Architetto Donatella Forconi Studio DOMA

Architetto Donatella Forconi  Studio DOMA Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Architetto Donatella Forconi Studio DOMA, Progettista architettonico, Milan.

Lo Studio DOMA dell'architetto Donatella Forconi si occupa della progettazione e direzione lavori di costruzioni di edifici religiosi e civili, di restauro di antichi monumenti, di ristrutturazioni e rigenerazioni urbane e territoriali.

🏠 E se la casa del futuro non fosse più una questione di stile?Bianco, beige, tortora. Legno chiaro, forme morbide, illu...
03/09/2026

🏠 E se la casa del futuro non fosse più una questione di stile?
Bianco, beige, tortora. Legno chiaro, forme morbide, illuminazione calda, qualche pianta e oggetti “iconici”. Scorriamo riviste e feed e spesso abbiamo la sensazione di vedere la stessa casa, declinata in infinite varianti.
Ma dove è finita la ricerca progettuale? E soprattutto: possiamo ancora parlare di innovazione nell’interior design se il risultato è una casa semplicemente bella, neutra e facilmente vendibile?
La vera sfida, oggi, è un’altra: progettare spazi abitativi che migliorino la qualità della vita.
La sostenibilità ambientale è ormai imprescindibile, ma non è più sufficiente. La casa del futuro dovrà essere anche salutare, adattabile, inclusiva e profondamente personale.
🌿 Materiali che fanno bene. superfici naturali, traspiranti, durevoli, prive di sostanze nocive e capaci di contribuire alla qualità dell’aria indoor.
🎨 Il colore come progetto. Non una palette scelta per seguire la moda, ma colori capaci di dialogare con luce, orientamento, percezione e psicologia degli abitanti. La personalizzazione può diventare uno strumento di benessere e identità.
💡 La luce come infrastruttura della casa. Illuminazione dinamica, livelli diversi di intensità e temperatura, valorizzazione della luce naturale: progettare la luce significa lavorare sui ritmi circadiani, sulla percezione dello spazio e sul comfort.
🧩 Spazi trasformabili. Pareti mobili, arredi riconfigurabili, elementi multifunzionali permettono alla casa di adattarsi al lavoro, alla famiglia, all'età e alle diverse abilità.
🫶 Design inclusivo. Comfort non significa solo morbidezza e comodità: significa poter abitare lo stesso spazio in modi diversi, senza che l'accessibilità venga percepita come una soluzione speciale.
E allora forse il nuovo lusso non è avere una casa “di tendenza”, ma avere una casa che ci assomiglia e che sa prendersi cura di noi.

03/09/2026

🏠 E se la casa del futuro non fosse più una questione di stile?
Bianco, beige, tortora. Legno chiaro, forme morbide, illuminazione calda, qualche pianta e oggetti “iconici”. Scorriamo riviste e feed e spesso abbiamo la sensazione di vedere la stessa casa, declinata in infinite varianti.
Ma dove è finita la ricerca progettuale? E soprattutto: possiamo ancora parlare di innovazione nell’interior design se il risultato è una casa semplicemente bella, neutra e facilmente vendibile?
La vera sfida, oggi, è un’altra: progettare spazi abitativi che migliorino la qualità della vita.
La sostenibilità ambientale è ormai imprescindibile, ma non è più sufficiente. La casa del futuro dovrà essere anche salutare, adattabile, inclusiva e profondamente personale.
🌿 Materiali che fanno bene. superfici naturali, traspiranti, durevoli, prive di sostanze nocive e capaci di contribuire alla qualità dell’aria indoor.
🎨 Il colore come progetto. Non una palette scelta per seguire la moda, ma colori capaci di dialogare con luce, orientamento, percezione e psicologia degli abitanti. La personalizzazione può diventare uno strumento di benessere e identità.
💡 La luce come infrastruttura della casa. Illuminazione dinamica, livelli diversi di intensità e temperatura, valorizzazione della luce naturale: progettare la luce significa lavorare sui ritmi circadiani, sulla percezione dello spazio e sul comfort.
🧩 Spazi trasformabili. Pareti mobili, arredi riconfigurabili, elementi multifunzionali permettono alla casa di adattarsi al lavoro, alla famiglia, all'età e alle diverse abilità.
🫶 Design inclusivo. Comfort non significa solo morbidezza e comodità: significa poter abitare lo stesso spazio in modi diversi, senza che l'accessibilità venga percepita come una soluzione speciale.
E allora forse il nuovo lusso non è avere una casa “di tendenza”, ma avere una casa che ci assomiglia e che sa prendersi cura di noi.

