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GEOMETRIE PURE E ARCHITETTI OSSESSIONATI Ho sempre amato la geometria. Geometria e matematica: le mie materie del cuore,...
12/11/2020

GEOMETRIE PURE E ARCHITETTI OSSESSIONATI

Ho sempre amato la geometria. Geometria e matematica: le mie materie del cuore, quelle che non fai fatica a studiare, quelle che – sì, sono fortunata – ti vengono naturali, quelle di cui fare gli esercizi era il momento di divertissement nella giornata di studio.

Tutti i professori al liceo mi consigliavano di iscrivermi alla facoltà di matematica: io avevo paura di non essere abbastanza geniale e di finire a fare l’insegnante frustrata odiando tutti gli allievi. Forse ora, se avessi seguito quella strada, sarei ricchissima dopo aver inventato qualche algoritmo per sorvegliare le vostre vite!

Così scelsi architettura; un amore viscerale già dall’infanzia? Il sogno di sempre? La voglia di ridisegnare il mondo? Nulla di tutto ciò. Una scelta razionale: la facoltà che univa il mio interesse per le arti e la mia facilità innata nelle materie scientifiche. L’amore è venuto dopo, con calma, forse proprio come nascono gli amori maturi: una conoscenza continua e lenta, che porta alla scoperta reciproca, a capire che la vita è migliore con l’altr*, ma che però si può vivere anche senza.

Nel frattempo ho dimenticato come si fa uno studio di funzione e non so neanche più calcolare il volume di un solido… forse più in là prenderò una seconda laurea!

Riguardando però i progetti di questi 10 anni di lavoro mi sono resa conto di una cosa: i miei lavori non sono riconoscibili stilisticamente ad una prima occhiata, come quelli di tanti altri architetti che stimo. C’è tuttavia qualcosa che, ad un occhio più attento, li accomuna tutti. Una sottesa ben riconoscibile, l’utilizzo di volumi puri (quando possibile) e la ricerca di un ordine matematico inconscio.
Ecco dove sono finite la mia matematica e la mia geometria: sono dentro di me, come strumento inconscio per progettare e disegnare lo spazio.

PIEDI AL CALDO E TESTA TRA LE NUVOLELa maggior parte degli italiani sarà inorridita da questo post, ne sono consapevole....
29/09/2020

PIEDI AL CALDO E TESTA TRA LE NUVOLE

La maggior parte degli italiani sarà inorridita da questo post, ne sono consapevole.
Mi piace la moquette, ora. Prima, la odiavo. Cosa è stato a fare da spartiacque? Vivere nell’umida e uggiosa Londra (e anche un po' mio marito, che la ama).
Dando per scontato che il fantomatico “carpet” tanto caro ai sudditi della regina debba essere pulito, lavato e mantenuto in uno stato igienico consono (cosa che non sempre accade oltre la Manica), ho capito che adoro alcune sensazioni che la moquette mi fa provare.
La prima è quella dei piedi nudi su una superficie soffice, che avvolge. Voi mi direte: esistono i tappeti. Io controbatto: non è la stessa cosa. La moquette non si sposta, soprattutto la mattina, rischiando di farvi capitombolare quando ancora non disponete completamente dei vostri sensi.
La seconda è la percezione di uno spazio ovattato, caldo e intimo. I tessuti, infatti, assorbono i rumori e aiutano ad insonorizzare ed evitare effetti di eco e risonanza. Certo: tappeti, lenzuola, coperte, tende, assolvono tutti a questa funzione, ma volete mettere la differenza di percezione quando anche il pavimento contribuisce a creare questo effetto “cuccia”?!
La terza, e sicuramente più divertente, è l’illusione di essere in un luogo incantato immaginario, situato a metà strada tra la Persia e la Gran Bretagna, dove i personaggi de “Le mille e una notte” incontrano quelli di Conan Doyle e sorseggiano una tazza di the seduti su infiniti tappeti filati a mano.
Morale dello sproloquio: cercate di attorniarvi sempre dai vostri sogni, anche a casa.

UNA FINESTRA - Sfogo e sinceritàCosa rappresentano le finestre che i social media aprono sulle nostre vite?So che instag...
04/08/2020

UNA FINESTRA - Sfogo e sincerità

Cosa rappresentano le finestre che i social media aprono sulle nostre vite?

So che instagram è come un lavoro; bisogna esserci, per essere legittimati; bisogna esserci per cercare clienti; bisogna esserci perché altrimenti non sei nessuno; bisogna esserci perché devi assolutamente esprimere la tua opinione.

