Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi

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Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi Tutta la verità sulla guerra climatica nell'ultimo lavoro di Antonio e Rosario Marcianò.

Il blu cobalto è sparito. Al suo posto, una nebbia chimica, lattiginosa e persistente che la fisica ufficiale non riesce...
14/07/2026

Il blu cobalto è sparito. Al suo posto, una nebbia chimica, lattiginosa e persistente che la fisica ufficiale non riesce a spiegare — o forse è proprio la scienza a sbugiardare il sistema. Viviamo sotto un soffitto bianco che non scarica pioggia, nonostante il caldo atroce e l'afa soffocante. Vi siete mai chiesti perché le leggi della natura sembrano sospese? La risposta non è nei talk show, ma tra le righe di manuali strategici e nei grafici ufficiali dell'ARPAL. Esiste una discrepanza brutale tra la narrazione del "cambiamento climatico" e la realtà documentale: una guerra invisibile all'umidità combattuta sopra le nostre teste.

LEGGI L'ARTICOLO SU TANKER ENEMY:

La verità sulle operazioni clandestine di geoingegneria nei cieli del mondo.

La volontaria neutralizzazione delle perturbazioniGuardiamo ancora il cielo con gli stessi occhi?Vi siete mai fermati a ...
06/07/2026

La volontaria neutralizzazione delle perturbazioni

Guardiamo ancora il cielo con gli stessi occhi?

Vi siete mai fermati a osservare la metamorfosi inquietante del panorama sopra le nostre teste? Quello che una volta era un azzurro terso è oggi regolarmente deturpato da trame persistenti, reticoli che non accennano a svanire e che velano il sole. La versione ufficiale, ammannita dai media, ci parla di semplice "condensazione". Ma basta un briciolo di onestà intellettuale e un’analisi dei dati tecnici per capire che ci troviamo davanti a una serie di menzogne sistematiche. Come giornalista investigativo, il mio compito è smontare pezzo per pezzo questa narrazione, portando alla luce i dati che i "disinformatori" cercano disperatamente di occultare. Il nostro cielo è diventato il teatro di operazioni clandestine che sfidano ogni legge della fisica convenzionale.

Quando la fisica viene umiliata

Secondo i criteri ufficiali stabiliti da enti come NASA e USAF, le vere scie di condensazione (contrails) richiedono condizioni estreme: quote superiori agli 8.000 metri, temperature inferiori ai -42°C e un'umidità relativa superiore al 70%. La realtà che documentiamo ogni giorno, però, è un insulto a questi manuali.

La stragrande maggioranza dei velivoli che irrorano i nostri cieli sorvovola a quote comprese tra i 1.500 e i 5.600 metri. A queste altitudini, gli aerei sono così bassi che se ne possono distinguere nitidamente i dettagli e udire chiaramente il rombo dei motori—cosa impossibile per un liner che incrocia a 9.000/12.000 metri. Eppure, questi apparecchi emettono scie persistenti che formano "tappeti" artificiali. In alcuni casi sono state persino documentate delle inquietanti "scie nere", un fenomeno che la condensa naturale non potrebbe mai generare. È evidente che non si tratta di vapore, ma di emissioni artificiali deliberate.

La sfida termica: ghiaccio sopra lo zero?

Il calcolo termico è implacabile e non lascia spazio alle fantasie degli occultatori di regime. Sappiamo che la temperatura cala di circa 6,6°C per ogni chilometro di altitudine. Se in estate abbiamo 35°C al suolo, a 2.000 metri la temperatura è di circa +21,8°C.

Siamo drammaticamente lontani dai -42°C necessari per la nucleazione del ghiaccio. Inoltre, la stessa NASA dichiara che per avere persistenza è necessaria una sovrassaturazione rispetto al ghiaccio prossima al 150%. Come può formarsi e persistere del ghiaccio in un'aria calda e secca? La risposta è che non è ghiaccio.

"La condensa non si può formare al di sopra dello zero termico e tanto meno può creare 'tappeti' artificiali che si sostituiscono alle nubi naturali! Si tratta di una volontaria neutralizzazione delle perturbazioni".

La distruzione sistematica delle nubi

I manuali di meteorologia "ufficiali" sostengono che le scie dovrebbero facilitare le precipitazioni incrementando l'umidità. L'osservazione diretta, invece, rivela un fenomeno scientificamente opposto: queste formazioni CHIMICHE agiscono come un cancro per l'atmosfera, erodendo e dissolvendo i cumuli naturali.

Invece di alimentare le nubi, queste scie le distruggono, sostituendosi alla nuvolosità naturale con una patina lattiginosa. Se una scia dissolve una nuvola invece di ingrossarla, la conclusione logica è che la sua composizione sia progettata per sequestrare l'umidità, non per produrla. È un'operazione di geoingegneria che punta alla desertificazione mascherata.

Il crollo dell'Umidità:la prova del nove nei dati delle radiosonde

Le prove definitive arrivano dai profili atmosferici rilevati dalle radiosonde, dati che gli infami servi del regime tentano spesso di far rimuovere dai server. Analizzando le rilevazioni di Cuneo-Levaldigi, si nota un fenomeno mostruoso: l'umidità relativa (RELH) crolla a valori desertici, tra il 3% e il 5%, esattamente alle quote di irrorazione (1.400m - 4.000m).

