13/10/2026
𝑻𝑹𝑬 𝑨𝑵𝑰𝑴𝑨𝑳𝑰, 𝑻𝑹𝑬 𝑺𝑰𝑮𝑰𝑳𝑳𝑰: 𝑰𝑳 𝑴𝑰𝑶 𝑴𝑬𝑺𝑬 𝑫𝑰 𝑻𝑹𝑨𝑺𝑭𝑶𝑹𝑴𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬
Sabato 10 ottobre, all'imbrunire, mentre percorrevo una strada interna parallela alla costa qui in Algarve, ho visto in lontananza un animale attraversare la strada. Non mi sembrava nessun animale che conoscessi, era ancora abbastanza distante, così ho rallentato per lasciarlo passare e poi mi sono fermata; ed è stato lì, a pochi metri, che ho capito che era un felino, e che non poteva assolutamente essere un gatto, per la dimensione e soprattutto per quei ciuffi neri sulle orecchie.
Fin da bambina ho avuto una grande passione per gli animali, mi regalavano libri su libri che sfogliavo per ore, e sapevo perfettamente com'era fatta una lince: era una lince iberica. Ho abbassato il finestrino con il cuore che batteva forte e lei, invece di sparire nel bosco, si è fermata tra i cespugli e mi ha guardata, immobile, per alcuni lunghissimi minuti, mentre io scattavo la foto che vedete qui.
E vi assicuro che dal vivo, a occhio n**o, era ancora più magnifica di quanto l'immagine riesca a restituire: il manto che si fondeva con la luce che calava, quello sguardo fermo che non chiedeva nulla e vedeva tutto.
Non è stato un caso, e lo so con certezza, perché questo incontro è arrivato come l'ultimo di tre sigilli, tre animali che in un mese esatto sono venuti a confermare, ciascuno a suo modo, il portale di trasformazione che si era aperto l'11 settembre; e oggi voglio raccontarvelo tappa per tappa, perché credo che parli anche a voi, al punto del cammino in cui ognuna di voi si trova.
🌊 L'11 SETTEMBRE, ALLA RIA FORMOSA: L'AIRONE CENERINO, L'APERTURA
L'11 settembre è iniziata la trilogia dei miei riti alla Ria Formosa, e quella prima sera, tra il tramonto e l'imbrunire, mi sono ritrovata a soli cinque metri da un uc***lo maestoso, altissimo, immobile nell'acqua bassa. Non sapevo cosa fosse, pensavo a una gru, finché non ha spiccato il volo emettendo il suo grido, un suono rauco, antico, inconfondibile, ed è stato proprio quel grido, insieme alla sua altezza, a farmi poi riconoscere un Airone Cenerino.
Ma in quel momento non ho pensato a nessun nome: ho sentito, in modo netto, che ero accolta, che quello che stavo per andare a fare era accettato, protetto, sostenuto, come se quel grido fosse il permesso dato al rito, il segnale che potevo entrare. Solo dopo, cercando, ho scoperto che nella tradizione egizia l'airone è il Bennu, la fenice originaria, l'uc***lo che si posò sulla prima collina emersa dalle acque primordiali quando il tempo ebbe inizio, colui che apre i nuovi cicli; e tutto ha preso il suo posto.
Questa prima tappa era il Reset, la Purificazione del Passato: lasciare che le acque interiori venissero ripulite da tutto ciò che era vecchio, stagnante, ormai compiuto, per fare spazio al nuovo, sapendo di essere sostenuta mentre lo facevo.
🐈⬛ L'INTEGRAZIONE DELLA DEA KALI: IL GATTINO NERO, IL SEME
Ai tre giorni di rito, l'11, il 12 e il 13 settembre, sono seguite tre fasi espanse di quattordici giorni ciascuna, scandite dal ritmo della luna: morte, fecondazione e rinascita. Ed è nel cuore di questo percorso che ho incontrato l'energia della Dea Kali, potente, travolgente e (non ho paura di dirlo) inizialmente terrorizzante, perché Kali non chiede il permesso, Kali ti mostra tutto ciò che deve morire.
