Opuntia - I giardini di Martina.

Opuntia - I giardini di Martina. Opuntia ascolta, disegna
e progetta ambienti esterni
e paesaggi.

Settembre cambia lentamente la consistenza del giardino.La luce si abbassa, alcune fioriture si esauriscono e la vegetaz...
04/09/2026

Settembre cambia lentamente la consistenza del giardino.

La luce si abbassa, alcune fioriture si esauriscono e la vegetazione, ormai pienamente sviluppata, acquista una densità che non appartiene più all’inizio dell’estate.

È in questo paesaggio più maturo e stanco che compare Anemone × hybrida ‘Richard Ahrens’.

Alla base costruisce una presenza vegetale compatta. Poi gli steli si allungano, si assottigliano e attraversano le altre piante fino a portare i fiori al di sopra della bordura.

Corolle rosa pallido, quasi trasparenti, sostenute da una struttura tanto sottile da sembrare incapace di reggerle.

È proprio questa apparente contraddizione a renderlo interessante nei nostri progetti.

L’anemone aggiunge altezza senza aggiungere peso.

Non costruisce un volume netto, non interrompe ciò che gli sta dietro e non chiede necessariamente uno spazio tutto per sé.

Può emergere dalla trama morbida di una Sesleria autumnalis, attraversare il grigio vellutato di Stachys olympica ‘Big Ears’, affiorare accanto ai volumi più compatti di Pittosporum tenuifolium ‘Golf Ball’ o ritrovare nelle rose inglesi le stesse tonalità polverose dei suoi petali.

Nei nostri giardini ci interessa soprattutto così: non come esemplare isolato, ma come parte di una composizione.

Una presenza capace di mettere in relazione altezze, consistenze e fioriture differenti e, allo stesso tempo, di introdurre qualcosa che nel progetto di una bordura cerchiamo continuamente: il movimento.

Perché basta poco vento perché gli steli inizino ad oscillare e la composizione, fino a un istante prima immobile, cambi.

Poi c’è il tempo.

Anemone × hybrida ‘Richard Ahrens’ arriva quando il giardino ha già vissuto gran parte della propria stagione.

Non cerca di riportarlo indietro. Lo accompagna verso l’autunno.

I ruscelli dell’orto appartengono da tempo a questo luogo.Piccoli segni d’acqua immersi nel verde, parte di una memoria ...
28/08/2026

I ruscelli dell’orto appartengono da tempo a questo luogo.

Piccoli segni d’acqua immersi nel verde, parte di una memoria che non volevamo cancellare, ma accompagnare verso una forma nuova.

È così che abbiamo reinterpretato gli spazi esterni delle piscine I ruscelli dell’orto dell’Hotel Mioni Pezzato, ad Abano Terme.

Nelle geometrie della piscina riaffiorano alcuni dei caratteri più profondi del giardino all’italiana: l’ordine, la proporzione, la costruzione delle prospettive, il verde come materia capace di dare misura allo spazio.

Ne abbiamo conservato la disciplina, lasciando però che la vegetazione ne attenuasse i contorni.

I filari di Lagerstroemia costruiscono profondità e accompagnano lo sguardo. I volumi verticali scandiscono il paesaggio. Le bordure, invece, si fanno più libere e sensibili al passare delle stagioni.

Qui il rigore lascia lentamente spazio alla morbidezza.

Le foglie argentee dell’Artemisia incontrano la trama sottile della Sesleria, la consistenza vellutata dello Stachys e le nuvole leggere della Nepeta.

Poi arrivano le rose.

Erano già parte della storia dell’hotel e abbiamo scelto di farle rimanere parte del suo futuro.

Non più come presenze isolate, ma immerse in una vegetazione più naturale, dove il rosa affiora tra verdi morbidi, grigi e tonalità polverose e ritorna, quasi per frammenti, lungo i ruscelli dell’orto.

Il giardino cambia così senza perdere la propria memoria.

La geometria rimane leggibile, ma non rigida.
La vegetazione acquista movimento.
Le stagioni entrano nella composizione.

E ciò che apparteneva al passato non viene semplicemente conservato: diventa materia con cui immaginare un paesaggio nuovo.



C'è qualcosa di particolare nell'ombra che produce la chioma di un ulivo.Non è né l'ombra profonda di una quercia, né il...
12/06/2026

C'è qualcosa di particolare nell'ombra che produce la chioma di un ulivo.