La contro-prova investigativa ci viene dai dati di Milano del 20 marzo 2009 (https://www.tanker-enemy.com/Immagini/Blog/Radiosondemilano20marzo2009.jpg). In quella giornata, a causa di venti forti che impedivano le operazioni, si è registrata un'assenza di attività di aerosol. Il risultato? I valori di umidità mostrano un trend progressivo e naturale, senza i crolli verticali del 30% in trenta minuti che vediamo durante le irrorazioni (https://www.tanker-enemy.com/Immagini/Blog/Cuneo-LevaldigiObservationsat12Z18Mar2009.jpg).

Composizione degli aerosol chimico-biologici nanotecnologici:

* Alluminio: reagisce a contatto con l'ossigeno e cattura voracemente l'umidità ambientale.
* Bario: metallo igroscopico utilizzato per "seccare" l'aria ed aumentare la conduttività atmosferica.
* Componenti nanotecnologici e biologici: frammenti sintetici che trasformano l'atmosfera in un laboratorio a cielo aperto.

La regia dell'informazione: il "meteo di regime"

Perché il pubblico non reagisce? Perché siamo immersi in una regia occulta della disinformazione. Personaggi televisivi noti agiscono come veri e propri occultatori, giustificando ogni anomalia. Arrivano ad inventare concetti ridicoli come l'"Anticiclone della Libia" per spiegare cieli che non hanno nulla di naturale.

Il sistema è ovunque:

* Censura satellitare: le mappe Modis-NASA risultano spesso inaccessibili o manipolate durante i giorni di irrorazione pesante.
* I dati delle radiosonde non sono più fruibili in formato grafico immediatamente consultabile.
* Installazioni sospette: si moltiplicano i radar camuffati, come il celebre "Cipresso Radar" individuabile sulla A1 nei pressi di Montevarchi oppure il radar israeliano in banda Ka di Riva Ligure (https://youtu.be/9eaf8adwrV0), occultato dietro una serie di serre dismesse ed alcune siepi.

Sotto un sole deliberatamente oscurato

Viviamo sotto una cupola chimica che altera i cicli vitali e compromette la salute della Terra. La "normalità" che vi vendono è una percezione fabbricata per tenervi buoni mentre il sole viene cancellato e l'acqua neutralizzata.

Siamo di fronte ad un attacco frontale alla biosfera, gestito da un'aeronautica che risponde a direttive transnazionali. Non limitatevi a guardare il cielo: osservatelo con le leggi della fisica in mano. Chiedetevi perché i vostri "esperti" mentono così spudoratamente. La verità è scritta sopra di noi, in quelle tracce bianche che distruggono la vita. È ora di smettere di credere ai carnefici ed iniziare a vedere con i propri occhi e ragionare con la propria testa.

Leggi qui l'articolo del 2009: https://www.tankerenemy.com/2009/07/la-volontaria-neutralizzazione-delle.html

Scarica e condividi il Dossier grafico in formato PDF: https://drive.google.com/file/d/1yLX0PH-JfUZ6Dpf34YV8LELTT33dbjE6/view?usp=sharing

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Cieli di plastica e fisica sbugiardata: perché il sistema ha hackerato la nostra atmosferaIl mistero del cielo che non p...
04/07/2026

Cieli di plastica e fisica sbugiardata: perché il sistema ha hackerato la nostra atmosfera

Il mistero del cielo che non piove più

Il blu è sparito. Al suo posto, una nebbia chimica, lattiginosa e persistente che la fisica ufficiale non riesce a spiegare — o forse è proprio la scienza a sbugiardare il sistema. Viviamo sotto un soffitto bianco che non scarica pioggia, nonostante il caldo atroce e l'afa soffocante. Vi siete mai chiesti perché le leggi della natura sembrano sospese? La risposta non è nei talk show, ma tra le righe di manuali strategici e nei grafici ufficiali dell'ARPAL. Esiste una discrepanza brutale tra la narrazione del "cambiamento climatico" e la realtà documentale: una guerra invisibile all'umidità combattuta sopra le nostre teste.

Radar vs. nuvole: la pulizia etnica dell'umidità

Per i vertici militari, le nuvole non sono vita, sono "rumore". Nel testo tecnico di Robert A. Ball, “The fundamentals of aircraft combat survivability”, la verità emerge con una freddezza disarmante: l'ossigeno ed il vapore acqueo sono ostacoli che attenuano i segnali radar. Sopra i 10 GHz, l'atmosfera diventa un muro. Progetti come l'R.F.M.P. (Radio Frequency Mission Planner) ed il suo braccio operativo, il Sottoprogetto V.T.R.P.E., hanno un obiettivo brutale: eliminare le "idrometeore" (pioggia, neve, nebbia) per permettere una mappatura elettronica tridimensionale del territorio senza interferenze.

