28/07/2026
La sagra di un paese è, per antonomasia, la festa di una comunità. È il momento in cui le persone si incontrano, condividono il proprio tempo, le proprie capacità e i propri talenti, mettendoli a servizio degli altri. È il tempo in cui un paese si ritrova e si riscopre famiglia.
Per noi, sotto lo sguardo di Maria, Madonna del Carmine, la sagra è proprio questo: il desiderio di far sentire ogni persona parte di una grande famiglia che si riunisce per celebrare qualcosa di bello, qualcosa che parla di appartenenza, di amicizia e di speranza.
Ogni anno, nella nostra parrocchia e nel nostro oratorio, accade qualcosa di speciale. Si percepisce la voglia di stare insieme. Cresce il numero dei volontari, aumentano le persone che partecipano e, soprattutto, cresce il desiderio di costruire relazioni autentiche.
Non siamo perfetti. Ci sono sempre aspetti da migliorare, piccoli errori, fatiche e imprevisti. Ma ciò che rende bella questa festa è il cuore che ciascuno mette in quello che fa. Ed è proprio il cuore il dono più grande e più umano che possiamo offrire.
Quest'anno, forse ancora più degli altri, abbiamo cercato di accogliere ogni persona, di farla sentire a casa, ascoltata e benvoluta. Questo è il cuore del Vangelo: fare comunità. È il messaggio che cerco di ricordare spesso, perché oggi, più che mai, l'uomo ha bisogno di ritrovare il calore di una comunità, il sentirsi parte di una grande famiglia.
Per questo il mio primo pensiero di gratitudine va ai nostri volontari. Donne e uomini, giovani e meno giovani che, nonostante gli impegni familiari e lavorativi, hanno scelto di dedicare il loro tempo per far stare bene gli altri, per accogliere con un sorriso e servire con generosità.
A nome mio e di don Antonio desidero dire a tutti loro un grazie sincero. Siete un esempio concreto di amore gratuito e ci aiutate a ricordare ogni giorno perché vale la pena spendersi per la comunità.
Un grazie altrettanto grande va a tutte le persone che hanno partecipato alla sagra: a chi è venuto alle celebrazioni, a chi ha condiviso una cena, una serata, un momento di festa o semplicemente un sorriso. In tanti modi diversi avete manifestato affetto, stima e desiderio di camminare insieme.
Abbiamo davvero bisogno di sentirci comunità. Una persona che sa di appartenere a una famiglia, a una comunità, trova anche la forza di affrontare le difficoltà, la fatica e i momenti più impegnativi della vita. Nessuno dovrebbe sentirsi solo.
In questi giorni abbiamo vissuto tante esperienze che ci hanno aiutato a riscoprire questo senso di appartenenza: la serata Candle Light, l'elevazione musicale dedicata a Maria, la processione per le vie del paese, le solenni celebrazioni eucaristiche. Tutto ci ha riportato al centro della nostra fede: Gesù Cristo, che nell'Eucaristia ci raduna attorno all'unico altare e ci insegna che siamo un solo popolo, una sola famiglia.
Non smetterò mai di credere e di impegnarmi perché questo diventi sempre più una realtà. Dobbiamo riscoprire la bellezza dello stare insieme, del prenderci cura gli uni degli altri, del costruire una comunità viva e accogliente.
L'oratorio e la parrocchia continueranno a lavorare con questo desiderio nel cuore: essere una casa aperta a tutti.
Grazie di cuore a ciascuno di voi.