18/03/2024
DICIAMO LA VERITÀ!
📢 Per pulire Roma serve cambiare il sistema di raccolta, che se riuscisse ad avviare a riciclo almeno il 65% degli scarti, potrebbe trattare l'indifferenziato nel termovalorizzatore di San Vittore, questo è scritto nel Piano di Gestione dei Rifiuti regionale del 2020 ed era la prima alternativa da valutare.
👉 L'area metropolitana meridionale di Roma è abitata da 461.000 persone, e dal 2012 al 2022 ha raggiunto e superato l'obiettivo minimo di raccolta differenziata del 65%, applicando buone pratiche che le hanno consentito anche di ridurre del 21% i rifiuti, e ancora molto si può fare se venisse eliminata la plastica monouso (come prescrive una direttiva europea) e introdotto il vuoto a rendere.
Questo dovrebbe essere il primo step della gerarchia europea dei rifiuti, sul quale l'amministrazione capitolina continua a fare chiacchiere (Roberto Gualtieri Sabrina Alfonsi Svetlana Celli qui: https://www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS1168338). In realtà la raccolta è inefficace e la differenziata è sporca, rendendo inutilizzabile la materia prima seconda, il materiale avviato a riciclo è molto meno del 45%.
📌 Le alternative ormai esistono, ma si sono rifiutati di valutarle, forse perché non incrementano il fatturato di ACEA?
La più semplice, su cui abbiamo comunque forti riserve, sarebbe convertire i due cementifici che oggi bruciano pet coke e la centrale a carbone, già esistenti in provincia di Roma, con il combustibile solido secondario (CSS).
Servirebbero dei TMB moderni, per selezionare accuratamente gli scarti e produrre CSS di qualità.
Questa opzione non ha costi per i romani e la mancata valutazione nasconde tutta la debolezza della scelta dell'inceneritore.
💪 Venerdì abbiamo chiesto di aprire un confronto, che se fatto nell'interesse di Roma, deve rimettere in discussione la scelta, perché c'è di meglio e la città eterna lo merita!