Ball è chirurgico nel descrivere il problema:

"Precipitazioni in atmosfera sotto forma di pioggia, neve e nebbia possono ridurre significativamente i segnali radar così come contribuiscono al rumore di fondo. [...] Il tasso di attenuazione sia in caso di una lieve pioggia sia di nebbia f***a è di circa 0,1 dB / km per un segnale a 10 GHz radar. Di conseguenza il segnale sarà ridotto di 10 dB dopo aver percorso 100 km".

È come cercare di vedere attraverso una tenda bagnata: i militari preferiscono distruggere la tenda. Stiamo assistendo allo smantellamento programmato dell'idrosfera per ottimizzare la precisione di un sensore. Una follia tecnologica che sacrifica l'equilibrio della biosfera per il dominio dello spettro elettromagnetico.

Il paradosso della Liguria: quando la fisica di Clausius-Clapeyron fallisce

La fisica dell'atmosfera ha una regola aurea: l'equazione di Clausius-Clapeyron. Essa stabilisce che per ogni grado Celsius di aumento della temperatura, l'atmosfera trattiene il 7% di vapore acqueo in più. In teoria, più caldo significa più evaporazione e, dunque, piogge più abbondanti. Ma i dati ufficiali ARPAL sulle tendenze climatiche in Liguria rivelano un "andamento chiastico" — un incrocio della morte dove le linee divergono invece di seguirsi.

Osservando il grafico delle tendenze regionali (1965-2026), dove il dato finale rappresenta una proiezione di tendenza ormai consolidata, i numeri gridano vendetta:

* Febbre Regionale: la temperatura media è passata dai 14.4°C del decennio 1965-1975 ai 15.8°C previsti per il 2020-2026, con un aumento netto di +1.4°C/+1.6°C.

* Emorragia Idrica: nello stesso arco temporale, le precipitazioni medie annue sono crollate da 1050mm a soli 820mm.

* Il grande arido: il bilancio idrico è in contrazione del 10-15%, con picchi del 22% nel lungo periodo. La siccità si polarizza ferocemente nel Ponente ligure, con piogge concentrate in eventi rari e distruttivi.

Se la temperatura sale e la pioggia sparisce, la fisica è stata hackerata. L'unica spiegazione scientificamente onesta è l'introduzione di una "variabile esterna": aerosol chimici che impediscono al vapore di condensare naturalmente.

Il segreto del 1943: ottant'anni di menzogne

Ci propinano la favola che le scie persistenti siano un "inevitabile" effetto collaterale dei motori moderni. Menzogne. I documenti militari rivelano che già nel 1943, durante i raid della Seconda Guerra Mondiale su Schweinfurt e Regensburg, l'aviazione sapeva perfettamente come occultare i propri velivoli.

La storia ufficiale è stata riscritta per coprire il presente:

"Le scie di condensazione (contrails) e le fiamme di scarico dei motori venivano soppresse per rendere più difficile l'individuazione precoce in aria".

Se ottant'anni fa potevano eliminare le scie per ragioni tattiche, perché oggi il cielo ne è solcato da parte a parte? La risposta è ovvia: oggi le scie servono. Le dichiarazioni di N.A.S.A. e F.A.A. sull'inevitabilità del fenomeno sono palesemente false. Non sono "incidenti" della fisica, ma operazioni deliberate. La tecnologia per il cielo azzurro esiste dal secolo scorso; se oggi è bianchiccio, è perché qualcuno ha deciso così.

Sali di bario e biosfera: il costo del deserto artificiale

Per ottenere questo "vuoto spinto" radar, vengono disperse sostanze altamente igroscopiche: sali di bario e gel di silicio. Queste polveri agiscono come spugne chimiche, prosciugando l'umidità dell'aria prima che possa diventare pioggia. Il risultato è un olocausto ambientale silenzioso.

L'arroganza militare sta distruggendo la biosfera:

* Soffocamento vegetale: gli alberi, privati dell'umidità atmosferica che dovrebbero assorbire dalle foglie, si ammalano e deperiscono.

* Siccità indotta: l'agricoltura viene messa in ginocchio da un inaridimento artificiale che non ha nulla di "naturale".

* Cortina fumogena: mentre il pianeta brucia, una masnada di negazionisti e politici compliacenti erige un muro di disinformazione per impedire al pubblico di capire che il nemico è sopra le loro teste.

Conclusione: verso un futuro artificiale?

Siamo passati dal cielo azzurro e colmo di nuvole paffute dei nostri padri ad una caligine polverosa e sintetica. Questa metamorfosi non è un caso, ma il risultato di operazioni polivalenti: la "pulizia" dell'atmosfera è un requisito tecnologico per la mappatura totale ed il controllo militare, venduto al pubblico sotto la comoda etichetta del riscaldamento globale antropico.

I dati ARPAL ed i manuali strategici non lasciano spazio a dubbi: il clima è stato sequestrato per scopi tecnologici. Siamo davvero pronti ad accettare un pianeta arido, chimicamente alterato e mappato fino all'ultimo centimetro, in cambio della nostra stessa sopravvivenza biologica? La prossima volta che guarderete quel cielo lattiginoso, ricordatevi: non è tempo che cambia, è il complesso militare-industriale che sta lavorando.

