Dott. Mauro Mascari Grafologo Professionista

Dott. Mauro Mascari Grafologo Professionista Si effettuano consulenze grafolgiche di parte su firme,testamenti,cambiali

13/04/2026

Psicologia della scrittura

In ciascun essere umano, vi è una parte non visibile, nascosta, è quella parte, dove aspetti ambientali, culturali, religiosi, hanno contribuito alla formazione del carattere ed a strutturare la personalità di ogni individuo, quella zona “franca” che custodiamo gelosamente, dove ogni tanto ci si rifugia, dove riappaiono i ricordi.

Anche l’interiorità, la parte più profonda di ognuno di noi, che viene custodita gelosamente, può diventare comprensibile, decifrabile,
grazie anche alla scrittura, alla traccia che si lascia sul foglio bianco.

Il linguaggio scritto, rappresenta una impronta personale, unica, che attraverso uno studio ricercato, può rivelare l’identità dello scrivente, infatti, attraverso il percorso, o tracciato grafico, si possono capire sia gli aspetti caratteriali, ovvero, il temperamento, il tipo di intelligenza, l’affettività che una persona è in grado di dare ma anche di ricevere, il grado di socialità, inclinazioni dal punto di vista lavorativo.

Chi si occupa, come me, di grafologia giudiziaria, sa bene quanto la perizia grafotecnica sia importante, la possiamo definire “l’arma” legale, una significativa risorsa che permette di risalire all’autore, ad esempio, di una lettera anonima, oppure della falsificazione di un testamento, addirittura di un biglietto lasciato sul luogo di un delitto.

Altresì, la grafologia giudiziaria, impone una rigorosa applicazione della metodologia, che, unitamente all’ausilio della psicologia della scrittura, rendono un contributo necessario per la ricerca della verità.

Il termine “perizia” deriva dal latino, e significa, come molti di voi sapranno, conoscenza acquisita con esperienza, capacità, abilità, ed il termine deriva dal verbo perire, che in parole semplici, significa andare al di là, oltre le apparenze.

Andare oltre le apparenze… vuol dire, per un grafologo giudiziario, non soffermarsi sulla morfologia, ovvero sulla forma delle lettere, ma vedere, e non guardare soltanto, tutti gli altri aspetti grafici, che sono molti, per giungere ad una conclusione, possibilmente quella giusta.

Anche se, viene insegnato che la forma è il genere grafico tra i più importanti, nella scala gerarchica, infatti i generi della scrittura sono otto, e la forma insieme alla dimensione, ovvero al calibro della lettere, è quella collocata ai primi posti.

D’altro canto però, non deve essere esaminata come un prodotto statico, ma, valutata nella sua dinamicità, scorrevolezza, fluidità ma soprattutto spontaneità, infatti, nessuna specie grafica dovrebbe essere valutata in modo isolato ma contestualizzata, presa in esame per quello scritto specifico.

L’applicazione statica, dei criteri inerenti alla morfologia, che esercitano alcuni periti grafici, li porta ad una valutazione spesso errata di omografia, ovvero, la conclusione: lo scritto è il frutto della mano di…

Fortunatamente si tratta di un metodo superato, che viene applicato non molto di frequente, in quanto produce non pochi danni, specialmente quando ci si trova a dover analizzare un testamento olografo, scritto da una persona anziana.

Il grafologo giudiziario, se professionista attento e scrupoloso, oltre ad osservare l’aspetto morfologico, deve essere in grado di capire se quel testamento, pur essendo stato scritto effettivamente dal “de cuius”, ciò si capisce grazie alle scritture di comparazione, possibilmente coeve, (nelle persone anziane la scrittura cambia, si modifica, più velocemente rispetto ad un soggetto giovane) cioè il più vicino possibile alla data del testamento, sia effettivamente, frutto della sua volontà.

Spesso i testamenti olografi, sono il prodotto di una coercizione, costrizione di natura psicologica, (ricatto morale) oppure il risultato ottenuto guidando la mano” del testatore, ed ancora…a volte il testo viene dettato da qualcuno.

