06/09/2026
𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐔𝐍’𝐄𝐒𝐓𝐀𝐓𝐄 𝐃𝐀 𝐏𝐀𝐔𝐑𝐀 𝐀 𝐅𝐑𝐎𝐒𝐈𝐍𝐎𝐍𝐄. 𝐌𝐄𝐓𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎 𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀 𝐄̀ 𝐃𝐀 𝐈𝐑𝐑𝐄𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈
Grazie al dataset ERA5 messo a disposizione dal Copernicus Climate Change Service, siamo in grado di pubblicare una sintesi del resoconto climatico dell’estate meteorologica 2026 (giugno-agosto) a Frosinone.
I primi due grafici mostrano le medie delle temperature massime e minime nei tre mesi estivi per gli ultimi 6 anni in confronto con i valori del trentennio climatologico di riferimento 1991-2020, mentre l’ultimo grafico riporta il numero di giorni di ciascun mese in cui è stata registrata una T > 30°C.
I dati non potrebbero essere più chiari: nell’estate appena archiviata (ma non ancora finita) il caldo in città è stato il protagonista assoluto, per intensità ma soprattutto per durata. Le variazioni delle medie delle temperature massime rispetto al periodo 1991-2020 sono abissali: +4,1°C a giugno, +3,5°C a luglio e +4,4°C ad agosto, mentre solo di poco inferiori sono le variazioni in aumento della media delle minime. Anche rispetto ai cinque anni precedenti, l’estate 2026 è risultata essere complessivamente la più calda, specie nelle minime e soprattutto in virtù dei valori di agosto, che ha fatto registrare una media delle T max mai vista di 34,7°C. Degna di nota anche la persistenza di temperature massime elevate, con 29 su 31 giorni con T > 30°C a luglio e 31 su 31 ad agosto!
Di fronte a questi dati e ad una realtà di riscaldamento climatico galoppante, sarebbe sbagliato parlare di un’estate “eccezionale”. Anzi, probabilmente questa estate sarà ricordata dai frusinati del futuro come una delle ultime ancora non del tutto invivibili. Sperare che il trend possa invertirsi è illusorio: è inutile dunque mettere la testa sotto la sabbia e aspettare che il caldo estremo lasci il posto a temperature più accettabili. Occorre invece prendere atto che negli anni e decenni a ve**re ci troveremo a fare i conti con una realtà climatica sempre più ostile, specialmente per i soggetti più fragili. Barricarsi in casa con l’aria condizionata sarà una necessità (per chi potrà) ma non può certo essere considerata una soluzione. Non ci stancheremo di ripetere che è necessario ripensare nel suo complesso la città, le sue infrastrutture, l’urbanistica, i servizi sociali, la sanità, le politiche giovanili, ed è sempre più urgente sedersi intorno a un tavolo per elaborare un piano per l’adattamento climatico. Auspichiamo che questo tema venga messo al centro della prossima campagna per le elezioni amministrative e attendiamo speranzosi che l’imbarazzante silenzio del Sindaco Mastrangeli e dei principali esponenti della politica cittadina sia finalmente squarciato da parole di consapevolezza e dalle azioni che ne conseguono.
Città di Frosinone