16/07/2026
Prima di progettare uno spazio, forse dovremmo porre una domanda.
“Come vogliamo crescere insieme?”
È la domanda che ho rivolto a un gruppo di bambini della scuola primaria durante un laboratorio di educazione scientifica e ambientale.
Le loro risposte sono diventate un cartellone collettivo.
Tra le parole più ricorrenti non ci sono oggetti o luoghi, ma bisogni profondi:
Essere una squadra.
Fidarsi degli altri.
Essere gentili.
Prendersi cura degli altri.
Non escludere nessuno.
Ascoltare.
Essere felici.
Condividere.
Accanto a queste, alcuni bambini hanno espresso anche bisogni legati all’ambiente: meno rumore, più tempo all’aria aperta, spazi per giocare. Piccoli dettagli che raccontano quanto le caratteristiche di un luogo possano influenzare il benessere di chi lo vive.
Come architetta, queste parole mi fanno riflettere.
Progettare uno spazio non significa soltanto organizzare funzioni, scegliere materiali o definire colori. Significa creare le condizioni affinché le persone possano incontrarsi, collaborare, sentirsi accolte e costruire relazioni positive.
La disposizione degli spazi, la luce, il colore, il comfort acustico e il rapporto con la natura possono contribuire a favorire queste relazioni.
I bambini ci ricordano che un ambiente non è definito solo dai suoi spazi, ma soprattutto dalle relazioni che riesce a favorire. E progettare significa creare le condizioni perché quelle relazioni possano nascere, crescere e durare nel tempo.
“Credo in un’architettura che nasce dall’ascolto delle persone e che mette il benessere al centro del progetto.”