Purtroppo, ci sono individui, che per far scrivere un testamento ad un anziano che sia parente o conoscente, gli somministrano alcoolici, o tranquillanti.

Tutte anomalie della scrittura che si palesano, o attraverso tremori diversi dallo stato naturale, dovuto all’età dello scrivente, infatti, i tremori dovuti alla vecchiaia sono diversi dai tremori di chi fa uso di sostanze che creano dipendenza, alcool o droghe, tremori dovuti all’incertezza di chi sta falsificando, oppure a lettere e parole frammentate, incerte, esitanti, soste ingiustificate specialmente nella firma.

Se all’interno di una scheda testamentaria, troviamo delle frasi sconnesse, per cui si evince una confusione della sfera cognitiva, e poi, magari troviamo che vengono citate date di nascita – luogo, giorno, mese ed anno-
di perfetti sconosciuti, ai quali è stato lasciato tutto ciò che la persona possedeva, allora, forse, un “piccolo” campanello di allarme si dovrebbe accendere.

18/03/2026

La CTU Grafologica (Consulenza Tecnica d'Ufficio) è un'indagine peritale disposta dal giudice, in ambito civile o penale, per accertare l'autenticità o la falsità di firme e testi manoscritti. Attraverso l'analisi grafologica forense, il perito confronta il documento contestato con documenti certi ("scritture di comparazione") per valutarne la paternità.

Ecco i punti chiave della CTU Grafologica:
Oggetto dell'indagine: Si occupa di verificare la veridicità di testamenti olografi, firme su contratti, lettere, o atti disconosciuti.
Procedura: Il giudice nomina un esperto, e le parti possono nominare i propri CTP (Consulente Tecnico di Parte) per assistere alle operazioni e garantire il contraddittorio.
Documenti di comparazione: È indispensabile produrre in originale i documenti per un'analisi accurata. Tuttavia, la giurisprudenza ammette la CTU anche su fotocopie, sebbene con limitazioni legate alla qualità del reperto.
Valore probatorio: La perizia è fondamentale nel processo. Sebbene il giudice sia il peritus peritorum, la CTU ben motivata e scientificamente fondata ha un forte peso decisionale.
Limiti: La perizia su copie (fotocopie) può essere considerata inattendibile se non permette di analizzare le caratteristiche di pressione e inchiostro.

In caso di contestazione di un atto, la CTU grafologica è lo strumento peritale principe, spesso utilizzato nell'ambito di "querele di falso" o verificazioni di scrittura privata.

03/02/2026

Effettuo perizie grafologiche di parte C.T.P. su tutto il territorio nazionale.

07/01/2026

Grafia Chiara e Grafia Oscura

Nella grafologia dinamica una grafia può essere Chiara oppure Oscura. La grafia Chiara è quella che presenta tutte le lettere ben riconoscibili anche se tolte dal contesto. Viceversa nella grafia Oscura una lettera presa al di fuori del contesto risulterebbe irriconoscibile o perlomeno equivoca.
Questi due segni sono fondamentali per interpretare nella maniera corretta come il soggetto esprimerà la propria intelligenza. Tuttavia non suggeriscono la qualità o quantità dell'intelligenza ma solamente l'espressione dei concetti e la loro comprensione. Chi possiede una grafia Chiara, preferirà avere bene in mente i concetti da esprimere. Questi concetti dovranno essere, appunto, chiari e comprensibili. Nel modo di esprimersi e nella maniera di comunicare ed ascoltare si pretende la massima chiarezza. Questi soggetti solitamente si preparano bene, prima nella mente, le cose da dire ed ascoltano con attenzione che i concetti vengano espressi con precisione e chiarezza espositiva. Costoro se non trovano la chiarezza si bloccano oppure si innervosiscono.