Scarica e condividi il Dossier in formato PDF: https://drive.google.com/file/d/1Db56kLltb_Vbn12DEngIexE9wq0Ds_Uf/view?usp=sharing

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Oltre il Visibile: perché il suono dei motori è la prova che le autorità ci stanno mentendoIntroduzione: il Mistero del ...
29/06/2026

Oltre il Visibile: perché il suono dei motori è la prova che le autorità ci stanno mentendo

Introduzione: il Mistero del rombo "impossibile"

Vi è mai capitato di trovarvi nel silenzio della vostra casa o del vostro giardino e di ve**re improvvisamente scossi dal ruggito potente di un aereo? Alzando gli occhi, osservate un velivolo che, secondo le narrazioni ufficiali dei controllori di volo e dei radar commerciali, dovrebbe trovarsi a quote stratosferiche, tra gli 8.000 e i 14.000 metri. Eppure, quel suono è così nitido, così prepotente da far vibrare i vetri.

Come esperto di fisica acustica, vi dico che qui non siamo di fronte a una suggestione, ma a una violazione delle leggi della termodinamica. Se la fisica dice che il suono svanisce con la distanza, perché questi giganti del cielo sembrano così vicini? La risposta è scomoda: i cosiddetti "tanker chimici" impegnati in operazioni clandestine di aerosol non sono dove vi dicono che siano. Usiamo la scienza del suono per smascherare questa menzogna ufficiale.

La legge dell'inverso del quadrato: perché la distanza non perdona

La propagazione del suono non è un'opinione, ma un fenomeno che segue la geometria sferica. L'energia sonora emessa dai reattori si distribuisce su una superficie che aumenta con il quadrato della distanza. Questo significa che la fisica impone un tributo pesantissimo all'intensità sonora man mano che ci si allontana:

* Distanza x2: l'intensità diventa 1/4 (un decremento di 6 dB).
* Distanza x10: l'intensità diventa 1/100 (un decremento di 20 dB).

Questo dato è l'arma finale contro la disinformazione: un aereo che vola a 10.000 metri produce un'intensità sonora che è una frazione infinitesimale rispetto a quella di un velivolo a 1.000 metri. La distanza è un silenziatore naturale spietato; se il rombo è forte, l'aereo è basso. Fine della discussione.

Il verdetto dei Decibel: dal Salotto allo studio di registrazione

Per smascherare la menzogna, confrontiamo i livelli di rumore (dB) con la realtà quotidiana. Secondo le normative, un aviogetto ad 800 metri di quota produce circa 75 dB (come una voce forte a un metro). Applicando i logaritmi della propagazione:

* A 1.600 metri, il rumore scende a 69 dB (una conversazione normale).
* A 8.000 metri, il valore crolla a 55 dB (una conversazione tranquilla in salotto).
* A 12.000 metri, il calcolo teorico si ferma a 45 dB (il brusio di una biblioteca).

Ma c'è un elemento che i "debunkers" ignorano sistematicamente: l'assorbimento atmosferico reale.

"Se oltretutto consideriamo il medium atmosferico come ulteriore ostacolo alla trasmissione del suono (basse temperature in quota ed aria rarefatta), la dissipazione del rumore sarà ancora maggiore, portandoci in realtà ad una emissione sonora proveniente dal velivolo verso il suolo di circa 20 db (studio di radiodiffusione). E' un suono praticamente inudibile."

Se riuscite a sentire il rombo dei motori mentre siete in casa, magari con i doppi vetri chiusi, non state ascoltando 20 dB. State ascoltando un velivolo che sta violando lo spazio aereo a quote comprese tra i 1.500 e i 5.000 metri, la "zona proibita" dove la formazione di normali scie di condensazione è fisicamente impossibile.

L'Atmosfera come barriera: dissipazione e rilassamento quantistico

L'aria non è un vuoto, ma un mezzo elastico con una sua viscosità. La velocità del suono standard è di 344 m/s, ma decresce di 0,6 m/s per ogni grado centigrado in meno. Alle quote stratosferiche, il freddo intenso e l'aria rarefatta agiscono come una spugna che assorbe il suono.

Un analista esperto sa che intervengono due fenomeni cruciali: la dissipazione termica e viscosa e, soprattutto, il rilassamento quantistico. Quest'ultimo è legato ai modi rotazionali e vibrazionali delle molecole di ossigeno che letteralmente "mangiano" l'energia sonora, trasformandola in calore molecolare. L'udibilità perfetta di un aereo è la prova regina che il mezzo sta viaggiando in aria densa, calda e bassa. Il cielo non sta "riflettendo" il suono; l'aereo è semplicemente troppo vicino per essere nascosto.