Non è né l'ombra profonda di una quercia, né il riparo compatto offerto da una siepe.

È una protezione più eterea e leggera.

Una presenza che definisce lo spazio senza interrompere il rapporto con il paesaggio.

Ed è forse proprio questa la sua qualità più interessante.

La chioma dà vita nei nostri progetti a volumi pieni e rassicuranti, capaci di raccogliere lo spazio e creare intimità.

Eppure in questi volumi nulla appare statico.

Le foglie strette, coriacee e argentate continuano a muoversi nel vento, intercettano la luce e la restituiscono al giardino attraverso continue variazioni di verde, grigio, argento e glauco.

Anche quando tutto è immobile, l'ulivo continua a mutare.

Lavora sulla soglia tra protezione e apertura.

Tra ombra e luce.

Tra architettura e paesaggio.

Ed è forse proprio per questo che continua ad abitare i nostri giardini mediterranei.

Non soltanto per la sua storia.

Ma per la sua capacità di costruire luoghi raccolti, luminosi e profondamente abitabili.


Ci sono giardini che non nascono per occupare uno spazio,ma per prolungare il modo in cui una casa viene abitata.In ques...
22/05/2026

Ci sono giardini che non nascono per occupare uno spazio,
ma per prolungare il modo in cui una casa viene abitata.

In questo progetto contemporaneo, architettura e paesaggio dialogano attraverso lo stesso linguaggio fatto di luce, materiali naturali e proporzioni raccolte.

La pedana in legno accompagna gli spazi esterni riprendendo il ritmo della facciata, mentre la piccola vasca rifinita nello stesso intonaco della casa entra nel progetto con naturalezza, diventando parte dell’architettura stessa.

Anche il giardino segue questa direzione.
Le bordure disegnano il margine dello spazio con leggerezza, alternando volumi sempreverdi e fioriture bianche capaci di cambiare nel corso delle stagioni senza perdere equilibrio.

Gaura lindheimeri, Liatris spicata, Achillea filipendulina ed Echinacea introducono movimento e trasparenza, mentre Pittosporum tobira e Magnolia stellata costruiscono la struttura permanente del giardino.

Tutto lavora su una dimensione più intima e raccolta.
Uno spazio pensato per essere vissuto lentamente, dove il paesaggio entra nella quotidianità senza interromperla.

Ci sono piante indispensabili, che non cercano di emergere.E Calamintha nepetoides ‘White Cloud’ è una di queste.È una p...
08/05/2026

Ci sono piante indispensabili, che non cercano di emergere.
E Calamintha nepetoides ‘White Cloud’ è una di queste.

È una presenza discreta, quasi silenziosa, capace di attraversare il giardino senza mai imporsi.
Le sue piccole fioriture bianche si distribuiscono leggere lungo i fusti, costruendo una trama sottile che accompagna lo spazio più che definirlo.

È una pianta che lavora sulla distanza.
Non cattura lo sguardo in modo immediato, ma lo trattiene nel tempo, entrando nel paesaggio con naturalezza.

Nel progetto, trova spazio nelle bordure contemporanee e nei dry garden, dove la leggerezza diventa un valore progettuale.
Accanto a graminacee e perenni strutturate, introduce un ritmo più lento, capace di bilanciare pieni e vuoti.

Ma c’è un altro aspetto, spesso invisibile:
la relazione con ciò che abita il giardino.
Api, bombi, insetti impollinatori trovano nella sua fioritura una presenza costante.
Un movimento continuo, leggero, che rende il giardino vivo.

Forse è proprio questo il suo valore più autentico:
non essere protagonista,
ma rendere tutto il resto più naturale.

Scheda botanica
Specie: Calamintha nepetoides ‘White Cloud’
Altezza: 40–60 cm
Espansione: 40–60 cm
Sesto d’impianto: 1 pianta ogni 35–45 cm
Fioritura: giu–ott (piccoli fiori bianchi, leggeri e continui)
Esposizione: sole pieno
Zone USDA: 5–9 (resiste fino a circa −23°C)
Forma invernale: perenne erbacea caducifoglia (ricaccia in primavera)
Tipologia: erbacea perenne aromatica – ideale per bordure naturali, giardini mediterranei e dry garden
Abbinamenti consigliati: Stipa tenuissima, Pennisetum alopecuroides, Perovskia atriplicifolia ‘Lacey Blue’, Salvia nemorosa, Nepeta × faassenii, Achillea millefolium, Gaura lindheimeri, Echinacea purpurea

In montagna, il paesaggio cambia rapidamente con le stagioni.La luce si fa sottile, l’aria più fresca, e in inverno la n...
01/05/2026

In montagna, il paesaggio cambia rapidamente con le stagioni.
La luce si fa sottile, l’aria più fresca, e in inverno la neve ridisegna ogni cosa, lasciando emergere solo ciò che ha una forma chiara.