La grafia Oscura può dipendere da due motivi essenziali. Può dipendere da un'estrema personalizzazione della grafia, quindi per semplificare e velocizzare il tratto grafico. Oppure dipende proprio dalla carenza di chiarezza espositiva e comprensiva.
* Nel primo caso, quando dipende dalla personalizzazione e velocità, al soggetto interessa esporre e comprendere i concetti per sommi capi. Purché il concetto di base sia comprensibile.
* Nel secondo caso, cioè, quando il segno Oscura è presente per poca chiarezza espositiva, il soggetto avrà minore capacità d'espressione ed egli stesso troverà difficoltà ad avere le idee chiare in mente.
Si esprimerà con difficoltà e difetterà di memoria.

In tal senso chi ha Chiara impara a memoria e tende a voler ripetere esattamente i concetti e le idee così come gli ha appresi. Tende quindi a non voler elaborare i concetti ma gli riporta così come si presentano. Viceversa chi ha il segno Oscura tende a voler approfondire ed elaborare in maniera personale i propri concetti e quelli degli altri. Chi ha Oscura generalmente presenterà una tendenza naturale ad essere curioso per l'approfondimento ed avrà un'indole per la ricerca e per l'indagine.

Sarebbe meglio che tra la chiarezza e l'oscurità di una grafia ci sia un certo equilibrio. Una grafia troppo Chiara elabora poco i concetti ed impara e ripete a memoria, una grafia eccessivamente Oscura tende ad esagerare con la propria interpretazione e potrebbe travisare i concetti imparati inizialmente perdendo di vista il significato originario.

15/12/2025

La figura del grafologo: opportunità poco nota tra legalità, psicologia e azienda

Soluzioni business

Introduzione alla figura del grafologo
Grafologo: una parola che, in Italia, suona ancora come qualcosa di misterioso, se non addirittura esotico. Eppure la figura del grafologo, benché poco nota, è molto più presente e preziosa di quanto si possa immaginare. In molti Paesi europei e nel mondo il grafologo viene consultato regolarmente in ambito legale, aziendale e psicologico, ma in Italia il suo potenziale resta in gran parte inesplorato. Proviamo a scoprire chi è il grafologo, quali sono i suoi campi di applicazione e perché sarebbe utile riscoprire la scrittura a mano, non solo per esigenze burocratiche ma anche come potente strumento di conoscenza di sé e degli altri.

Un breve escursus storico sulla grafologia
La grafologia ha origini antichissime. Le prime osservazioni sulla relazione tra scrittura e carattere risalgono addirittura a Plinio il Vecchio e ad Aristotele, i quali intuivano come il gesto grafico riflettesse, in parte, il temperamento dell’autore. Tuttavia, la grafologia come disciplina autonoma nasce ufficialmente nel XIX secolo in Francia, grazie a Jean-Hippolyte Michon, che pubblicò il primo trattato sistematico sull’analisi della scrittura. Successivamente, l’italiano Girolamo Moretti portò la grafologia a livelli di scientificità mai raggiunti prima, codificando regole e metodi che ancora oggi rappresentano uno standard per gli esperti.

In Italia la grafologia ha trovato una solida tradizione, pur restando confinata a una nicchia di appassionati e specialisti. Nonostante ciò, il nostro Paese vanta scuole autorevoli, associazioni professionali riconosciute (come l’Associazione Grafologia Italiana), e un patrimonio di studi che meriterebbe maggior diffusione sia tra i professionisti che tra il grande pubblico.

La grafologia in ambito legale: perito grafologo e CTU
L’importanza della perizia grafologica nei procedimenti giudiziari
In ambito legale, la figura del perito grafologo o del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) è fondamentale per la verifica dell’autenticità di documenti, testamenti, firme e scritture private. Il grafologo svolge analisi comparative tra manoscritti sospetti e grafie sicuramente attribuibili all’indagato, valutando ogni minima variazione nei tratti, nella pressione, nell’inclinazione e nella fluidità della scrittura.

L’intervento del grafologo è spesso risolutivo in cause di successione, contestazioni di testamenti, frodi, lettere anonime, falsificazioni di assegni o contratti. Tuttavia, il ruolo del grafologo potrebbe (e dovrebbe) andare oltre il classico ambito civilistico: l’analisi della grafia potrebbe diventare uno strumento di supporto anche nei procedimenti penali, ad esempio per comprendere la personalità, lo stato emotivo o le motivazioni di chi è coinvolto in un’inchiesta.