Ebbene io fatico a fare queste cose: ogni volta che DEVO scrivere un post o una storia mi sembra di dover comporre un poema. Penso che in generale davvero poche persone creino un valore aggiunto tramite i e non mi sento una di queste.
Quando scorro le e la home page mi sembra di guardare dentro dipinte, irreali, , dentro cui vedo solo progetti fighissimi, persone con mille follower e mille mila clienti.

E mi sento diversa, profondamente lontana e rivolta verso finestre che sono soprattutto buchi neri.

Continuerò a scrivere pochi post e pubblicare poche storie, che continueranno a cambiare la vita di pochissime persone. Non è essere snob, ma solamente essere un po’ di più se stessi.

  accepted .ilariamancini   QUESTIONI DI GENEREContinuo ad interrogarmi da un po' sulla questione del genere. La lingua ...
29/07/2020

accepted .ilariamancini

QUESTIONI DI GENERE

Continuo ad interrogarmi da un po' sulla questione del genere.
La lingua italiana non prevede, per alcune professioni, il maschile ed il femminile del sostantivo: medico, avvocato, notaio… architetto.
La storia della lingua non è altro che la storia della società che con quella lingua si esprime; proprio per questo le lingue sono vive e in continua trasformazione.
Proprio per questo motivo penso sia giusto introdurre l’accezione femminile di questi termini – architettA -: dal momento che la nostra società e le nostre professioni non sono più quelle del mondo che ha prodotto queste regole grammaticali e semantiche, perché ancorarci ad un passato ormai incoerente?
Ci sono alcuni elementi però in questa faccenda di semantica, forse un po' speculativa, che non mi hanno convinto ancora del tutto: perché abbiamo bisogno della parola “architetta” per dare a noi donne un maggior riconoscimento? Ci serve davvero? Ci sentiremmo più alla pari con i nostri colleghi architetti? La parità passa anche per le parole che utilizziamo?
E’ anche vero però che da qualche parte la rivoluzione per i diritti deve pur iniziare e forse la lingua è lo strumento più immediato e potente che possiamo utilizzare. Cambiando il genere dei sostantivi quotidiano possiamo accendere la scintilla del cambiamento… Alcuni ordini, tra cui , ha messo già a disposizione di noi iscritte il timbro con riportato: “architetta”.

Seguo da tempo il gruppo che si batte per la parità dei sessi nella nostra professione: condivido con loro molti valori e pensieri (vi suggerisco di seguirle), ma non sono riuscita ancora ad avere un’idea chiara su questa questione linguistica.

Cosa ne pensate voi?
, , , fatevi avanti!

BASTA UN POCO DI ZUCCHERObasta poco per cambiare l’aspetto di un edificio, ma soprattutto per modificarne la percezione ...
13/07/2020

BASTA UN POCO DI ZUCCHERO

basta poco per cambiare l’aspetto di un edificio, ma soprattutto per modificarne la percezione che ne abbiamo.
Non tutti (me compresa) si possono permettere grandi ristrutturazioni, lavori onerosi o trasformazioni radicali del luogo in cui vivono, ma proprio per questo non dovrebbero demordere nel proprio intento.

L’importante è avere un obiettivo, e cercare di avvicinarvisi passo dopo passo.

L’architettura non è “one shot”: è fatta di stratificazioni mentali e fisiche, di ripensamenti, di illuminazioni e di compromessi. Da sempre. E spesso il compromesso è ciò che la rende unica e speciale. L’importante è non credere che l’architettura sia solo per pochi, perché non è così.

basta un poco di zucchero

nelle foto: basta cambiare una ringhiera, modificare l’aspetto di qualche finestra e cambiare i colori per trasformare una villetta anni ‘70

PRIMA IMPRESSIONECon l’architettura vale la prima impressione, proprio come con le persone. Allo stesso stesso modo si p...
01/07/2020

PRIMA IMPRESSIONE

Con l’architettura vale la prima impressione, proprio come con le persone. Allo stesso stesso modo si può, nonostante le apparenze, vedere qualcosa più in profondità e tirarlo fuori.

Non tutto ci si svela subito; la bellezza è anche cercare quel che è celato.

Nelle foto il prima e il dopo di un ingresso di una villetta privata. Giudicate voi se ne è valsa la pena!

pic:

thanks to per essere stata la prima a crederci

Camerette &co.Questa clausura forzata ci ha fatto riflettere su molte cose: la vita privata, la natura, il lavoro, gli s...
18/05/2020

Camerette &co.

Questa clausura forzata ci ha fatto riflettere su molte cose: la vita privata, la natura, il lavoro, gli spazi in cui viviamo.
Chi ha figli -ma anche chi non li ha! - si è reso conto di come sia importante anche per bambini e adolescenti non solo svolgere attività e svagarsi, ma avere un luogo privato in cui nascondersi, ritrovarsi e identificarsi. Le camerette sono STANZE CHE DIVENTANO RIFUGI, ma spesso non sono progettate né pensate per crescere e trasformarsi con i suoi abitanti.