🎧 Ascoltare un luogo, le persone che lo abitano, la cultura, il clima, i materiali e perfino la memoria di un territorio...
27/08/2026

🎧 Ascoltare un luogo, le persone che lo abitano, la cultura, il clima, i materiali e perfino la memoria di un territorio. Solo dopo arriva la forma.
In un momento storico in cui molte architetture sembrano inseguire l'immagine, il lavoro di Tagliabue ricorda che il progetto nasce prima di tutto dalle relazioni. Ogni edificio è diverso perché diversa è la storia che racconta.
🏛️ Alcune delle sue opere che esprimono al meglio questa filosofia.
Il Parlamento della Scozia a Edimburgo, progettato con Enric Miralles e completato da Tagliabue dopo la sua scomparsa, è un edificio che sembra emergere dal paesaggio. Cemento, pietra e legno dialogano con la morfologia del terreno e con la tradizione costruttiva scozzese. Non è un oggetto iconico imposto al luogo, ma un'architettura profondamente radicata nel contesto.
🏠 Il progetto residenziale Camí Comtal a Barcellona dimostra invece come la qualità dell'abitare nasca dalla luce, dalla continuità visiva, dagli spazi condivisi e dalla flessibilità. Gli interni, luminosi e articolati, favoriscono relazioni e benessere, senza rinunciare al comfort contemporaneo.
🌿 Il Padiglione di Spagna all'Expo di Shanghai 2010 è forse l'opera più nota dello studio EMBT. La pelle intrecciata in vimini, realizzata con tecniche artigianali reinterpretate in chiave contemporanea, trasforma un materiale tradizionale in una straordinaria architettura bioclimatica. Innovazione e artigianato non sono mondi opposti: possono diventare un unico linguaggio progettuale.
Quello che è più interessante del lavoro di Benedetta Tagliabue è la capacità di dimostrare che sostenibilità, identità e bellezza non sono obiettivi separati. Sono il risultato di un processo progettuale che parte dall'ascolto e dalla curiosità. Ed ogni opera per questo è diversa dall’altra.
Perché un buon progetto non impone una risposta: scopre la domanda giusta. ✨

27/08/2026

🎧 Ascoltare un luogo, le persone che lo abitano, la cultura, il clima, i materiali e perfino la memoria di un territorio. Solo dopo arriva la forma.
In un momento storico in cui molte architetture sembrano inseguire l'immagine, il lavoro di Tagliabue ricorda che il progetto nasce prima di tutto dalle relazioni. Ogni edificio è diverso perché diversa è la storia che racconta.
🏛️ Alcune delle sue opere che esprimono al meglio questa filosofia.
Il Parlamento della Scozia a Edimburgo, progettato con Enric Miralles e completato da Tagliabue dopo la sua scomparsa, è un edificio che sembra emergere dal paesaggio. Cemento, pietra e legno dialogano con la morfologia del terreno e con la tradizione costruttiva scozzese. Non è un oggetto iconico imposto al luogo, ma un'architettura profondamente radicata nel contesto.
🏠 Il progetto residenziale Camí Comtal a Barcellona dimostra invece come la qualità dell'abitare nasca dalla luce, dalla continuità visiva, dagli spazi condivisi e dalla flessibilità. Gli interni, luminosi e articolati, favoriscono relazioni e benessere, senza rinunciare al comfort contemporaneo.
🌿 Il Padiglione di Spagna all'Expo di Shanghai 2010 è forse l'opera più nota dello studio EMBT. La pelle intrecciata in vimini, realizzata con tecniche artigianali reinterpretate in chiave contemporanea, trasforma un materiale tradizionale in una straordinaria architettura bioclimatica. Innovazione e artigianato non sono mondi opposti: possono diventare un unico linguaggio progettuale.
Quello che è più interessante del lavoro di Benedetta Tagliabue è la capacità di dimostrare che sostenibilità, identità e bellezza non sono obiettivi separati. Sono il risultato di un processo progettuale che parte dall'ascolto e dalla curiosità. Ed ogni opera per questo è diversa dall’altra.
Perché un buon progetto non impone una risposta: scopre la domanda giusta. ✨