Grafologia giudiziaria e oltre: un’opportunità ancora da cogliere
Nonostante le sue potenzialità, la grafologia legale è ancora sottoutilizzata nei procedimenti penali. La perizia grafologica, infatti, non si limita all’accertamento tecnico: può essere un valido supporto nella valutazione della credibilità dei testimoni, nella ricostruzione dei profili psicologici degli imputati e persino nella prevenzione di reati legati all’identità. La scrittura racconta molto più di quanto si possa pensare e la collaborazione tra avvocati, giudici e grafologi può dare valore aggiunto a ogni fase dell’iter processuale.

La grafologia in azienda: la consulenza grafologica come risorsa HR
Dal recruiting alla valutazione delle potenzialità
In molti Paesi europei, la consulenza grafologica aziendale è una realtà consolidata. I reparti HR e i responsabili delle risorse umane si affidano regolarmente a un grafologo per selezionare i candidati più idonei, valutare la compatibilità tra ruoli e personalità, prevenire conflitti e migliorare il clima aziendale. Attraverso l’analisi della scrittura, il grafologo riesce a individuare caratteristiche come leadership, resistenza allo stress, creatività, spirito di iniziativa e capacità relazionali.

Anche Last Place ha inserito la figura del grafologo tra i consulenti aziendali per offrire alle imprese uno strumento aggiuntivo e moderno nella gestione delle persone. Un servizio che, pur poco conosciuto in Italia, si rivela sempre più efficace per anticipare le dinamiche interne e valorizzare i talenti.

Soft skills, autenticità e team: vantaggi della grafologia in azienda
Le soft skills rappresentano oggi un elemento chiave per il successo di qualsiasi realtà lavorativa. A differenza dei tradizionali test attitudinali, la grafologia permette di cogliere aspetti della personalità che difficilmente emergono durante un colloquio o in una prova standardizzata. Si possono così prevenire errori di selezione, ridurre i costi legati al turnover e costruire team più coesi e motivati, favorendo un ambiente di lavoro più sano ed efficiente.

Grafologia e psicologia: un ponte verso la comprensione profonda
Supporto a psicologi, counselor ed educatori
In campo psicologico, il grafologo lavora spesso a fianco di psicologi, counselor, pedagogisti ed educatori per individuare tratti della personalità, disagi emotivi, blocchi interiori e persino disturbi comportamentali. La grafia rivela ansie, paure, conflitti irrisolti, ma anche punti di forza, talenti latenti e risorse inespresse che altre discipline richiederebbero tempi molto più lunghi per portare in superficie.

La collaborazione tra grafologi e psicologi è particolarmente preziosa nei casi in cui il soggetto sia restio ad aprirsi verbalmente, oppure nei contesti dove la diagnosi deve essere il più possibile oggettiva e rapida. L’analisi grafologica, inoltre, può rappresentare una vera risorsa in contesti di gruppo o familiari, dove il confronto diretto non è sempre possibile o auspicabile.

Grafologia per l’infanzia e l’adolescenza
Una delle applicazioni più affascinanti della grafologia riguarda l’infanzia e l’adolescenza. La scrittura dei più giovani, ancora libera da condizionamenti e stereotipi, riflette fedelmente le emozioni, i bisogni, i sogni e le difficoltà dei bambini e degli adolescenti. I genitori possono rivolgersi al grafologo per individuare segnali precoci di disagio, disturbi dell’apprendimento, difficoltà relazionali o, al contrario, talenti e attitudini da valorizzare.

Gli insegnanti e gli educatori possono utilizzare la grafologia come supporto per personalizzare la didattica, prevenire il disagio scolastico e costruire percorsi di orientamento più efficaci e rispettosi delle unicità di ciascun ragazzo.

