20/04/2026
Ieri su Robinson è stato pubblicato un interessante articolo, a firma di Andrea Contin, dedicato alla mostra “TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna”, visitabile fino al 2 giugno presso l’Accademia Carrara di Bergamo.
Una mostra intensa, ricca, stratificata. Non semplice da allestire.
C’è un momento, all’interno del percorso espositivo, in cui il tempo sembra sospendersi. È davanti al mazzo Colleoni: una ricomposizione eccezionale di carte provenienti da collezioni diverse, che restituisce per la prima volta l’unità e la potenza simbolica di questo capolavoro del Quattrocento.
Come scrive Andrea Contin, cogliendo perfettamente il senso dell’allestimento:
“La distesa dorata degli arcani assume quasi la forma di una ‘stesa’ […] La bacheca che li contiene impone una sosta non solo attenta e analitica, ma quasi meditativa, come se il mazzo, finalmente ricomposto, smettesse per un attimo di raccontare la propria storia materiale per tornare a esercitare, intatto, il suo potere di visione”.
Abbiamo immaginato l’allestimento proprio in questa direzione: costruire uno spazio capace di rallentare lo sguardo, accompagnando il visitatore in un’esperienza insieme contemplativa e consapevole. Una sequenza di chiaroscuro, dove — come suggerisce lo stesso Contin — il potere di visione dei Tarocchi può diventare una forma di conoscenza, se attraversato con lucidità e consapevolezza.