La "Firma" acustica del sorvolo: il Verdetto delle frequenze

Ogni passaggio aereo lascia una firma acustica indelebile. Quando un velivolo è davvero alto, le alte frequenze vengono smorzate quasi istantaneamente. Se invece udite chiaramente queste fasi, l'aereo è basso:

1. Avvicinamento: Il fischio acuto delle turbine (2.000 Hz) dovuto all'aria in ingresso.
2. Sulla verticale: Il mix tra il sibilo degli scarichi (3.150 Hz) e il rombo cupo.
3. Allontanamento: La persistenza delle basse frequenze (sotto i 500 Hz) dei gas di scarico.

Inoltre, la scienza distingue tra rumore della "struttura" (aria sulla fusoliera) e rumore dei "motori". Il rumore della struttura è udibile solo in prossimità degli aeroporti. Se sentite il rombo dei motori nitido in zone residenziali lontane dagli scali, siete testimoni di un'interazione diretta con gli strati bassi dell'atmosfera.

Il "mito" delle rotte commerciali: debunking del CICAP

Per anni i disinformatori di sistema hanno tentato di confondere il pubblico con argomenti astrusi. Costoro hanno affermato che il suono si propaga a 360° e che quindi l'osservatore potrebbe essere "spostato" rispetto alla verticale, giustificando così l'udibilità.

È una tesi bislacca che ignora la matematica elementare. Se udite il rombo simultaneamente al passaggio dell'aereo sulla vostra verticale, la "distanza di percorrenza" è minima. Se l'aereo fosse a 10.000 metri, il ritardo tra l'avvistamento visivo e l'arrivo dell'onda sonora sarebbe macroscopico. La simultaneità è la prova definitiva: l'aereo è basso, la distanza è breve, e la "propagazione a 360°" non può annullare la legge dell'inverso del quadrato.

Conclusione: una domanda per il lettore

La fisica del suono non mente, a differenza dei comunicati ufficiali. I decibel, la viscosità dell'aria ed il rilassamento molecolare dell'ossigeno convergono verso una sola verità: i tanker che riempiono i nostri cieli di scie persistenti volano a quote illegali per nascondere operazioni che non dovrebbero esistere.

La prossima volta che alzerai gli occhi al cielo dopo aver sentito un rombo familiare, ti fiderai delle rotte dichiarate o delle tue orecchie? La scienza acustica ti ha fornito gli strumenti. Non limitarti a guardare le scie: ascolta il messaggio che i motori ti stanno inviando. La verità ruggisce sopra di noi.

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Scarica l'"Acoustic_Altitude_Analysis" in formato PDF: https://drive.google.com/file/d/16crQO7P3TDC6nBiumuqthSllBNReodaE/view?usp=sharing
https://drive.google.com/file/d/1p_TNfAw3UT2FxRoBPtzsEg_HWrrEzzb5/view?usp=sharing

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Relazione tecnica: analisi acustica forense sulla correlazione tra propagazione sonora e quote di volo

1. Introduzione ed inquadramento metodologico

La presente relazione peritale fornisce l'evidenza tecnica necessaria per confutare o confermare la conformità operativa dei velivoli rispetto alle rotte e alle quote dichiarate. In ambito di acustica forense, il monitoraggio dei livelli di pressione sonora (SPL) non è una semplice osservazione empirica, ma costituisce un rilievo fonometrico certificato atto a determinare la reale posizione spaziale di una sorgente acustica attraverso la catena di misura delle variabili fisiche ambientali.

Obiettivo della Valutazione Il mandato della presente analisi è accertare l'incongruenza tra i dati acustici rilevati al suolo e le quote di volo ufficiali. Attraverso l'esame rigoroso della propagazione ondosa, si intende dimostrare come la percezione sonora rilevata sia fisicamente incompatibile con i profili di volo dell'aviazione commerciale d'alta quota.

Standard di Riferimento La metodologia applicata si conforma rigorosamente alla norma internazionale ISO 9613-1:1993, che disciplina il calcolo dell'attenuazione sonora per assorbimento atmosferico. Tale standard permette di correlare matematicamente la pressione sonora iniziale della sorgente con quella ricevuta, considerando l'aria come un mezzo non perfettamente elastico. La fisica della propagazione rappresenta il pilastro peritale imprescindibile per ogni verifica di carattere probatorio.

2. Principi di propagazione sonora e divergenza geometrica

La determinazione della distanza di un velivolo si basa primariamente sulla geometria dei fronti d'onda. La divergenza geometrica è il fattore cinematico che determina la riduzione della densità di energia sonora nello spazio.

Modellazione del Fronte d'Onda Il rumore generato dalle turbine si propaga secondo fronti d'onda sferici. L'energia sonora iniziale si distribuisce su una superficie crescente in proporzione al quadrato della distanza dalla sorgente. Ne consegue che l'intensità acustica decresce progressivamente secondo la legge del quadrato inverso.

Legge del Quadrato della Distanza Esprimendo tale variazione in scala logaritmica (decibel), si ottengono i seguenti parametri di riferimento:

* Raddoppio della distanza (2r): decremento sistematico di 6 dB (l'intensità si riduce a un quarto).
* Decuplicazione della distanza (10r): decremento di 20 dB (l'intensità si riduce a un centesimo).