Grafologia, scuola e prevenzione
In ambito scolastico, la scrittura a mano rappresenta ancora oggi una prassi quotidiana, mentre nella vita adulta è sempre più rara. Proprio la scuola, quindi, può diventare il luogo privilegiato dove integrare la grafologia come strumento di prevenzione, benessere e crescita personale. Progetti di analisi grafologica nelle scuole consentirebbero di intercettare tempestivamente situazioni di disagio, promuovere l’inclusione e valorizzare le eccellenze in modo non giudicante.

La grafologia come ponte tra discipline e generazioni
Strumento multidisciplinare per famiglie, aziende e istituzioni
La grafologia si rivela dunque una scienza trasversale e multidisciplinare. Non solo può affiancare la psicoanalisi, ma può anche integrarsi con pedagogia, criminologia, medicina legale, gestione delle risorse umane, coaching e orientamento. Questo la rende uno strumento versatile, adatto sia a famiglie che desiderano comprendere meglio i propri figli, sia ad aziende e istituzioni che puntano su una gestione del personale basata su autenticità e consapevolezza.

Limiti e sfide della grafologia oggi
Nonostante le sue potenzialità, la grafologia soffre ancora di scarsa considerazione a causa di una diffusa ignoranza, di stereotipi superati e di una mancanza di riconoscimento istituzionale pieno. Spesso viene confusa con la “chiromanzia” o con discipline non scientifiche, mentre la grafologia moderna si basa su metodi rigorosi, riconosciuti a livello internazionale e sostenuti da associazioni autorevoli come l’Associazione Grafologi Professionisti (AGP).

Perché riscoprire la scrittura a mano nell’era digitale



Nell’era dei computer, degli smartphone e delle tastiere, il gesto di scrivere a mano è diventato sempre più raro, se non addirittura obsoleto. Eppure, la scrittura a mano resta una delle forme di comunicazione più intime e autentiche che possediamo. Ogni tratto, ogni curva, ogni pressione racconta una storia unica, irripetibile, profondamente personale. Prendere in mano una penna significa esprimere sé stessi, lasciare un segno nel mondo e, spesso, rivelare parti di noi che non sapremmo raccontare a parole.

Non bisogna quindi sottovalutare il valore educativo, terapeutico ed espressivo della scrittura manuale. Riscoprirla significa non solo allenare la mente, ma anche il cuore, e riconnettersi con le nostre radici più profonde.

Conclusioni e invito alla riscoperta
La figura del grafologo merita di essere conosciuta e valorizzata in Italia molto più di quanto non lo sia oggi. Le sue applicazioni sono molteplici, i suoi benefici dimostrati, la sua utilità trasversale. Dalla legalità alla psicologia, dall’azienda alla scuola, la grafologia può rappresentare una chiave di lettura potente per comprendere meglio noi stessi e gli altri.

Il consiglio, quindi, è duplice: rivolgersi a un grafologo quando si desidera fare chiarezza su aspetti personali, professionali o familiari, e soprattutto tornare a scrivere a mano, abbandonando ogni tanto l’asettico computer. Solo così potremo davvero trasmettere qualcosa di unico, autentico e irripetibile alle persone che incontriamo e alle generazioni future.

