15/08/2026
‼️ ALLERTA: POST POLEMICO‼️
Mi dispiace, ma non posso proprio farne a meno.
Una visita che attendevo con la trepidazione di una bimba mi ha deluso oltre ogni limite.
Non parlo ovviamente di Lei: dell'immensa, straordinaria Casa Batlló.
Per me entrare in questa dimora è stato un momento mistico: Antoni Gaudì è fra gli architetti che più ho apprezzato fin dai tempi dell'università, e solo il pensiero di visitare un'opera così significativa era per un'emozione.
La visita però è stata una totale delusione: una maratona condivisa con una quantità indefinita e sproporzionata di persone, fra le quali moltissime più intente a farsi selfie che a contemplare quell'architettura sbalorditiva.
Una calca impressionante durante una improvvida visita serale (che non ha peraltro reso giustizia ai colori vividi dei materiali: mea culpa per la scelta) che ha impedito ogni minimo tentativo di contemplazione.
Non credo che la capacità di emozionarsi di fronte a straordinari capolavori dell'arte e dell'architettura siano privilegio di chi ha studiato queste opere: sono invece convinta che la corretta progettazione dell'esperienza di visita sia lo strumento più efficace affinché tutti i visitatori possano vivere questo momento con l'intensità che merita.
E nella progettazione dell'esperienza rientra ovviamente anche il corretto dimensionamento degli accessi.
Domani toccherà alla Sagrada Familia, domenica alla Pedrera...andrà meglio?!