Esemplificazione Proporzionale Si riporta la riduzione dei livelli SPL per una sorgente ipotetica di 100 dB a 1 metro (distanza di riferimento):

Distanza dalla Sorgente (r) Livello Sonoro Percepito (dB) Decremento (dB)
1 metro 100 dB 0 dB
2 metri 94 dB -6 dB
10 metri 80 dB -20 dB

Tale perdita puramente geometrica costituisce solo la base di calcolo, che deve essere integrata dai coefficienti di assorbimento del mezzo atmosferico.

3. Analisi dei parametri atmosferici ed attenuazione per assorbimento

Le proprietà termodinamiche dell'aria agiscono come un filtro dissipativo che trasforma l'energia acustica in energia termica, limitando drasticamente la gittata del segnale sonoro.

Meccanismi di Dissipazione - L'attenuazione atmosferica è regolata da due fenomeni principali:

1. Dissipazione termica e viscosa: attrito interno dovuto alla viscosità del mezzo.
2. Rilassamento molecolare: fenomeno legato agli stati energetici interni delle molecole di ossigeno (modi rotazionali e vibrazionali).

Influenza di Temperatura e Umidità La velocità del suono (pari a 344 m/s a 23,24°C) subisce una variazione di 0,6 m/s per ogni grado Celsius. L'umidità relativa è determinante: una scarsa umidità inibisce la propagazione, agendo efficacemente come un filtro passa-basso.

Equazione di Attenuazione La relazione tra la pressione sonora finale p(r) e quella iniziale p(0) è definita dalla formula: p(r) = p(0) e^{-ar} Dove a è il coefficiente di attenuazione in Np/m. In ambito forense, si utilizza il coefficiente \alpha espresso in dB/m, dove \alpha = 8,686 a. Questa relazione dimostra che l'assorbimento atmosferico è proporzionale alla distanza e aumenta significativamente alle alte frequenze, rendendo i sorvoli ad alta quota virtualmente inudibili.

4. Comparazione tecnica tra quote nominali e rumore percepito

L'analisi peritale evidenzia una rottura logica tra i dati acustici reali ed i modelli teorici previsti per le rotte commerciali.

Gradienti di prova (Scala di intensità):

* Benchmark 800 m (Verticale): Limite normativo di 75 dB (equivalente a una voce forte a 1 metro).
* Quota 1.600 m: Applicando il raddoppio della distanza, il livello scende a 69 dB (conversazione normale).
* Quota 8.000 m: Decuplicando la distanza iniziale (rispetto agli 800m), il livello si attesta a 55 dB (soggiorno silenzioso).
* Quota 12.000 m (Crociera): Il calcolo puramente geometrico fornirebbe circa 45 dB. Tuttavia, includendo l'assorbimento atmosferico (aria rarefatta e temperature rigide), il segnale reale a terra si attesta a circa 20 dB (rumore di fondo di uno studio di radiodiffusione).

Valutazione delle Incongruenze Operative Un segnale di 20 dB è fisicamente inudibile in contesti urbani o residenziali. Si consideri che un doppio vetro standard garantisce un'attenuazione di 30-35 dB. Pertanto, un velivolo a 12.000 metri (20 dB al suolo) risulterebbe totalmente schermato, con un valore residuo interno di -15 dB rispetto alla soglia di udibilità. La percezione distinta del rombo dei motori all'interno di edifici certifica inequivocabilmente che la sorgente opera a quote comprese tra 1.500 e 5.000 metri, dove l'energia sonora è sufficiente a superare le barriere architettoniche.

5. Caratterizzazione spettrale e dinamica del sorvolo

L'analisi delle frequenze e del Sound Exposure Level (SEL) permette di definire la firma acustica e la quota effettiva del velivolo.

Fase di avvicinamento e verticale - In questa fase si rileva la dominanza delle alte frequenze. Specificamente:

* 2.000 Hz: Componente associata alla presa d'aria (intake) e al fan.
* 3.150 Hz: Componente specifica dello scappamento del fan osservabile alla verticale. Poiché l'attenuazione atmosferica colpisce maggiormente queste frequenze, la loro ricezione nitida è prova certa di una distanza ridotta dalla sorgente.

Fase di Allontanamento e Persistenza Dopo il sorvolo, lo spettro vira sotto i 500 Hz (gas di scarico). La durata dell'esposizione acustica (SEL) è un parametro forense critico: la persistenza prolungata del suono è tipica della fase di decollo (maggiore potenza), mentre la fase di atterraggio mostra una durata sensibilmente minore.

Influenza dei gradienti meteorologici - Sebbene i gradienti di vento possano incrementare i livelli sottovento fino a 20 dB, tale "boost" non è sufficiente a rendere udibile un segnale di 20 dB (quota 12.000m) attraverso infissi isolanti. L'incremento non compensa la perdita massiva di energia caratteristica delle distanze superiori agli 8.000 metri.

