19/03/2026
Come ha spiegato Agostino Re Rebaudengo, Presidente Asja Energy e Vice Presidente Finco - Federazione Industrie per le Costruzioni, nel pieno di uno shock energetico, la priorità dell’Italia a Bruxelles dovrebbe essere sollecitare l’autorizzazione del FER X e avviare con urgenza nuove aste per aumentare rapidamente la produzione di elettricità rinnovabile.
Sarebbe un grave errore, soprattutto in questo momento, indebolire il FER X per virare verso un meccanismo più complesso come il FER Z che restringerebbe la platea dei partecipanti, ridurrebbe la concorrenza e rallenterebbe gli investimenti.
Nel lungo periodo, meccanismi come il FER Z potranno avere un ruolo crescente. Ma attualmente nei Paesi UE non risulta che strumenti analoghi al FER Z siano utilizzati come meccanismo principale, come invece sembra adesso orientato a fare il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, cambiando quanto inizialmente prospettato dallo stesso Ministero.
L’Europa non impone un modello specifico di CfD e, non a caso, i principali Paesi europei continuano a utilizzare meccanismi asset-based, senza obiezioni da parte dell’Europa. Di conseguenza, spostare contingenti fotovoltaici dal FER X al FER Z e complicare parallelamente le aste FER X con vincoli NZIA (che restringono ulteriormente la concorrenza) è solo una scelta politica italiana e non un’imposizione europea.
L’Italia si troverebbe in una posizione paradossale: proprio nel momento in cui è necessario accelerare le rinnovabili con meccanismi d’asta già rodati e altamente competitivi, si propone di spostare la maggior parte dello sviluppo dei nuovi impianti verso un meccanismo più complesso, destinato a pochi produttori e ancora non sperimentato.
Va ricordato che il Decreto FER X è in ritardo di oltre tre anni e a febbraio 2025 è entrata in vigore una versione transitoria che ha ottenuto l’ok della Commissione UE, il che dovrebbe rassicurare il MASE anche per l’approvazione FER X.
Come FINCO abbiamo sottolineato, nella consultazione sul Decreto FER Z, che è fondamentale mantenere contingenti distinti e non sovrapposti, come peraltro inizialmente previsto dal MASE.
Il FER Z (più adatto a grandi utility integrate, trader o aggregatori) andrebbe utilizzato gradualmente e in aggiunta al FER X (accessibile a sviluppatori e produttori indipendenti) e non cannibalizzandone i contingenti.
L'articolo di Luca Aterini pubblicato su greenreport.
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