30/07/2026
A seguente link un intervista inerente il nostro percorso progettuale
https://interioresminimalistas.com/2026/07/30/entrevista-al-arquitecto-diego-cisi-cofundador-y-director-de-archiplanstudio/
In allegato la traduzione in italiano per coloro che fossero interessati in allegato la traduzione in italiano
1. Come si è evoluto Archiplan dai suoi esordi fino a diventare uno studio con una presenza internazionale?
E’ difficile rispondere a questa domanda, in quanto il nostro approccio al progetto è sempre lo stesso.
Crediamo che la coerenza, la ricerca e la dedizione al lavoro abbiano spostato l’attenzione sul nostro percorso progettuale.
2. Quali principi fondanti continuano a guidare il vostro lavoro dopo 29 anni?
La nostra visione dell'architettura risponde a istanze funzionali e identitarie.
Il tema funzionale è un aspetto condiviso generalmente da tutti gli architetti.
Il tema identitario, si sovrappone al tema della memoria, al tema del passato e al tema
della cultura di un territorio.
Lo sviluppo della città contemporanea, procede in direzione di un forte processo di
omologazione, sia sotto il profilo culturale e linguistico, che nel proprio costituirsi come
elemento fisico, nel quale l'architettura e l'urbanistica ne definiscono la forma
assegnando un ruolo centrale alla tecnologia.
Crediamo in un architettura in grado di rappresentare un'appartenenza culturale e
storica, senza necessariamente reiterare acriticamente modelli consolidati, ma in grado
di orientare le persone, di trasmettere una sorta di appartenenza ad un territorio, nella
quale ci si riconosca, che ti faccia sentire di appartenere ad un percorso immateriale
legato alla memoria e alle forme dei luoghi.
Ci piace pensare che il nostro mestiere possa trasmettere un’idea di architettura italiana
che ne esprima la ricchezza e la complessità culturale e che venga tradotta in ambiti
puntuali di pianura, di mare, di caratteri morfologici e geografici.
3. Qual è la filosofia attuale dello studio?
Il nostro approccio al progetto è prevalentemente letterario.
Cerchiamo di trovare in ogni progetto delle questioni e dei temi in grado di rendere il progetto comunicabile a prescindere dagli esisti formali.
Per noi assume particolare importanza la lettura e la conoscenza dei luoghi nel caso si progettino nuovi edifici o si progetti il paesaggio, mentre prestiamo particolarmente attenzione all'evoluzione storica dell'edificio quando ci occupiamo di recupero.
Se si tratta di un nuovo edificio, riflettiamo sul contesto e cerchiamo di individuare dei temi che riteniamo interessanti per costruire delle relazioni con i luoghi e con il paesaggio.
Nel caso di recupero di edifici esistenti cerchiamo di costruire delle relazioni tra il vecchio e il nuovo, in grado di esprimere un equilibrio tra i nuovi elementi che andiamo ad introdurre e gli elementi esistenti che sono legati a canoni estetici di altre epoche, e che noi al momento possiamo anche non comprendere e non riconoscere come tali.
E' un atteggiamento ambiguo che si propone di tenere insieme le cose senza violentarle.
Per quanto riguarda il progetto di recupero e riutilizzo di edifici esistenti, tentiamo di lavorare sulla stratificazione dei segni.
I segni del tempo costituiscono per noi un patrimonio che salvaguardiamo in tutti i nostri interventi di recupero e di ristrutturazione.
L'azione del tempo conferisce ai materiali delle imperfezioni che rappresentano per noi una sorta di ornamento che la materia e in generale i manufatti possiedono naturalmente.
Ricerchiamo la bellezza negli opposti, nella capacità che hanno elementi differenti di mettersi in relazione tra di loro.
Le relazioni ambigue ed imperfette, rappresentano per noi una chiave di ricerca e di esplorazione del processo architettonico.
Un edificio che tiene insieme presente e passato, in una forma che non lascia prevalere le ragioni dell'uno a scapito dell'altro, ma che li mantiene insieme nella loro diversità .
Si tratta di una forma plurale , ambigua , non assoluta e in costante divenire, che si propone di tenere insieme le differenze e il doppio delle cose.
Per quanto riguarda I progetti di recupero tentiamo di non violentare l'edificio esistente in virtù di un omogeneità stilistica.
Cerchiamo all'opposto di leggere e mantenere le stratificazioni dei segni provenienti da epoche storiche differenti, anche recenti, e di di trovare delle relazioni in grado di tenere insieme la complessità delle cose.
I segni del tempo, del lavoro dell'uomo e dell'intento estetico di epoche differenti permangono, mentre i nuovi segni si sovrappongono in una complessità che non annulla gli altri saperi.
E' nelle relazioni che indirizziamo gli sforzi del progetto.
Crediamo che la bellezza non sia legata al valore intrinseco del materiale impiegato, ma alla capacità di costruire delle relazioni.
4. Vi occupate di progetti residenziali, commerciali, di ristorazione, paesaggistici, industriali e di spazi pubblici. Avete una preferenza per qualcuno di questi ambiti?