6. Conclusioni e verdetto forense

L'analisi condotta secondo le leggi della fisica acustica ed i protocolli ISO 9613-1 permette di formulare il seguente giudizio tecnico definitivo:

Sintesi delle evidenze - Esiste una discrepanza scientificamente non colmabile tra i sorvoli dichiarati ad alta quota ed i rilievi fonometrici effettuati. La ricchezza spettrale (componenti a 2.000 e 3.150 Hz) e la pressione sonora rilevata sono incompatibili con la dissipazione energetica prevista per quote superiori ai 10.000 metri.

Conclusioni peritali - Si certifica che i velivoli analizzati operano ampiamente al di sotto delle quote commerciali standard, con altitudini stimate tra 1.500 e 5.000 metri. Le affermazioni che riconducono tali sorvoli a rotte di linea (8.000-14.000 m) sono fisicamente infondate ed invalidate dalle leggi della divergenza geometrica e del rilassamento molecolare dell'atmosfera.

La presente relazione è redatta con rigore analitico sulla base dell'oggettività dei dati fisici presentati.

In fede,

Specialista Senior in Acustica Forense e Fisica dell'Atmosfera

LA GENESI DELLA GRANDINE - FACCIAMO CHIAREZZAIl "cloud seeding" (inseminazione delle nubi) è una tecnica di modifica met...
27/06/2026

LA GENESI DELLA GRANDINE - FACCIAMO CHIAREZZA

Il "cloud seeding" (inseminazione delle nubi) è una tecnica di modifica meteorologica che stimola artificialmente le precipitazioni. Viene attuato disperdendo nelle nubi sostanze come ioduro d'argento o ghiaccio secco. Queste particelle fungono da nuclei di condensazione, favorendo la formazione di gocce d'acqua o cristalli di ghiaccio abbastanza pesanti da cadere al suolo. Il "Cloud Seeding" è regolamentato dalla legge Galli n°36 del 1994 ( https://acesse.one/pqtwxai ).

Questo metodo di modifica artificiale delle condizioni meteorologiche è assurto ad immeritata notorietà grazie alle informazioni del Maresciallo (in riserva) Roberto Nuzzo, il quale, avendo avuto la possibilità di parlarne più volte in oltre quattrocento puntate sul canale TV "Telecolor", ha spesso associato l'inseminazione delle nubi temporalesche alle ormai famose "scie chimiche. Nulla di più errato e forviante. Infatti il "cloud seeding" è un'attività marginale e non sempre è la causa delle "bombe d'acqua", in quanto i nubifragi sono bensì provocati dal "TMC-65" ( https://www.tankerenemy.com/search?q=TMC-65 ), in sinergia con le inseminazioni igroscopiche delle nubi basse (scie chimiche). Ma allora qual è la genesi delle violente grandinate?

Le "nubi da bel tempo", dette tecnicamente Cumulus humilis, si formano quando il suolo riscaldato dal sole fa salire l'aria umida. Salendo, l'aria si espande, si raffredda e condensa in piccoli batuffoli bianchi con una base piatta. Raggiungono la massima estensione nelle ore più calde e si dissolvono in serata.

La formazione di queste nubi segue un processo ciclico e preciso, legato alla dinamica dell'atmosfera:

Riscaldamento del suolo:

Nelle giornate di sole, i raggi solari riscaldano la superficie terrestre.

Moti convettivi:

L'aria a contatto con il suolo si riscalda, diventa più leggera e inizia a salire verso l'alto (sotto forma di "bolle" o correnti termiche), portando con sé vapore acqueo.

Condensazione:

Salendo di quota, la pressione atmosferica diminuisce, l'aria si espande e la sua temperatura cala. Raggiunto il "punto di rugiada" (o livello di condensazione), il vapore acqueo si trasforma in microscopiche goccioline d'acqua, rendendo visibile la nuvola.

Base piatta:

La parte inferiore della nuvola appare piatta perché è esattamente l'altezza in cui la temperatura scende abbastanza da far iniziare la condensazione.

Dissolvimento serale:

Quando il sole tramonta, il suolo si raffredda, le correnti ascensionali cessano ed i cumuli tendono a svanire rapidamente, lasciando il cielo sereno.

Il fattore "X" che nessuno considera: la diffusione aerea di composti igroscopici

Durante le ore diurne (ma anche di notte) il sorvolo a bassa quota di vettori (in gran parte civili) - che bruciano carburanti speciali - determina la formazione di stratificazioni artificiali, spacciate per cirri d'alta quota e definite dall'aeronautica militare italiana "innocue velature" o "velature alte in quota". In realtà si tratta di stratificazioni che stanziano a non più di 2.000 metri di altitudine ed inducono effetto serra, ovvero intrappolano la radiazione infrarossa ed impediscono il raffreddamento della bassa troposfera. La contestuale distruzione dei cumuli da bel tempo che, come abbiamo visto, si sviluppano durante le giornate soleggiate e la cui umidità viene catturata dalle "innocue velature" (le scie chimiche), provoca un ulteriore anomalo incremento delle temperature. Questo meccanismo perverso viene spacciato per "cambiamento climatico" da CO2, ma è la diretta conseguenza della geoingegneria militare. Qui ribadiamo che le cosiddette "scie chimiche" non sono da confondersi con il "Cloud Seeding", in quanto hanno obiettivo cruciale opposto: impedire le precipitazioni piovose ed ottimizzare l'atmosfera per la propagazione delle comunicazioni in altissima frequenza (banda Ka).