10/11/2025

Scrivere a mano fa bene alla salute e rende intelligenti
Secondo la scienza impugnare una penna stimola la creatività e rafforza la memoria e il linguaggio.
Secondo quanto riportato da alcuni studi scientifici, impugnare una matita o una penna e scrivere a mano stimola la creatività, fa bene alla memoria e rafforza il linguaggio. Ecco perché vale la pena tornare alle vecchie abitudini.
Ad avvalorare questa tesi ci sono molti atenei e molte scuole di pensiero. Ad Harward sono proprio i professori che consigliano ai propri studenti di prendere appunti a mano invece di utilizzare dispositivi ed elettronici, per stimolare la memoria ed apprendere di più.
Scrivere a mano porta benefici importanti alla nostra salute
A portare alla luce ciò è stata un’inchiesta del magazine Medium supportato da relazioni scientifiche, secondo cui scrivere su determinati dispositivi, come smartphone, tablet e pc è meno incisivo sulla memoria e il cervello rispetto al metodo tradizionale. In alcune scuole sono stati lanciati parecchi appelli per tornare ad insegnare correttamente il corsivo, che pare stia scomparendo per lasciare spazio allo stampatello o addirittura alle emoticon.
Secondo quanto sostiene Di Benedetto Vertecchi, professore di pedagogia all’Università Roma Tre di Roma, la scrittura a mano aumenterebbe la capacità di linguaggio nei bambini permettendogli di esprimersi in modo più riflessivo e ragionato. Ed inoltre impugnare una penna o una matita migliora la manualità del bambino.
Ridurre l’ansia imprimendo pensieri negativi su un foglio
Il solo fatto di impugnare una penna, vederla scorrere su un foglio di carta ed imprimere con l’inchiostro i propri pensieri è un potente ansiolitico. Come colorare anche scrivere aiuta a distendere e a rilassare i muscoli. Spesso, nei momenti di forte stress, si tende a schizzare disegnini su carta. Lo stesso effetto balsamico, a livello mentale, lo fa il gesto dello scrivere. Che sia un diario, la lista della spesa o l’elenco di buoni propositi per l’anno nuovo, l’importante non è il contenuto ma la forma.
In Italia stanno fiorendo parecchie associazioni che si battono per difendere la scrittura a mano. L’Aci, Associazione Calligrafica Italiana, sta registrando un vero e proprio boom di iscrizioni ai suoi corsi calligrafici.
Molto gettonati anche i seminari organizzati dall’associazione Smed; workshop creativi in cui riappropriarsi finalmente della scrittura corsiva e di quella che un tempo chiamavamo tutti bella grafia e che doveva confluire nei compiti in classe n bella copia, appunto, per ottenere un buon voto. Un tempo, infatti, la grafia era parte integrante della scuola italiana, uno dei criteri di valutazione nelle materie umanistiche.

05/11/2025

CHE COSA E' LA GRAFOLOGIA GIUDIZIARIA


Uno specifico ambito della grafologia generale è quello giudiziario (o forense), che consiste nell’analisi e nella comparazione di manoscritture al fine di accertarne l’autografia o l’apocrifia.

L’indagine peritale si articola in fasi operative distinte che consentono di giungere all’elaborazione di un parere tecnico in grado di fornire l’approfondimento richiesto.

L’iter investigativo si instaura con l’effettuazione di esami tecnici preliminari sui documenti sottoposti ad indagine. Tali accertamenti, compiuti con strumentazione specifica (lente di ingrandimento, microscopio, lampada di Wood, ispezione all’infrarosso, etc.), consentono di mettere in luce anomalie rilevanti ai fini peritali. In particolare è possibile, non solo, esaminare il supporto cartaceo - per rilevarne eventuali abrasioni o cancellature - ed il tracciato grafico - per osservarne le interruzioni, le riprese o le correzioni - ma anche verificare il tipo di inchiostro impiegato nell’esecuzione dello scritto (ad ex. inchiostro per penne a sfera, per penne stilografiche, inchiostro liquido, etc.).

Una volta esaurita l’osservazione strumentale, si procede:

con l’analisi delle grafie in verifica, che rappresentano il vero oggetto di studio dell’indagine peritale;
con l’analisi delle scritture di comparazione, le quali devono essere autografe, di provenienza certa e coeve agli scritti in indagine;
con il confronto dei dati emersi in sede di analisi;
con la formulazione delle conclusioni.
L’iter investigativo deve condurre il grafologo forense ad affermare l’autografia o l’apocrifia di due scritti a confronto. La grafia contestata può essere inficiata da artificio dissimulativo oppure da artificio imitativo.

