26/11/2025
Prestate attenzione agli spot pubblicitari delle varie aziende che producono carne di pollo, fate caso alle parole utilizzate.
"Gente che ama", "c'è gioia", "alette", "pops", "nugget", musichette coinvolgenti per rincitrullire i bambini, immagini di animali che corrono liberi e felici.
Perfetto, per quelli che ci credono.
Biasimo allevatori e produttori ma è il loro lavoro: naturale che abbiano ogni interesse a vendere.
Mi rivolgo viceversa a chi quella carne la consuma e si beve qualunque panzana pubblicitaria.
Lei è Priscilla, pollo broiler arrivato pochi mesi fa, deceduta questa notte.
Mi dispiace mortificare il suo corpo, ma trovo giusto che chi mangia questi animali sappia per davvero cos'ha nel piatto, perché il consumatore è il vero responsabile, più dell'allevatore, in quanto senza domanda non ci sarebbe offerta.
A dispetto di quel che si vede in TV e nei banco frigo dei supermercati, la realtà è questa.
Animali modificati per ingrassare a dismisura in pochissime settimane, che se non muoiono per finire in padella muoiono perché quelle condizioni sono incompatibili con la vita.
Animali talmente grassi da non riuscire a muoversi, sul cui torace e addome non crescono nemmeno più le piume, gonfi, viola, in perenne affanno respiratorio, le zampe affaticate per il troppo peso, i piedi perseguitati da lesioni.
Eccolo qui il petto di pollo.
Invitante no?
Se anche non provate compassione per un animale abusato in questo modo, fatelo almeno per voi stessi, per la vostra salute, perché non c'è nulla di salutare in un pollo che a pochi mesi pesa 6kg e non ha alcuna speranza di sopravvivere nemmeno una volta salvato.
Se poi davvero credete alle stupidaggini degli spot, o pensate che il pollo arrosto che avete nel piatto sia quello del contadino vicino di casa che li tiene tanto bene, buon appetito.
Quando mangi un tumore, diventi tumore.
Ciao Priscilla, quantomeno hai vissuto libera, e libera te ne sei andata.
Max
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