10/08/2026
Sono andato a Villa Panza per vedere la mostra di Josef Albers e ne sono uscito, ancora una volta, con la sensazione che il suo lavoro vada molto oltre il colore.
Albers diceva ai suoi studenti che bisognava prima di tutto aprire gli occhi. Guardare meglio, mettere in dubbio quello che crediamo di vedere, accorgerci che basta cambiare una relazione, un colore, una luce, perché anche ciò che conosciamo cambi davanti a noi.
Poi la visita è continuata nelle sale della Villa, tra le opere raccolte da Giuseppe Panza. A un certo punto mi sono fermato davanti a una vecchia finestra: i vetri irregolari deformavano leggermente il cortile. Dopo aver visto Albers mi è sembrato quasi inevitabile fotografarla.
E poi Dan Flavin, con la luce che entra direttamente nello spazio e lo trasforma.
Sono uscito da Villa Panza con gli occhi un po’ più aperti. E non è poco.