In ambito peritale, si parla di dissimulazione quando il soggetto scrivente, alterando intenzionalmente la propria grafia, elabora un prodotto grafico diverso da quello abituale al fine di non essere riconosciuto (come accade per le lettere anonime) oppure per disconoscerlo in un momento successivo. Le forme letterali, quindi, vengono esasperate sia mediante la loro valorizzazione sia attraverso la loro estrema semplificazione. E’ possibile dissimulare la propria grafia abituale variandone l’inclinazione, la forma e l’altezza letterale o, semplicemente, realizzandola mediante l’adozione di un carattere differente (ad ex. lo stampatello quando normalmente si scrive in corsivo) oppure con mano opposta a quella solitamente impiegata.

Viceversa, si parla di imitazione quando il soggetto scrivente riproduce, più o meno fedelmente, un modello di scrittura già esistente. E’ possibile imitare solo la componente formale di uno scritto e non anche quella sostanziale o dinamica. Conseguentemente, in un contesto di prevalenti somiglianze formali, sono le differenze sostanziali che permettono di rivelare la non identità di mano tra due scritti a confronto. Più la grafia da imitare è estesa e maggiore è la possibilità che l’imitatore immetta, nel tracciato della scrittura imitata, elementi tipici del suo bagaglio grafico (ad ex. gesti fuggitivi che non trovano riscontro nelle comparative, collegamenti interletterali differenti, etc.).

18/09/2025

Articolo interessante

Cos’è la grafologia peritale?
Essendo paragonabile a una elettroencefalografia e, come tale, descrittiva delle più sfumate proprietà individuali ed irrepetibili di chi scrive, l’analisi della scrittura va a costituire naturalmente l’ambito forse più conosciuto della grafologia, vale a dire quello peritale.

Amministrazione della giustizia
Gli amministratori della giustizia chiamano il grafologo per effettuare l’analisi di tutti quei casi di imitazione o dissimulazione di firme apposte ad esempio su contratti o cambiali, riguardo l’autografia di testamenti, per l’individuazione dell’autore di lettere anonime, e in senso lato in tutti i casi di falsi documentali di manoscritti.

Studio neurofisiologico e simbolico del gesto grafico
La grafologia peritale studia il gesto grafico nelle strutture portanti neurofisiologiche, simboliche ed espressive. L’atto dello scrivere registra infatti tutta la complessa attività psichica cerebrale. E’ un comportamento di una complessità incredibile al punto tale che, probabilmente, è il più ricco di informazioni che l’uomo sia in grado di produrre. Di conseguenza registra tutta la complessa attività psichica del pensiero e del sentimento. E da ciò conseguono due caratteristiche fondamentali.

La scrittura come un’impronta digitale
La prima è che non esisteranno mai, se di soggetti diversi, due scritture uguali tra loro. Ogni individuo, al pari delle impronte digitali, produce un gesto grafico assolutamente unico e originale, non solo dal punto di vista della forma, ma anche nelle carattistiche intrinseche, come la pressione, il ritmo, ecc.

Impossibilità dell’imitazione e dissimulazione
La seconda è che risulta praticamente impossibile sia imitare alla perfezione la grafia di un’altra persona sia dissimulare la propria.
E’ evidente che un grafologo ben preparato possiede un prezioso patrimonio culturale per effettuare tutta una serie di studi sulla gestualità grafica degli scritti in esame.

Ciò non viene portato avanti da un punto di vista meramente calligrafico, vale a dire sul loro semplice aspetto formale, bensì sulle loro proprietà individuali e uniche della motricità grafica, sul loro significato neurofisiologico, simbolico ed espressivo.

Tali assunti sono stati ben recepiti dalla Cassazione Penale che già in una sentenza del 1959 ha affermato che “… una perizia prevalentemente basata sul metodo della interpretazione calligrafica è generalmente insufficiente, senza il contributo di un’attenta interpretazione grafologica, a dirimere il pericolo di errori nel responso offerto al magistrato”.

20/05/2025

Scrittura e malattie neurodegenerative

La scrittura è movimento ed il movimento è “la risposta ad un impulso” caratterizzata dai fattori di ritmo, forza, velocità, ampiezza, costanza, precisione e fluidità.

