25/07/2026
Spesso parliamo dei nostri borghi storici nell'entroterra come di cartoline da ammirare nei fine settimana, tralasciando un aspetto critico: senza una visione concreta e un progetto a lungo termine, questi luoghi rischiano di svuotarsi e perdere la loro vitalità.
Sabato scorso, sotto le Arcate Neogotiche di Villa Vitali a Fermo, abbiamo voluto affrontare questo problema in modo molto pratico durante l'incontro "Rigenerare i nostri borghi". All'interno della rassegna Architalks, promossa dall'Ordine degli Architetti di Fermo, abbiamo evitato i classici discorsi teorici per concentrarci su casi studio reali. Grazie alle esperienze portate dagli architetti Fernando De Santis, Giacomo Ortenzi e Davide Romanella, abbiamo analizzato progetti tangibili di riqualificazione urbana.
Il messaggio forte che ci portiamo a casa da questo confronto è che per far rinascere i piccoli centri non basta intervenire sui mattoni o limitarsi a ristrutturare gli edifici. Serve un approccio più profondo che unisca il rispetto dell'identità storica dei luoghi alla sostenibilità ambientale, ma soprattutto che coinvolga attivamente chi ci vive. Solo rendendo le comunità locali protagoniste del cambiamento, la progettazione architettonica diventa uno strumento reale per combattere lo spopolamento e creare nuove opportunità di sviluppo per le aree interne.
Vedere un pubblico così numeroso e partecipe, composto non solo da professionisti del settore ma anche da tantissimi cittadini interessati, ci ha dato la conferma che c'è un bisogno condiviso di prendersi cura del nostro patrimonio paesaggistico e culturale. Quando l'architettura si mette in ascolto del territorio, i risultati si vedono.