24/09/2026
C’è qualcosa di primordiale in questi segni di conrad-bercah.
Hanno un linguaggio arcaico, ancestrale. E in parte criptato.
Per questo vorrei parlare del Mito della Caverna
che i segni stessi mi hanno fatto ve**re in mente.
Anche perché tutto parte dal Mito della Caverna.
È tipo l’interruttore dell’umanità.
Una volta messo su “on” ha fatto partire
un cronometro interno al pensiero occidentale,
a scandire la narrazione di qualcosa a parte,
parallelo alla storia della nostra specie.
Guardare il mondo senza la lente del mito
è come vedere un fotogramma fisso di un film che
ha altre inquadrature necessarie al fine di comprenderlo.
Probabilmente nessuno dei gradi della conoscenza è giusto da solo, la realtà è molteplice e la ragione ha bisogno di uno strumento polifonico. Quando salta questo schema mentale antropologicamente consolidato, e cioè quello che prevede una pluralità di interpretazioni alla medesima circostanza, sotto i piedi dell’umanità intera si apre il baratro.
L’esperienza di ciò che intendo la potete provare molto facilmente, è sufficiente che, per risolvere un problema legato alla conoscenza, utilizziate il sostegno dell’Intelligenza Artificiale.
Ecco in questo caso non avrete nessuna declinazione del concetto che avete chiesto, ma un’informazione sola.
E quella ci deve andar bene. Prima avevamo quattro gradi della conoscenza. Adesso ne abbiamo uno.
Che potrebbe essere sempre anche sbagliato.
In più non è flessibile, non è articolato, è immobile, non si adatta al mistero del mondo. È un’imposizione.
E questo è quanto ho pensato guardando i segni primordiali di conrad-bercah.
Sandro Bonvissuto