È da questa condizione che nasce il progetto.
Dal desiderio di costruire un giardino capace di restare leggibile nel tempo, accompagnando la casa con una presenza discreta ma stabile.

Attorno alla terrazza, le bordure definiscono con precisione i margini dello spazio, costruendo una sequenza di volumi morbidi e continui.
Una composizione fondata su poche essenze selezionate: Pinus mugo e Taxus baccata creano l’ossatura permanente, mentre erbacee perenni e graminacee introducono movimento e leggerezza.

Il bianco attraversa il progetto come un filo sottile.
Non come elemento dominante, ma come presenza capace di intercettare la luce e restituirla al paesaggio, soprattutto nelle giornate più velate tipiche della montagna.

Durante l’estate, le fioriture costruiscono una sequenza naturale e misurata.
Ma è con l’arrivo dell’inverno che il giardino rivela la sua identità più profonda: quando la neve ricopre il suolo, restano i volumi, le masse, la struttura del disegno.

Un giardino pensato per vivere la montagna nel suo tempo reale,
capace di attraversare le stagioni senza perdere riconoscibilità.




Ci sono profumi che appartengono all’inizio dell’estate.Profumi che arrivano all’improvviso, mentre si attraversa il gia...
24/04/2026

Ci sono profumi che appartengono all’inizio dell’estate.
Profumi che arrivano all’improvviso, mentre si attraversa il giardino, e che restano sospesi nell’aria anche dopo il nostro passaggio.

Il Philadelphus × virginalis è uno di questi.
Un arbusto che non si limita a fiorire, ma che riempie lo spazio di presenza, trasformando il giardino in un luogo da abitare con tutti i sensi.

Tra maggio e giugno, i suoi rami si coprono di fiori bianchi, morbidi e pieni, capaci di illuminare anche gli angoli più discreti.
Ma è soprattutto il profumo a renderlo speciale: intenso, riconoscibile, familiare. Un profumo che ricorda i giardini di un tempo, le sere che si allungano e le finestre aperte.

Nel progetto del giardino, Philadelphus × virginalis trova spesso posto vicino agli spazi vissuti: lungo un percorso, accanto a una seduta, vicino a una soglia.
Non è una pianta da guardare soltanto — è una pianta da attraversare.

Con il suo portamento morbido costruisce volumi naturali, capaci di dare profondità alle bordure e accompagnare la successione delle fioriture senza irrigidire la composizione.

Forse è proprio questo il suo valore più autentico:
portare nel giardino una dimensione sensoriale, fatta di luce, profumo e memoria.

Una presenza che non si limita a decorare lo spazio,
ma che lo rende riconoscibile e vivo.

Scheda botanica:
Specie: Philadelphus × virginalis
Altezza: 200–300 cm
Espansione: 150–250 cm
Sesto d’impianto: 1 pianta ogni 150–200 cm
Fioritura: mag–giu (fiori bianchi doppi, intensamente profumati)
Esposizione: sole pieno o mezz’ombra
Zone USDA: 4–8
Forma invernale: arbusto caducifoglio
Valore ornamentale: fioritura profumata molto scenografica; portamento morbido e naturale; elevato valore sensoriale grazie all’intensità del profumo
Abbinamenti consigliati: Nepeta × faassenii, Salvia nemorosa, Stachys byzantina, Geranium sanguineum, Rosa spp., Viburnum opulus, Philadelphus coronarius, Stipa tenuissima, Perovskia atriplicifolia.

Ci sono piante che entrano nell’orto per produrre.E poi ce ne sono alcune che, quasi inaspettatamente, riescono a costru...
10/04/2026

Ci sono piante che entrano nell’orto per produrre.
E poi ce ne sono alcune che, quasi inaspettatamente, riescono a costruire anche il paesaggio.

