19/06/2026
Arrivò un giorno, uno strano giorno di giugno, un giorno senza sole ma con un caldo che sembrava far ribollire il sangue sotto la pelle, che si alzò completamente vuota, come svuotata da dentro, pezzo per pezzo.
Le sembrava di non sentirsi più niente.
Era andata a letto tardi dopo l'ennesima serata passata a recuperare le storture delle vite altrui: un po' di alcool, qualche piantino dell'amica in questione, storie di ex, ex e ancora ex, e la necessità di riversarlo in una sbornia da impacchettare e donare a lei, e infine una maledetta sudata notturna, di quelle talmente appiccicose da aver paura di rimamere per sempre incollata alle lenzuola, come una mummia
Appena sveglia, nel suo giorno libero, aveva provato con una doccia a togliere tutto il niente che si sentiva addosso, a darsi una scrollata di alcune pesantezze che si era obbligata a caricarsi sulle spalle per sostenere l'amica, un parente al telefono disperato, una serie infinita di telegiornali catastrofici, guerre su guerre, e persino il gatto che aveva pianto di notte guardando una mosca giocare nell'aria.
Ma non si sentiva stanca, erano le 10, aveva dormito un po' di ore, seppur con una bella interruzione, semplicemente non c'era, aveva come perso la propria esistenza.
❤️