/09/2026

Perché nascondere ciò che può diventare architettura?

All’Headquarter Genova abbiamo scelto di non cancellare gli impianti esistenti.
Li abbiamo recuperati, puliti e reinterpretati, trasformandoli in una presenza visiva dello spazio.
La luce fa il resto.
Segue i profili delle tubazioni, ne sottolinea le geometrie e costruisce ombre che ne amplificano la presenza.

Non è decorazione. È progetto.
Per noi progettare significa anche questo: guardare l’esistente con attenzione, comprenderne il potenziale e trovare il modo di farlo dialogare con una nuova visione.

Elementi normalmente considerati tecnici diventano parte del linguaggio dello spazio.
Tubazioni, valvole e connessioni emergono e si trasformano da elementi funzionali in segni architettonici.

Il nero definisce i volumi.
Il colore introduce un’eccezione.
La luce ne disegna i profili, porta in superficie geometrie normalmente invisibili e rivela la profondità.

Perché progettare non significa sempre aggiungere.
A volte significa riconoscere, valorizzare e dare un nuovo significato a ciò che già esiste.
Fare del dettaglio non un elemento decorativo, ma un elemento di progetto.

Non nascondere.
Valorizzare.

📍 Headquarter aziendale — Genova

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Less is more, l’eleganza dell’essenzialità.Quando una porta non cerca di imporsi, ma diventa parte dell’architettura.La ...
18/09/2026

Less is more, l’eleganza dell’essenzialità.

Quando una porta non cerca di imporsi, ma diventa parte dell’architettura.
La continuità del muro, la sottile linea d’ombra, la matericità delle finiture restituiscono un dettaglio essenziale, quasi invisibile, lasciando che sia l’architettura a definire lo spazio.

La porta filomuro come intervento silenzioso dove funzione, materia e dettaglio si incontrano.
Presenza, senza apparire è la maniglia l’unico elemento capace di rivelarne la presenza.

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Regola ed eccezione.Il nero definisce, il bianco ordina, il verde interrompe.Una piccola composizione dove il colore div...
16/09/2026

Regola ed eccezione.
Il nero definisce, il bianco ordina, il verde interrompe.
Una piccola composizione dove il colore diventa protagonista.

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A volte è sufficiente una linea sottile, un’ombra, un materiale e il modo in cui la luce si rivela.Abbiamo lavorato sul ...
14/09/2026

A volte è sufficiente una linea sottile, un’ombra, un materiale e il modo in cui la luce si rivela.
Abbiamo lavorato sul dettaglio per ottenere un elemento quasi invisibile quando è spento, capace di trasformare lo spazio quando si accende.

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Quando progettiamo una scuola per bambini, non stiamo semplicemente progettando delle aule.Stiamo progettando uno dei pr...
08/09/2026

Quando progettiamo una scuola per bambini, non stiamo semplicemente progettando delle aule.
Stiamo progettando uno dei primi luoghi in cui impareranno a stare nel mondo.
Per questo abbiamo immaginato una scuola che non separasse rigidamente il dentro dal fuori, ma li mettesse in relazione.
Una corte aperta diventa il cuore della scuola:
un luogo da attraversare, incontrare, osservare.
Intorno, gli spazi dell’apprendimento.
Fuori, il prato, la sabbia, l’orto.
Luoghi diversi per giocare, esplorare, coltivare, sporcarsi le mani.
Per osservare il passaggio delle stagioni.
La luce che cambia.
Il tempo che passa.
Anche i percorsi diventano parte dell’esperienza:
spazi fluidi, continui, pensati per permettere ai bambini di muoversi e orientarsi con naturalezza.
E poi c’è la luce.
Non soltanto qualcosa che illumina gli ambienti,
ma una materia dell’architettura.
Una scuola, per noi, non deve soltanto contenere l’apprendimento.
Deve creare le condizioni perché possa accadere.
Perché progettare per l’infanzia significa progettare per persone che stanno ancora imparando a guardare il mondo.

Scuola dell'infanzia.
I luoghi del lavoro. L’interno architettonico.
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When we design a school for children, we are not simply designing classrooms.
We are designing one of the first places where they will learn how to experience the world.
For this reason, we imagined a school that would not rigidly separate indoors from outdoors, but bring the two into dialogue.
An open courtyard becomes the heart of the school:
a place to move through, meet, and observe.
Around it, the spaces for learning.
Outside, the lawn, the sand, the garden.
Different places to play, explore, grow things, and get their hands dirty.
To observe the changing seasons.
The changing light.
The passing of time.
The pathways themselves become part of the experience:
fluid, continuous spaces designed to allow children to move and find their way naturally.
And then there is light.
Not simply something that illuminates a space,
but a material of architecture.
For us, a school should not simply contain learning.
It should create the conditions for learning to happen.
Because designing for early childhood means designing for people who are still learning how to look at the world.

26/08/2026

Ci sono progetti che nascono da un’idea.
E altri che prendono forma attraverso le persone.

Una sera fatta di incontri, conversazioni, sorrisi e brindisi. Di idee condivise, punti di vista e nuove possibilità.

Perché per noi progettare significa anche questo:
creare occasioni per incontrarsi, condividere esperienze e costruire cultura.

Grazie a chi ha scelto di esserci, di ascoltare, di raccontare e di condividere con noi questo momento.

Incontrarsi è stato solo l’inizio.

Arch. Giovanni Leone
Architecture & Design Studio

Incontrarsi - 20 agosto 2026 Sciacca
21/08/2026

Incontrarsi - 20 agosto 2026
Sciacca

Un’occasione per parlare di luoghi e di persone, di come gli spazi che abitiamo possano influenzare il nostro modo di vivere, crescere e relazionarci

18/08/2026

Un momento aperto alla città, per riflettere sul rapporto tra architettura, design e cultura dell'abitare, ma anche sul ruolo che il progetto può assume...

Indirizzo

Via Roma, 13
Sciacca
92019

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