Ho attraversato quel terrore, l'ho accettata, l'ho lasciata entrare e l'ho integrata dentro di me. Subito dopo sono uscita all'aperto e mi sono spostata in un punto lontano dalla strada per vedere la luna piena, e lì, nel buio, si è fatto notare con un miagolio un gattino nero, piccolissimo.
Rientrata in casa sono andata a cercare se potesse avere un significato legato a quello che avevo appena vissuto, e il messaggio che mi è arrivato è stato chiaro. I felini sono da sempre legati al femminile sacro e alla Grande Madre nella sua forza: in Egitto Sekhmet, la dea leonessa, è la potenza che distrugge e insieme guarisce; in India la Dea Durga cavalca la tigre, e da Durga, nel pieno della battaglia, nasce proprio Kali.
Il nero, poi, è il colore di Kali stessa, e nella tradizione tantrica non è assenza ma oscurità fertile, il grembo cosmico da cui tutto nasce. E quel gattino era piccolo, appena venuto al mondo, una creatura nuova e innocente: così l'ho sentito, come un seme di Nuova Coscienza appena nato da quella forza che poco prima mi aveva terrorizzata, che chiedeva solo di essere accolto e di radicarsi nella mia vita.
🐾 IL 10 OTTOBRE: LA LINCE E LA FECONDAZIONE, IL COMPIMENTO E IL SIGILLO
Il 10/10 si è chiuso il portale della seconda fase, e quel giorno la Madre mi ha guidata in una pratica di fecondazione sottile, in Viparita Karani: calare la lista dei miei progetti della Nuova Coscienza nel ventre, e non nella testa, nel buio fertile, utilizzando una tecnica che normalmente associo alla pronuncia di un mantra.
Poco dopo sono uscita per andare a trovare dei conoscenti, ho imboccato quella strada interna lungo la costa, ed è apparsa lei, la Lince. Il mio primo pensiero è stato: mamma mia, questa è una cosa speciale, non può essere un caso, quando torno devo capire cosa mi sta dicendo.
E quando l'ho cercato ho trovato che in molte tradizioni la lince è il Guardiano dei Segreti, l'animale che vede attraverso le cose senza essere visto, che conosce ciò che è nascosto e sa tacerlo; vive nel mimetismo totale, si fonde con il bosco fino a diventare invisibile.
Era forse venuta a dirmi che la fecondazione era riuscita e che ora i nuovi semi vanno protetti nel silenzio del ventre, con la stessa presenza ferma e la stessa non-reattività con cui lei è rimasta lì, a guardarmi, senza fuggire e senza avanzare?
✨ E ADESSO PARLO A TE
Non a caso scelgo di condividerlo oggi, 13 ottobre, a un mese esatto dalla chiusura dei tre giorni di iniziazione. In queste settimane sto sentendo che diverse persone particolarmente legate a me stanno attraversando fasi molto simili alla mia, e non mi stupisce, perché come vi ho ripetuto spesso chi è collegato a me è in cordata con me: quello che vivo io lo vivo a forza cento, ma lo vivete anche voi, magari con una forza e un impatto minori, però l'impatto c'è, e riconoscerlo cambia il modo in cui lo si vive.
Per questo sento che questo percorso non è solo mio, è una mappa che appartiene anche a voi. Prima bisogna permettere all'Airone di ripulire il passato, lasciando andare quello che non ci nutre più anche quando fa male, sapendo che siamo sostenute mentre lo facciamo; poi bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la nostra Kali, attraversare la paura e accogliere il Seme che nasce proprio da lì, piccolo, nero, innocente; e infine bisogna diventare Lince, cioè custodire il proprio potere nel silenzio del ventre, senza disperderlo, senza raccontarlo a tutti, senza farlo salire troppo presto nella testa, finché non sarà il momento giusto per nascere alla luce.
E ora mi chiedo, con il cuore aperto e un po' di emozione: per la chiusura dell'ultima fase, quella della rinascita, arriverà ancora un animale a parlarmi? 🌑🌕