Il termostato della Terra: il potere dimenticato delle nubi

Secondo il Nobel John Clauser, il vero motore del clima terrestre non sono i gas serra, ma un meccanismo termostatico naturale basato sulle nuvole. Questo processo regola la temperatura attraverso la riflettività della luce solare: quando la copertura nuvolosa è densa, la luce viene respinta nello spazio raffreddando il pianeta; quando diminuisce, il calore aumenta.

Le temperature globali dipendono direttamente dal ciclo solare e, soprattutto, dalla presenza delle nubi. Clauser è categorico nel criticare l'approccio dell'IPCC:

"La Terra ha le nuvole e non possiamo ignorarlo. Io sostengo che ogni tipo di nuvola fornisce automaticamente un meccanismo termostatico di riflettività della luce solare che controlla fortemente il clima e la temperatura della Terra. L'IPCC afferma di essere certa che il meccanismo dominante sia quello della CO2 ma io affermo che è assurdo".

Perché la nuvolosità naturale sta quindi scomparendo? Non si tratta di un fenomeno un fenomeno naturale, ma il risultato di operazioni di geoingegneria clandestina. L'obiettivo consiste nell'eliminazione della copertura nuvolosa naturale per uno scopo preciso: facilitare le comunicazioni via etere in alta frequenza.

La causa? Le onde radio ad alta frequenza "non vanno d'accordo con l'acqua" contenuta nelle nubi. Per questo motivo, attraverso attività di aerosol condotte in gran parte da velivoli commerciali, si interviene per dissolvere le nuvole. Questo intervento umano diretto produce:

* Riscaldamento localizzato: non dovuto all'effetto serra, ma alla rimozione del "termostato" naturale.
* Siccità e desertificazione: una conseguenza intenzionale dell'interferenza pesante sul ciclo dell'acqua.

Il paradosso della eliminazione delle nubi da bel tempo (Cumulus humilis)

A causa delle operazioni di aerosol clandestine, che inducono effetto serra, le temperature aumentano in modo anomalo e, soprattutto, i valori termici non calano durante le ore notturne (assenza di "escursione termica), motivo per cui, di giorno in giorno, si avrà un netto peggioramento della situazione, innescando un meccanismo termodinamico che produrrà le condizioni ideali per la produzione di devastanti grandinate. Le forti grandinate, dunque, da che cosa dipendono?

Il meccanismo che determina la formazione della grandine

I cumulonembi (celle ad incudine) si formano quando masse d'aria calda ed umida salgono rapidamente nell'atmosfera (correnti ascensionali) a causa dell'instabilità termica. Salendo, l'aria si raffredda, condensando l'umidità in nubi a sviluppo verticale che possono raggiungere oltre i 10 km di altezza.

Il processo di formazione si articola in tre fasi ben distinte:

Fase di sviluppo (Cumulo congesto):

L'aria calda sale, formando nubi a torre. All'interno, violente correnti portano vapore acqueo oltre il livello di condensazione.

Fase di maturità (Incus): La cima della nube raggiunge la tropopausa, dove l'aria non può salire ulteriormente e si espande orizzontalmente, assumendo la caratteristica forma a incudine. All'interno si scontrano acqua, ghiaccio e grandine, generando cariche elettriche (fulmini) e precipitazioni intense.

Fase di dissolvimento:

Le correnti discendenti (fredde) prevalgono su quelle ascendenti, privando la nube della sua alimentazione e causando l'esaurimento del temporale.

La grandine si forma all'interno dei cumulonembi, le grandi nubi temporalesche, grazie a forti correnti d'aria verticali. Le correnti spingono le gocce d'acqua verso l'alto fino a zone con temperature sotto lo zero, dove congelano. Il ciclo di salite e discese fa accumulare strati di ghiaccio, finché il peso del chicco supera la spinta del vento.

Il processo completo si articola in tre fasi:

Formazione del nucleo:

Forti correnti ascensionali portano le goccioline d'acqua oltre la quota dello zero termico, facendole congelare in piccoli cristalli di ghiaccio.

Accrescimento a strati:

Il ghiaccio viene trascinato su e giù nella nube dai venti; ad ogni passaggio incontra umidità ed altre goccioline che si attaccano e congelano, formando strati concentrici (proprio come una cipolla).

Caduta al suolo:

Quando il chicco diventa troppo pesante per essere sostenuto dalla corrente ascensionale, precipita al suolo sotto forma di grandinata.

Approfondimento:

- "Il Nobel John Clauser smaschera il dogma: la crisi climatica è un falso ed il segreto è nelle nuvole" ( https://l1nk.dev/ggsacrz )

- "CLIMA E BUROCRAZIA: PERCHÉ IL DDL "CIELI BLU" È UNA LEGGE INUTILE (E SCRITTA MALE) CHE REGOLA CIÒ CHE GIÀ ESISTE": https://l1nk.dev/9zixdgo

Indirizzo

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San Remo
18038

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