Io e Ilaria, architetta illustratrice, vi aiutiamo a ripensare i rifugi dei vostri bambini- adolescenti, progettando spazi su misura e flessibili, personalizzabili al 100% grazie alle illustrazioni di Ilaria e al disegno di arredi su misura che insieme sviluppiamo con i più piccini.

Metteteci alla prova!
Per consulenze on-line e off-line scriveteci
Francesca Diano
Ilaria Mancini

RISPECCHIARSI - Cucina e soggiorno open space o suddivisi?Un eterno dibattito sempre attuale e senza una soluzione univo...
15/05/2020

RISPECCHIARSI - Cucina e soggiorno open space o suddivisi?

Un eterno dibattito sempre attuale e senza una soluzione univoca: la risposta è un equilibro dinamico tra i vincoli spaziali e le abitudini di vita di chi vivrà la casa.

Non cerchiamo mai di imporre la nostra visione, ma ci prodighiamo per plasmare lo spazio a disposizione perché il cliente vi ci possa rispecchiare.

Il nostro VALORE AGGIUNTO è quello di portare alla luce le POTENZIALITA’ che spesso rimangono celate agli occhi del cliente trovando la soluzione PIU’ ADATTA facendo in modo che chi abiterà lo spazio si emozioni sempre.

pic: Virginia Chiodi Latini

ecobonus 110% e cessione del credito: È IL MOMENTO DI RISTRUTTURARE?Pronta la norma del governo che premia caldaie a con...
11/05/2020

ecobonus 110% e cessione del credito: È IL MOMENTO DI RISTRUTTURARE?

Pronta la norma del governo che premia caldaie a condensazione, pompe di calore, pannelli solari, isolamento termico, prevenzione e 2021.

Potranno usufruire dei benefici coloro che si dedicheranno a opere strutturali incluse nell’ecobonus e nel sismabonus, ma anche a interventi più limitati su case, uffici e imprese, specialmente in campo di efficientamento energetico.

Per permettere alle famiglie di non pagare in anticipo i lavori, i privati potranno cedere a terzi il credito di imposta maturato: a banche, ad assicurazioni o all’impresa che si occupa dei lavori. In quest’ultimo caso, l’azienda anticiperà la somma e incasserà il credito di imposta dal fisco, potendo poi cederlo successivamente. In alternativa, le famiglie potranno pagare i lavori e riscuotere in cinque anni il credito di imposta, superiore alla spesa sostenuta.

Ma quali opere sono comprese? Come vi si accede? Chi può beneficiarne?

Scriveteci per avere informazioni e supporto:
[email protected]

Oggi riapriamo i cantieri.Chiedo a voi, clienti, ancora un po’ di pazienza e fiducia. Le tempistiche di lavorazione e le...
04/05/2020

Oggi riapriamo i cantieri.

Chiedo a voi, clienti, ancora un po’ di pazienza e fiducia.
Le tempistiche di lavorazione e le modalità operative cambieranno per poter garantire a tutti di lavorare in sicurezza. E’ sia un diritto che un dovere che abbiamo verso la società.

Grazie di cuore a tutti quelli che stanno rendendo possibile questa fase 2.

Il vostro terrazzo, balcone o giardino non vi rispecchiano più? Ti aiutiamo a personalizzarlo noi!Ecco la seconda collab...
29/04/2020

Il vostro terrazzo, balcone o giardino non vi rispecchiano più? Ti aiutiamo a personalizzarlo noi!

Ecco la seconda collaborazione che vi voglio raccontare.
Lei è Giulia Giulia Pagliero : siamo amiche dai tempi dell’università, una di quelle amicizie elettive; ci siamo scelte il primo giorno, sedendoci una accanto all’altra al corso di Matematica 1. Sempre assieme, laboratori, esami, vacanze, interessi (tutto tranne la barca a vela però: lei velista, io soffro di mal di mare cronico). Dopo la laurea le nostre strade professionali si allontanano: io inizio a fare l’architetto, lei si iscrive ad un master in Uk in paesaggio e poi lavora come landscape designer.

Ora, con un bagaglio di 10 anni di esperienze professionali, abbiamo deciso che è giunto il momento di incominciare a lavorare assieme!

Metteteci alla prova!
Per consulenze on-line su come riadattare i vostri spazi esperti scriveteci; vi aiuteremo a realizzarli.

leggiamo e riflettiamoMario Cucinella
24/04/2020

leggiamo e riflettiamo

Mario Cucinella

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Indirizzo

Via Parini 13
Milan
20121

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