🏡 La casa migliore è quella capace di cambiare con noi.Quando progettiamo una casa, spesso pensiamo alle esigenze del pr...
20/08/2026

🏡 La casa migliore è quella capace di cambiare con noi.
Quando progettiamo una casa, spesso pensiamo alle esigenze del presente. Eppure l'abitare è un organismo vivo: evolve insieme alle persone che lo abitano.
Una giovane coppia può desiderare un grande open space conviviale. Con l'arrivo dei figli diventano fondamentali una camera in più, spazi per il gioco e contenitori ben organizzati. Qualche anno dopo, la stessa famiglia potrebbe avere bisogno di un ambiente tranquillo per lo studio o per lo smart working. E, con il passare del tempo, le esigenze cambiano ancora: ambienti più accessibili, meno barriere, maggiore sicurezza e comfort.
Per questo un buon progetto non fotografa un momento della vita: anticipa il futuro. ✨
Significa, ad esempio, prevedere una stanza flessibile che oggi è uno studio e domani potrà diventare una cameretta o una camera per un familiare anziano. Oppure progettare pareti facilmente modificabili, predisporre gli impianti per future trasformazioni, scegliere porte di larghezza adeguata e bagni che possano essere adattati senza demolizioni invasive.
Pensiamo anche a chi, temporaneamente o permanentemente, vive una condizione di disabilità: una casa accessibile non è una casa "speciale", ma una casa progettata per accogliere le diverse fasi della vita di ciascuno.
Questo approccio è conosciuto come progettazione flessibile o design for adaptability: un principio sempre più attuale perché rende gli edifici più sostenibili, prolunga il loro ciclo di vita e riduce i costi economici e ambientali delle future ristrutturazioni. 🌱
Come architetto, ho imparato che il vero valore di un progetto si misura anche nella sua capacità di accompagnare le persone negli anni, senza costringerle ad adattarsi alla casa. È la casa che dovrebbe sapersi adattare a loro.
Perché progettare bene significa anche immaginare il tempo. E costruire spazi che sappiano crescere insieme a chi li vive. ❤️

20/08/2026

🏡 La casa migliore è quella capace di cambiare con noi.
Quando progettiamo una casa, spesso pensiamo alle esigenze del presente. Eppure l'abitare è un organismo vivo: evolve insieme alle persone che lo abitano.
Una giovane coppia può desiderare un grande open space conviviale. Con l'arrivo dei figli diventano fondamentali una camera in più, spazi per il gioco e contenitori ben organizzati. Qualche anno dopo, la stessa famiglia potrebbe avere bisogno di un ambiente tranquillo per lo studio o per lo smart working. E, con il passare del tempo, le esigenze cambiano ancora: ambienti più accessibili, meno barriere, maggiore sicurezza e comfort.
Per questo un buon progetto non fotografa un momento della vita: anticipa il futuro. ✨
Significa, ad esempio, prevedere una stanza flessibile che oggi è uno studio e domani potrà diventare una cameretta o una camera per un familiare anziano. Oppure progettare pareti facilmente modificabili, predisporre gli impianti per future trasformazioni, scegliere porte di larghezza adeguata e bagni che possano essere adattati senza demolizioni invasive.
Pensiamo anche a chi, temporaneamente o permanentemente, vive una condizione di disabilità: una casa accessibile non è una casa "speciale", ma una casa progettata per accogliere le diverse fasi della vita di ciascuno.
Questo approccio è conosciuto come progettazione flessibile o design for adaptability: un principio sempre più attuale perché rende gli edifici più sostenibili, prolunga il loro ciclo di vita e riduce i costi economici e ambientali delle future ristrutturazioni. 🌱
Come architetto, ho imparato che il vero valore di un progetto si misura anche nella sua capacità di accompagnare le persone negli anni, senza costringerle ad adattarsi alla casa. È la casa che dovrebbe sapersi adattare a loro.
Perché progettare bene significa anche immaginare il tempo. E costruire spazi che sappiano crescere insieme a chi li vive. ❤️

🌡️ Il caldo nelle città non è soltanto un fenomeno meteorologico: è una questione di spazio, materiali, forme urbane e q...
13/08/2026