Asparagus officinalis nasce così: nell’orto, tra le attese silenziose della primavera, legato ai gesti semplici e alla terra lavorata con pazienza.
Ma con il tempo rivela una natura inattesa, capace di uscire dal solo ambito produttivo e diventare parte del disegno del paesaggio.

Quando i turioni emergono dal terreno, segnano l’inizio di una stagione nuova.
Poi, giorno dopo giorno, la pianta si trasforma: i fusti si allungano, si alleggeriscono, diventano una trama sottile che filtra la luce e costruisce profondità.

È in questa trasformazione che l’asparago mostra il suo valore più sorprendente.
Non solo nell’orto, ma anche nelle bordure fiorite, dove la sua presenza introduce una leggerezza rara, quasi impalpabile, capace di accompagnare altre specie senza mai imporsi.

Accanto a erbacee perenni e graminacee, la sua vegetazione fine diventa un elemento di respiro:
una presenza discreta che unisce produzione e bellezza, memoria e progetto.

Forse è proprio questo il suo valore più inatteso:
trasformare una pianta familiare in struttura viva del giardino, capace di costruire spazio senza appesantirlo.

Un modo diverso di immaginare l’orto:
non più solo luogo di raccolta,
ma parte integrante del giardino,
dove funzione e paesaggio trovano finalmente equilibrio.



Liatris è una di quelle fioriture che sorprendono sempre, anche quando lo si conosce bene.Non è tra le piante più note, ...
03/04/2026

Liatris è una di quelle fioriture che sorprendono sempre, anche quando lo si conosce bene.

Non è tra le piante più note, e forse proprio per questo conserva un fascino particolare. Lo trovo profondamente romantico, capace di evocare atmosfere da giardino inglese, dove le bordure si costruiscono attraverso sequenze morbide e naturali.

Ciò che lo rende davvero unico tuttavia per me è il suo modo di fiorire.
Mentre la maggior parte delle essenze apre i fiori dal basso verso l’alto, Liatris fa l’opposto: sboccia dall’alto verso il basso, creando un effetto progressivo e scenografico che accompagna lo sguardo lungo tutta la spiga.

Le sue infiorescenze, in questa varietà sui toni del bianco puro, emergono tra le altre essenze con una leggerezza elegante, senza mai risultare invadenti.

È una pianta romantica, sì — ma anche sorprendentemente resistente.
Per questo trova spazio anche nei nostri dry garden, dove ogni specie deve dimostrare equilibrio tra bellezza e capacità di adattarsi.

Una volta radicato, il Liatris mostra infatti una buona resistenza alla siccità e una capacità rara di mantenere eleganza anche nei contesti più asciutti.

Forse è proprio questo il suo valore più grande:
una fioritura delicata nell’aspetto, ma solida nel carattere.

Una fioritura elegante,
capace di abitare anche i giardini più ostili.

In questo progetto le bordure accompagnano la casa come un ricamo naturale, alternando sole e mezz’ombra, dove il bianco...
27/03/2026

In questo progetto le bordure accompagnano la casa come un ricamo naturale, alternando sole e mezz’ombra, dove il bianco emerge leggero tra le foglie come una costellazione di piccoli segni.

Piccole fioriture, trame sottili e superfici morbide costruiscono ritmo e profondità, mentre le masse vegetali si avvicinano all’architettura e avvolgono lentamente gli spazi abitati.

La zona living si lascia accogliere dal verde, diventando parte del paesaggio, e le superfici pavimentate si dissolvono tra le piante, senza separazioni nette.
La pergola trova la sua misura accanto all’albero, in un dialogo silenzioso che lega, in equilibrio, le due materie: natura e struttura.

Con il passare delle ore e delle stagioni, il giardino cambia volto: la luce scivola tra le foglie, le ombre si allungano, le fioriture affiorano con discrezione, quasi sospese nell’aria.

Sono i giardini d’ombra e mezz’ombra a custodire le atmosfere più profonde, dove ogni dettaglio contribuisce a costruire freschezza, calma e continuità.

Non è uno spazio pensato per mostrarsi,
ma un luogo da attraversare lentamente,
dove ogni passo rivela una trama nuova,
un movimento inatteso,
una presenza silenziosa.

Un giardino che non impone, ma accompagna.
Che si lascia scoprire nel tempo.






Indirizzo

Via Mazzano, 14
Riva Del Garda
38066

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00

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