17/08/2026
PAOLO BOTTAI
« Il paese »,1972
Il 1972 è quindi un anno particolarmente significativo: Bottai era impegnato nelle attività del gruppo degli Irrazionali, che cercava una libertà creativa svincolata dalle mode artistiche e dalle convenzioni.
Il titolo “Il paese” è interessante perché non indica semplicemente un luogo preciso, ma può essere letto in senso più ampio: il paese come ambiente abitato, comunità e territorio.
Nel dipinto vediamo un paesaggio costruito attraverso una grande quantità di pennellate brevi, sovrapposte e molto materiche. Le case occupano la parte centrale della composizione, mentre intorno troviamo vegetazione, colline e, nella zona inferiore, quella che sembra essere una presenza d’acqua.
La rappresentazione non è realistica in senso fotografico. Bottai sembra partire da un luogo riconoscibile per trasformarlo attraverso il colore e il gesto pittorico.
Il colore:
È forse l’aspetto più importante dell’opera.
Il quadro mette insieme: azzurri e turchesi, soprattutto nelle zone dell’acqua e del paesaggio; verdi per la vegetazione; rossi e aranci molto presenti nei tetti e nel cielo; bianchi e beige, che alleggeriscono la superficie.
Questi colori non sono semplicemente usati per descrivere ciò che vediamo. Creano una sensazione di movimento e vitalità.
Il sole arancione e il cielo con sfumature di rosa e arancio indicherebbe il momento del tramonto.
La pennellata è libera, materica e molto visibile.
La composizione:
La parte centrale è occupata dall’abitato, che funziona come il cuore della scena.
Lo sguardo poi si allarga progressivamente:
case → vegetazione → acqua → colline → cielo.
Questo crea una sensazione di grande apertura, nonostante il quadro sia molto pieno di elementi.
Il paese non appare come un ambiente perfettamente ordinato o idealizzato: è vivo, irregolare, costruito e immerso nella natura.