🌡️ Il caldo nelle città non è soltanto un fenomeno meteorologico: è una questione di spazio, materiali, forme urbane e qualità dell’abitare.
Una città troppo mineralizzata, con grandi superfici impermeabili, facciate esposte senza protezione, strade prive di alberature e piazze concepite solo come luoghi di passaggio, diventa una macchina che accumula e restituisce calore anche nelle ore notturne. È il fenomeno dell’isola di calore urbana: cemento, asfalto e vetro modificano il microclima e amplificano la percezione delle temperature.
L’architettura può intervenire andando oltre la semplice risposta tecnologica.
Alcune città europee stanno già sperimentando strategie innovative.
🌿 Parigi ha avviato il programma delle “oasi urbane”, trasformando cortili scolastici e spazi pubblici impermeabili in luoghi più verdi, permeabili e freschi. Le cosiddette cours oasis sostituiscono parte delle superfici asfaltate con alberature, suoli drenanti e aree di sosta, creando piccoli dispositivi climatici diffusi nel tessuto urbano.
🌳 Vienna ha sviluppato il concetto di “città spugna”, con interventi che favoriscono la raccolta e il riuso dell’acqua piovana attraverso superfici permeabili, alberature e sistemi di drenaggio naturale. L’obiettivo non è solo ridurre gli allagamenti, ma utilizzare l’acqua come elemento di raffrescamento urbano.
💧 Copenaghen, dopo importanti eventi di pioggia estrema, ha ripensato strade e piazze come infrastrutture multifunzionali: spazi capaci di accogliere l’acqua durante gli eventi climatici intensi e diventare luoghi di relazione.
Le città storiche mediterranee insegnano: vicoli ombreggiati, portici, corti interne, muri spessi e logge non erano solo caratteri estetici, ma dispositivi climatici capaci di creare comfort.
Il futuro delle nostre città non dovrebbe essere costruito usando più energia per combattere il caldo, ma più intelligenza nel progettare ombra, acqua, vegetazione e spazi di comunità. 🌿

13/08/2026

🌡️ Il caldo nelle città non è soltanto un fenomeno meteorologico: è una questione di spazio, materiali, forme urbane e qualità dell’abitare.
Una città troppo mineralizzata, con grandi superfici impermeabili, facciate esposte senza protezione, strade prive di alberature e piazze concepite solo come luoghi di passaggio, diventa una macchina che accumula e restituisce calore anche nelle ore notturne. È il fenomeno dell’isola di calore urbana: cemento, asfalto e vetro modificano il microclima e amplificano la percezione delle temperature.
L’architettura può intervenire andando oltre la semplice risposta tecnologica.
Alcune città europee stanno già sperimentando strategie innovative.
🌿 Parigi ha avviato il programma delle “oasi urbane”, trasformando cortili scolastici e spazi pubblici impermeabili in luoghi più verdi, permeabili e freschi. Le cosiddette cours oasis sostituiscono parte delle superfici asfaltate con alberature, suoli drenanti e aree di sosta, creando piccoli dispositivi climatici diffusi nel tessuto urbano.
🌳 Vienna ha sviluppato il concetto di “città spugna”, con interventi che favoriscono la raccolta e il riuso dell’acqua piovana attraverso superfici permeabili, alberature e sistemi di drenaggio naturale. L’obiettivo non è solo ridurre gli allagamenti, ma utilizzare l’acqua come elemento di raffrescamento urbano.
💧 Copenaghen, dopo importanti eventi di pioggia estrema, ha ripensato strade e piazze come infrastrutture multifunzionali: spazi capaci di accogliere l’acqua durante gli eventi climatici intensi e diventare luoghi di relazione.
Le città storiche mediterranee insegnano: vicoli ombreggiati, portici, corti interne, muri spessi e logge non erano solo caratteri estetici, ma dispositivi climatici capaci di creare comfort.
Il futuro delle nostre città non dovrebbe essere costruito usando più energia per combattere il caldo, ma più intelligenza nel progettare ombra, acqua, vegetazione e spazi di comunità. 🌿

✨Tra le grandi protagoniste dimenticate dell'architettura c'è Marion Mahony Griffin (1871-1961), una pioniera che ha con...
06/08/2026

