CAI - Gruppo Medio Reno

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TREKKING RIMANDATO PER IMPOSSIBILITÀ DELL' ACCOMPAGNATORE.Prossimo trekking organizzato dal nostro gruppo territoriale M...
05/05/2026

TREKKING RIMANDATO PER IMPOSSIBILITÀ DELL' ACCOMPAGNATORE.

Prossimo trekking organizzato dal nostro gruppo territoriale Medio Reno del CAI Bologna.

05/10/2025

“Ma anche a voi dà fastidio la musica?”

“Eh sì”.

“Ma ci hanno detto che di solito piace. Però non siete i primi a domandarmi di chiudere la radio o di abbassarla”.

“A noi dà un po’ fastidio, perché facciamo fatica a parlare. Non siamo saliti in malga per trovare l’atmosfera di un bar sul litorale di Jesolo”.



Lo scorso agosto mi è capitato di assistere a questa conversazione. Un signore, quasi certamente un turista, aveva appunto chiesto alla proprietaria di una malga di abbassare il volume della radio. Lei sembrava rammaricata in modo sincero, ma non tanto a causa dell’insoddisfazione del cliente, bensì per l’incrinatura di una certezza: a qualcuno il sottofondo musicale può non piacere.



L’episodio della malga è tornato a sollecitare il mio interesse leggendo, su Repubblica, un articolo intitolato Vi prego, spegnete la musica di sottofondo. Era a firma di Nicola Piovani, pianista, compositore e Oscar nel 1999 per le musiche del film La vita è bella.



Piovani sviluppa una riflessione sulla “musica passiva”, ossia quella musica che ascoltiamo contro la nostra volontà: tra gli scaffali dei supermercati, seduti al bar, al ristorante, nella sala d’attesa di qualche ferrovia.



“Sono tornato – racconta Piovani – in un hotel della scogliera amalfitana dove, anni fa, dalle finestre la sera entrava in camera il suono delle onde marine sulla battigia. Oggi in quella stessa stanza si sente la musica di una vicina discoteca, soprattutto le frequenze basse”.



“L’horror vacui detta legge. Il silenzio sta diventando sempre più raro e prezioso”, prosegue l’articolo, evidenziando quella che si sta trasformando in una consuetudine: coprire il silenzio o, meglio, i suoni che caratterizzano un contesto.



L’assenza di rumori artificiali non è un vuoto da riempire, ma un pieno da provare a scoprire: non solo perché arricchisce le relazioni (con le persone e con il territorio), ma anche perché favorisce pensieri e considerazioni.



La “musica passiva” è, invece, una sorta sedativo esperienziale. Impoverisce il nostro vissuto, isolandoci, anestetizzando gli impulsi che ci pongono in dialogo con il contesto e la paura di rimanere con se stessi.



Prenderne coscienza è prezioso non solo in malga, ma anche in città e lungo i litorali.

L'editoriale di ✍ Pietro Lacasella per L'Altramontagna

27/07/2025

«Io, un’estate così, con tanti morti in montagna, non me la ricordo. Siamo oltre ogni limite».

Maurizio Dellantonio, capo del Soccorso alpino nazionale, cosa sta succedendo?
«Ottantatré decessi e cinque dispersi solo nel primo mese di vacanza (dal 21 giugno al 23 luglio, ndr). Quasi tre incidenti fatali al giorno, siamo a circa un 20 per cento in più di interventi rispetto alla media».

Come se lo spiega?
«Gente ovunque, sentieri strapieni. È iniziato tutto a metà giugno, con la fine della scuola: mentre a valle non si respirava, qui su faceva bel tempo. L’anno scorso non era così».

Siamo quasi alla profezia di Righetto, de «I prati dopo di noi»: l’umanità che si trasferisce sui monti per fuggire dalle città invivibili...
«Il clima è cambiato. Basti pensare a quello che è successo tre anni fa sulla Marmolada. Però quello che ci preoccupa, oggi, è il tasso di mortalità».

Chi sono le vittime?
«Nel 60 per cento escursionisti. Scivolano, si fanno male. Contano tanto anche i malori: c’è chi non sta bene, eppure si avventura lo stesso. Il restante 40 per cento sono alpinisti, biker, paracadutisti. Molti non conoscono i propri limiti. Vediamo certe cose...».

