16/08/2026
A.A.A. MASCHIO ALPHA (QUELLO VERO) CERCASI
Care Naviganti, mi sta succedendo ultimamente con un’alta frequenza di sentire parlare del "maschio alfa". Molti si definiscono maschio alfa, se ne vantano, lo dicono quasi a dire "lo so, tu hai dei problemi con me perché io sono un maschio alfa" oppure la compagna lo giustifica ‘sai, lui è un maschio alpha…’.
Ebbene, io metto qui quello che secondo me dovrebbe essere un maschio alfa, e perché la maggior parte di chi si fregia di questa definizione, per me, non lo è affatto.
Si dice che essere alfa significa essere un leader, ma cosa si intende con questo termine?
In natura, io conosco un po' il mondo dei cavalli e anche quello dei cani; ed è la femmina ad essere l'animale alfa. Solo lei. È una femmina che sta in disparte, che osserva il gruppo, stabilisce le strategie migliori; è quella autorevole, quella più intelligente, più capace di comprendere le dinamiche e le opportunità. È quella che decide, che si prende la responsabilità.
E non è certo per il suo aspetto che viene riconosciuta come guida: non è la più bella, non è la più vistosa. È anzi tra le più defilate, quella che passa quasi inosservata.
Lo stallone, invece, è il "figo" del branco: il più grosso, il più muscoloso, quello che si mostra, che si mette in vista, perché deve attrarre le femmine.
E qui arrivo al punto: lo stallone non è l'alfa. È subordinato alla femmina alfa. Il suo ruolo è un altro, è quello della forza armata: quando qualche membro del branco non si adatta e non segue quello che lei ha stabilito, interviene lui, con mezzi un po' più rustici rispetto al semplice ‘comunicato’ della femmina alfa. Esegue, impone, fa rispettare. Ma non decide. Di alfa lì, c'è solo lei.
Ed è proprio questo il punto che voglio mettere in chiaro: quando un uomo si definisce "maschio alfa" vantandosene, mostrandosi, imponendosi, sta descrivendo lo stallone, non l'alfa. Sta rivendicando, a mio avviso, il ruolo subordinato pensando che sia quello al vertice
Qui mi si accendono i ricordi di una vita passata, quella in cui vivevo l’Età dell’Oro. Come era a quel tempo un maschio alpha, cosa mi aspetterei io da un vero maschio alfa, se questo termine avesse ancora un senso?
Mi aspetterei che fosse un uomo, intanto, non un maschio e basta. Un uomo con la U maiuscola; una persona capace di prendersi la responsabilità, di avere un senso della cura, della protezione, una capacità di visione della situazione, per capire dove andare, una guida.
Qualcuno che non si mette in prima fila, proprio come la femmina alfa dei cavalli; è colui che sta dietro, perché estende le sue ali potenti per proteggere, proprio perché ha una forza che non deve sbandierare.
È il riferimento, è qualcuno da cui puoi andare per confrontarti, perché sa; e se non sa, si informa, non parla a vanvero per mostrare che sa tutto.
Sicuramente un vero maschio alfa non ha bisogno di dimostrare, e quindi ha anche umiltà. Un vero alpha non dirà mai di esserlo. Non ne ha bisogno.
È colui che stima e sa valorizzare la propria compagna, che la fa sentire sicura, protetta, apprezzata, amata; vorrei che il mondo intero fosse pieno di maschi alfa!
Diciamolo, anche lei, la compagna, può essere alfa; solo che si manifesta attraverso altre qualità, in una parte più spirituale, più interiore. Ma oggi non parliamo di questo. Torniamo al nostro maschio alfa, quello vero.
Lui non compete con lei, la riconosce. E così fa con chi gli sta intorno.
Certamente è un maschio che si pone come tale, come uomo.
La sua virilità è una frequenza interiore che dà sicurezza, che dà certezza, perché lui la possiede in sé e la emette. Anche nel modo di camminare, nella postura, nel modo di esprimersi, di vestire, trasmette questo senso di sobrietà e di forza interiore, intrinseca; non sbandierata, né tanto meno ridicolizzata con abiti che seguono la moda soltanto per sentirsi parte del gruppo, della società.
Il maschio alfa crea la direzione, non la segue.
E poi, lui si prende cura dei cuccioli, se ce ne sono, perché la prole è la progenie, è il futuro; e lui ha la capacità della visione, ripeto.
Quindi non è la chioccia, ovviamente, ma c'è; è una figura di riferimento, una figura salda, sicura, solida. Così pure è presente per la compagna.
Bene. Queste sono le prime cose che mi sono venute in mente pensando a quello che per me si associa al concetto di maschio alfa. E ora mi domando: chi lo dice a tutti quelli che si professano maschi alfa ma che, a mio modestissimo avviso, sono soltanto maschi e basta, quando va bene?
Parafrasando una celebre battuta del film di Bertolucci ‘Berlinguer ti voglio bene’: “Pòle quest’omo competere con l’Alpha? No. S’apre il dibattito!” 😂😄😂
Con l'augurio di camminare sempre nella Luce.
Nefer-Ankh-Shakti