Nella scrittura si parte “dall’idea di movimento” sino ad arrivare “al movimento vero e proprio” che è ciò che produce il tracciato grafico sul supporto prescelto, attraverso in primo luogo la programmazione ed in secondo luogo l’esecuzione del movimento.

Come da anni dimostrato, tutto nel grafismo è strettamente dipendente dal cervello e risente, pertanto, delle malattie legate allo stesso, poichè nell’organismo umano “nulla avviene senza il controllo e l’azione del sistema nervoso che è destinato a coordinare azioni e reazioni di un organismo complesso in un ambiente mutevole”[1].

Di conseguenza le fenomenologie grafiche abbinabili a sindromi patologiche sono destinate a subire gli effetti del cambiamento delle condizioni di salute dello scrivente, che saranno più o meno evidenti a seconda della fase della malattia.

Tra le diverse malattie che hanno evidente incidenza sul grafismo si annovera il Morbo di Parkinson, malattia cronica ad evoluzione lenta ma progressiva e degenerativa del sistema nervoso centrale, definita anche “paralisi agitante”, che si manifesta attraverso la comparsa di tremore, rigidità, lentezza e povertà dei movimenti volontari e, in una fase più avanzata, perdita di equilibrio; sintomi che si manifestano in modo non simmetrico facendo sì che un lato del corpo sia più colpito dell’altro.

È la seconda malattia degenerativa più comune del sistema nervoso dopo quella di Alzheimer, è dovuta alla morte di neuroni nella sostanza nera, una zona del cervello che controlla il movimento corporeo attraverso la dopamina ed i sintomi della malattia iniziano quando sono danneggiati almeno il 50-60% delle cellule della sostanza nera e quando vi sia una diminuzione dell’80% della dopamina nello striato.

La malattia, che è presente in tutto il mondo ed in entrambi i sessi con un’età media di esordio intorno ai 60 anni, rientra all’interno delle patologie definite “Disordini del movimento” ed all’interno di queste è la più frequente.

Il tremore spesso interessa le mani quando sono a riposo, ed in questo caso il malato muove la mano come se stesse facendo rotolare piccoli oggetti (detto contar monete) dove il pollice esegue un’azione di sfregamento sulle altre dita della mano.

I numerosi studi in materia eseguiti in collaborazione tra le due scienze della Grafologia e della Medicina[2] hanno evidenziato alcune caratteristiche grafiche di tale patologia.

Il grafismo, in particolare, presenterà tendenzialmente:

Rigidità
Lentezza
Mancanza di coordinazione
Tremori
Diminuzione della grandezza delle lettere
Inoltre, da ricerche effettuate nel 2012 in Israele presso l’Università di Haifa in collaborazione con il Rambam Hospital - dove è stato messo a punto un test diagnostico somministrato ad un campione di 40 adulti, di cui 20 sani e 20 con diagnosi di malattia di Parkinson nelle prime fasi, basato sulla scrittura eseguita con una penna dotata di sensori della pressione su supporto cartaceo posto sopra un tablet elettronico - è emerso che i pazienti affetti da Parkinson vergavano lettere molto più piccole, esercitavano una pressione minore sulla superficie ed impiegavano più tempo per terminare il test. In particolare il tempo in cui la penna era sollevata dal foglio era molto più lungo nel caso di scrittura dei parkinsoniani.

Tutto quanto sopra rilevato dovrà essere tenuto in debita considerazione dal tecnico nel caso di esame forense di uno scritto in verifica - si pensi ad esempio all’esame di una scheda testamentaria a firma di un soggetto affetto da Parkinson - ed il grafologo dovrà svolgere i propri esami (preferibilmente, se possibile,congiuntamente aduno specialista in medicina che possa studiare strettamente l’ambito medico e, quindi, l’esame delle condizioni cliniche dello/a scrivente attraverso l’analisi delle cartelle cliniche) tenendo sempre in considerazione che questa è una malattia degenerativa che comporterà effetti sulla grafia in virtù della sua progressione.

Indirizzo

Via Dono N. 8
Salerno

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