Racconti.
«La settimana scorsa, in Val Senales, siamo andati a recuperare un cuoco trentenne che si era messo in testa di raggiungere Cima Palla Bianca, a 3600 metri, partendo di sera, dopo il turno di lavoro. Arrivato a 3100, in piena notte, ci ha chiamati perché stava congelando. Indossava solo scarpe da ginnastica».

Almeno, in questi casi, viene messo in conto l’intervento?
«Esistono tre livelli di ticket, a seconda della Regione. In Trentino si pagano 750 euro a persona, in Veneto si arriva anche a mille, se vieni recuperato illeso. Ma il punto è un altro: metà di quelli che salviamo si rifiuta di pagare. Anche quando, di fatto, gli hai salvato la vita». 👉 Al link in bio l'intervista completa di Giovanni Viafora sul Corriere

Domenica 4 Maggio altra tappa della Via degli Dei.
30/04/2025

Domenica 4 Maggio altra tappa della Via degli Dei.

23/04/2025

Segnalo che il sentiero 148Bo da Cá di Có all'innesto col 100 (Monte Sole) non è al momento percorribile.

Domenica 6 aprile la consulta escursionismo propone:
04/04/2025

Domenica 6 aprile la consulta escursionismo propone:

Le colline fuori dalla porta.....
13/03/2025

Le colline fuori dalla porta.....

Vi aspettiamo al prossimo trekking della Consulta dell'Escursionismo di Bologna.
09/03/2025

Vi aspettiamo al prossimo trekking della Consulta dell'Escursionismo di Bologna.

01/12/2024

- Chi è più egoista? -

Puntualmente, criticando la progressiva tendenza a seminare tra le montagne nuove e impattanti infrastrutture, si viene accusati di promuovere una montagna elitaria.

Niente di più scorretto.

Il rimprovero viene quasi sempre accompagnato da una formula che sa di slogan: "Non tutti hanno l'esperienza o le possibilità di giungere in vetta e di poter ammirare certi paesaggi".

Attraverso questo ragionamento si giustifica acriticamente ogni iniziativa.

Ma acquisire la consapevolezza di non avere delle capacità universali, in un presente culturale propenso ad abbattere indiscriminatamente qualsiasi tipologia di ostacolo (spesso con pesanti ritorsioni ambientali), penso sia un grande valore.

Bisognerebbe imparare a essere coscienti delle proprie possibilità ed eventualmente, se il sentimento nei confronti di un determinato ambiente è davvero sincero, saper rinunciare all'ascesa. Guardare la terra, per una volta, dal basso verso l'alto, può infondere la consapevolezza che, anche a quote inferiori, si riesce a godere di paesaggi gradevolissimi e che, più in generale, si può dialogare con l'ambiente senza necessariamente sopraffarlo.

In questo momento, ad esempio, non avrei la preparazione fisica per scalare il Cervino, oppure per affrontare gli itinerari più severi delle Dolomiti, ma non sono giustificato a pretendere la costruzione di una qualsivoglia seggiovia per riuscire a godere della prospettiva aerea offerta dalla vetta.

Inoltre la suggestione offerta da molti panorami è amplificata dall'esperienza. Se essa viene puntualmente ridotta, il mondo apparirà sempre più scialbo e il nostro vivere più incompleto e inappagato. Conseguenza diretta è l'intramontabile sentimento di delusione che contraddistingue la società contemporanea.

Rigiro dunque la frittata: è più elitario (o egoista) chi, con uno sguardo rivolto verso le generazioni future, promuove un rapporto dialogico ed equilibrato tra l'uomo e i territori alpini, oppure chi impone a tutti la realizzazione di invadenti opere infrastrutturali per appagare (momentaneamente) le proprie velleità?

🖋️di Pietro Lacasella

05/11/2024

In seguito agli ultimi eventi atmosferici del 19 e 20 ottobre 2024 si segnalano le seguenti criticità:

sentiero 120, per smottamento, non percorribile dall'innesto dalla Porrettana a Sasso Marconi fino a scuola Lagune;
sentiero 116, per smottamento, non percorribile da Molino Nuovo alla Fornace di Lagune (inizio sentiero);
sentiero 110, per smottamento, nel tratto tra Battedizzo e Rocca di Badolo non percorribile in prossimità dell'attraversamento del Rio Raibano;
sentiero 100, per alberi caduti, non percorribile da Sirano a Stanzano di Sopra.

Indirizzo

Via Matteotti 1/C
Marzabotto
40043

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