Le occasioni di lavoro determinano le nostre scelte. Tutti i temi rappresentano per noi un occasione per approfondire questioni sempre differenti e provare a fornire delle risposte puntuali e possibilmente poetiche.
5. Che ruolo gioca il contesto locale nei vostri progetti?
Il contesto rappresenta un punto di partenza, da osservare, decodificare e interpretare.
La lettura dei luoghi e il loro approfondimento in termini culturali e lo sguardo ravvicinato sulle cose diventa un elemento strategico per il progetto.
6. Come definite il successo di un progetto architettonico?
E’ complicato definire il successo di un progetto architettonico, ma in generale possiamo dire che la coerenza tra le parti è un processo importante.
L’architettura in genere, necessita di una buona idea, di un buon progetto e di una buona realizzazione.
Tutte queste componenti del processo devono essere ad un buon livello per avere un buon progetto.
Resta imprescindibile la ricerca di un carattere e un identità specifica che renda l’opera parlante.
7. Come affrontate l'interior design nei vostri progetti? Di solito integrate i vostri design/prodotti?
Ogni progetto rappresenta un autonomo percorso intellettuale e affettivo al quale siamo molto legati.
Gli elementi di arredo completano la visione generale del progetto e ne rafforzano i principi che stanno alla base.
Generalmente molti degli elementi di arredo sono su disegno, questo ci permette di definire con precisione tutte le risposte che un progetto richiede.
Capita anche di integrare alcuni nostri prodotti all’interno del progetto generale , senza però alterare le questioni che stanno alla base del lavoro.
8. Cosa vorreste che una persona provasse entrando per la prima volta in uno spazio progettato da Archiplan Studio?
Il nostro è un processo di ricerca continuo e sempre in evoluzione, in quanto le condizioni in cui ci troviamo ad operare sono sempre differenti.
Ci piacerebbe che le persone avvertissero la dedizione e l’energia affettiva che ogni progetto contiene, che si esprime nei dettagli e nella composizione generale dello spazio.
9. La sostenibilità è un tema centrale nel vostro lavoro. Come si traduce in decisioni progettuali concrete? Quali sono le maggiori sfide nello sviluppo di progetti realmente sostenibili oggi?
Cerchiamo il più possibile di utilizzare materiale naturali, quali legno e pietra.
Inoltre indirizziamo I nostri sforzi nella riduzione del fabbisogno energetico dell'edificio.
Le maggiori sfide sono di carattere intellettuale affinché la committenza comprenda la necessità di fare un investimenti in termini di sostenibilità, nonostante le limitate disponibilità economiche.
10. Come pensate che la crisi climatica influenzerà il modo in cui vengono progettati edifici e città?
Crediamo sia giunto il momento di ripensare completamente il progetto di città, per ridurre le isole di calore e per modificarne il microclima. E’ necessario prevedere un insieme sistematico di interventi finalizzati all’introduzione di nuove alberature e verde urbano , pavimentazioni drenanti, sistemi di ombreggiature tessili diffuse, e rifugi climatici per le fasce più fragili della popolazioni.
Questo approccio è più complesso per i centri urbani storici, dove sarà necessario effettuare interventi puntuali e mirati di mitigazione.
Pensiamo inoltre che anche il paesaggio agrario dovrebbe essere modificato, attraverso l’introduzione di normative che obblighino gli agricoltori all’introduzione di sistemi di riforestazione in grado di compensare le enormi distese destinate a seminativo o allevamento intensivo.
11. Quali sono gli obiettivi strategici di Archiplan per i prossimi anni?
Il nostro studio è composto da 6 architetti, e abbiamo una visione prevalentemente sartoriale del progetto.
Non abbiamo una strategia decodificata da applicare indistintamente al nostro lavoro
Ogni progetto rappresenta una riflessione puntuale su temi ai quali tentiamo di fornire risposte sempre circostanziate e differenti.
La diversità intesa non come ricerca di originalità, ma come processo di relazione con le cose. Le relazioni con i luoghi e con le architetture sono sempre differenti e conducono a esiti inattesi e mai scontati. La differenza sta nel metodo di costruzione delle relazioni e non nella forma a prescindere.
La forma e’ in parte conseguenza di un percorso relazionale profondo e in parte risultato di una grande dedizione al mestiere.
12. Quale eredità vorresti lasciare attraverso il tuo lavoro?
Invia commenti
I nostri progetti sono legati sempre ad una narrazione.
Questo per noi è importante perché rende trasmissibile il nostro lavoro.
Ci piace pensare che il progetto in generale contenga delle questioni che possano essere raccontate, e questo costituisce un eredità del fare.
Franco Rella , in “Miti e figure del moderno”, pone una distinzione tra figura e immagine
La figura è un tentativo di mettere in forma delle questioni quindi una sorta di forma consapevole, mentre l’immagine seppure suggestiva, lampeggia , ti seduce e svanisce nel nulla senza trasformarsi in nessun sapere e conoscenza
Entrevista al arquitecto Diego Cisi, director de Archiplanstudio, que nos habla de la evolución del estudio, su filosofía de trabajo o la importancia de la sostenibilidad