29/09/2026
La naturalezza delle soluzioni è una garanzia di sopravvivenza.
Se non capisci l'acqua, non conosci l'architettura
L'acqua piovana che cade su una città grigia scivola via su asfalto e cemento, viene incanalata in tubature e scaricata rapidamente in mare o nei fiumi, senza mai penetrare nel terreno. Il risultato, nel tempo, è una falda acquifera che si abbassa progressivamente, mentre in superficie il suolo impermeabilizzato non riesce ad assorbire nemmeno le piogge più forti, aggravando il rischio di allagamenti.
Una città verde funziona in modo opposto: tetti verdi, pareti vegetate, pavimentazioni drenanti e parchi lasciano che l'acqua piovana penetri lentamente nel terreno, ricaricando la falda invece di disperderla.
Non è teoria astratta: in Italia, dove l'impermeabilizzazione del suolo può ridurre la capacità di infiltrazione fino al 70% rispetto a un ambiente naturale, città come Milano, Bologna, Torino, Firenze, Genova e Roma hanno già avviato interventi concreti in questa direzione: giardini della pioggia, tetti verdi, piazze drenanti, opere di de-impermeabilizzazione. Il progetto più ambizioso è quello della Città Metropolitana di Milano, "Città Metropolitana Spugna", sostenuto da circa 51 milioni di euro di fondi PNRR, che prevede 90 interventi di drenaggio urbano sostenibile in 32 comuni. Anche Modena ha aderito al progetto europeo Grow Green con lo stesso obiettivo.
Restano comunque, per ora, interventi puntuali e isolati più che una vera politica sistemica: l'Italia è ancora in una fase iniziale di questo modello, la cosiddetta "città spugna". Ma la direzione è tracciata, ed è esattamente quella di questa illustrazione.