23/10/2026
Concorso · Hotel Designer Awards 2026
Quando si dice «camera per disabili», quasi tutti immaginano una sedia a rotelle e un bagno con i maniglioni. Io volevo una camera bella per tutti, senza cartelli e senza elementi speciali appiccicati a posteriori.
Il tema del concorso era ripensare in 36 m² la camera d’albergo di nuova generazione. Il mio progetto si chiama «Sollievo, il limite che scompare»: il giardino entra dalla vetrata e continua sulla carta da parati, e l’accessibilità sta dentro ogni scelta senza farsi notare.
Chi si muove in carrozzina ha lo spazio per girarsi (150cm), prese e interruttori all’altezza giusta (85cm), spazio libero sotto lavabo e tavoli, arredi sospesi che non intralciano. Chi non vede segue un percorso a rilievo sul pavimento, abbastanza stretto da passare tra le ruote di una carrozzina. Chi vede poco trova linee luminose che segnano porta, doccia e angoli, cambi di texture al tatto e contrasti chiaro-scuro per orientarsi. Chi sente meno ha una carta da parati fonoassorbente che riduce il riverbero. Chi ha una sensibilità sensoriale più alta trova colori tenui e calmi. E la doccia walk-in a filo pavimento con seduta e maniglioni è comoda e bella per tutti.
È l’idea dell’Universal Design: spazi che chiunque possa raggiungere, capire e usare, a prescindere da età, corporatura o disabilità. L'accessibilità come parte importante della fase di progettazione dello spazio.
Da poco faccio parte del Gruppo di lavoro Osservatorio dell’Accessibilità dell’Ordine degli Architetti di Pescara, e questo approccio voglio portarlo anche nelle case e nei locali.
Se stai progettando uno spazio pensato per chiunque, la chiamata conoscitiva è gratuita: link in bio.
Vi è mai capitato di dormire in una camera «accessibile» che sembrava una stanza d’ospedale? Oppure parlamo dei bagni per disabili nei locali, che spesso non sono neanche così accessibili! Raccontami nei commenti!