✨Tra le grandi protagoniste dimenticate dell'architettura c'è Marion Mahony Griffin (1871-1961), una pioniera che ha contribuito a cambiare il modo di progettare, pur rimanendo troppo a lungo nell'ombra. 👩🏻‍🎨🏛️
Fu la prima donna architetta abilitata nello Stato dell'Illinois e una delle prime al mondo. Cresciuta nella Chicago della grande trasformazione urbana, sviluppò una visione rivoluzionaria: l'architettura non doveva imitare i modelli europei, ma nascere dal paesaggio, dalla natura e dal modo di vivere delle persone. 🌿
Entrò nello studio di Frank Lloyd Wright e non fu una semplice collaboratrice. Fu una delle anime della Prairie School, contribuendo con idee, capacità progettuali e straordinari disegni che diedero forma all'architettura organica, fondata sull'armonia tra edificio e ambiente.
Le sue celebri tavole prospettiche raccontavano un nuovo modo di abitare. Furono proprio i suoi disegni a rendere celebri nel mondo molti progetti di Wright e a contribuire in modo decisivo alla vittoria del concorso per la progettazione della nuova capitale australiana, Canberra, insieme al marito Walter Burley Griffin. 🇦🇺
Come accadde a molte professioniste del suo tempo, il suo talento rimase spesso nell'ombra.
Questa sua riflessione sulla bellezza racconta bene il senso del suo lavoro: un'architettura capace di unire natura, arte e vita quotidiana, dove il progetto non è solo tecnica, ma anche espressione di un bisogno umano profondo.
La sua storia ci ricorda che l'innovazione non nasce mai da una sola firma. Dietro molte opere che consideriamo "capolavori" ci sono intelligenze, sensibilità e visioni rimaste invisibili.
📖 Riscoprire Marion Mahony Griffin significa restituire alla storia dell'architettura una voce troppo a lungo dimenticata e ricordare che dietro ogni grande opera esistono spesso talenti che meritano di essere riconosciuti.

06/08/2026

✨Tra le grandi protagoniste dimenticate dell'architettura c'è Marion Mahony Griffin (1871-1961), una pioniera che ha contribuito a cambiare il modo di progettare, pur rimanendo troppo a lungo nell'ombra. 👩🏻‍🎨🏛️
Fu la prima donna architetta abilitata nello Stato dell'Illinois e una delle prime al mondo. Cresciuta nella Chicago della grande trasformazione urbana, sviluppò una visione rivoluzionaria: l'architettura non doveva imitare i modelli europei, ma nascere dal paesaggio, dalla natura e dal modo di vivere delle persone. 🌿
Entrò nello studio di Frank Lloyd Wright e non fu una semplice collaboratrice. Fu una delle anime della Prairie School, contribuendo con idee, capacità progettuali e straordinari disegni che diedero forma all'architettura organica, fondata sull'armonia tra edificio e ambiente.
Le sue celebri tavole prospettiche raccontavano un nuovo modo di abitare. Furono proprio i suoi disegni a rendere celebri nel mondo molti progetti di Wright e a contribuire in modo decisivo alla vittoria del concorso per la progettazione della nuova capitale australiana, Canberra, insieme al marito Walter Burley Griffin. 🇦🇺
Come accadde a molte professioniste del suo tempo, il suo talento rimase spesso nell'ombra.
Questa sua riflessione sulla bellezza racconta bene il senso del suo lavoro: un'architettura capace di unire natura, arte e vita quotidiana, dove il progetto non è solo tecnica, ma anche espressione di un bisogno umano profondo.
La sua storia ci ricorda che l'innovazione non nasce mai da una sola firma. Dietro molte opere che consideriamo "capolavori" ci sono intelligenze, sensibilità e visioni rimaste invisibili.
📖 Riscoprire Marion Mahony Griffin significa restituire alla storia dell'architettura una voce troppo a lungo dimenticata e ricordare che dietro ogni grande opera esistono spesso talenti che meritano di essere riconosciuti.

Indirizzo

Milan
20124

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 13:00
14:30 - 19:30
Martedì 08:00 - 13:00
14:30 - 19:30
Mercoledì 08:00 - 13:00
14:30 - 19:30
Giovedì 08:00 - 13:00
14:30 - 19:30
Venerdì 08:00 - 13:00
14:30 - 19:30
Sabato 08:00 - 13:00

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