19/07/2024
Martedì abbiamo finalmente concluso la vicenda della ricostruzione della passerella di Borgo Rivola con la prova di carico che questa volta è andata bene!
E’ stata una avventura durata circa un anno dal crollo del Settembre 2023 che ci ha impegnato tanto e segnato profondamente.
Da lì siamo ripartiti.
La squadra di lavoro è stata eccezionale e affiatata fin da subito, considerando che dovevamo concludere tutto entro il 20 Luglio 2024 per rispettare la proroga richiesta alla Regione per la consegna della passerella.
Un fattore decisivo è stata la grandissima disponibilità degli amministratori dell’Ente Parco (Nevio Agostini e Alfonso Nicolardi) e del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale (Rossano Montuschi, Gabriele Minardi e Giovanni De Cupis) che mi hanno accordato fin da subito la possibilità di poter recuperare agli errori fatti finanziando, con la mia completa disponibilità economica, la ricostruzione della passerella e delle opere e attività connesse. Non so quanti amministratori avrebbero “buttato il cuore oltre l’ostacolo” come loro hanno fatto, accettando la mia proposta con così grande lungimiranza.
Per cui onore prima di tutto a loro!
Un grazie di cuore ai miei avvocati Silvia Dolcini e Sergio Gonelli che mi hanno assistito passo passo nel definire il contratto con gli Enti per questa rara situazione in cui un privato finanzia interamente un’opera pubblica.
Accanto a loro hanno lavorato il mio commercialista Damiano Berti e l’avvocato Matteo Targhini di Cesena, in diretto contatto con Simona Grifoni e Sofia Cicognani, (settore amministrativo del mio studio) le quali hanno gestito tutta la parte documentale e coordinato le figure coinvolte.
Dal 2 Maggio sono entrate in scena le imprese che ho potuto scegliere io personalmente e questo è stato, a mio avviso, fondamentale per riuscire in poco più di due mesi a produrre e mo***re la struttura.
La ditta Metalservice di Forlì si è prodigata anche prima della firma del contratto per ordinare le lamiere e i tiranti che dovevano arrivare dalla Germania. Ha cominciato subito a produrre gli esecutivi di officina e imbastire l’impalcato e soprattutto il pilone, che è stato saldato in opera, montandolo a singoli conci lungo tutta l’altezza.
Lavorare in tempi così stretti sempre con il sorriso sulle labbra, senza mai perdersi d’animo e trasformando tutte le difficoltà in cose semplici, è una caratteristica che poche persone possono vantare ma che sicuramente Alberto Marzocchi di MetalService insieme ai suoi soci, saldatori e assemblatori in cantiere hanno avuto. Non dimenticherò la loro disponibilità al di fuori dell’orario di lavoro nelle giornate più calde dell’anno per fare in modo che tutto fosse eseguito a regola d’arte.
Allo stesso modo gli operai della CMCF, coordinati da Andrea Vignoli e Paolo Sami, si sono dimostrati freddi nelle decisioni, operativi e veloci nel ricostruire i plinti che erano stati divelti dal primo crollo e nel consolidare la fondazione dello strallo di monte che aveva avuto un lieve cedimento. Ringrazio per questo anche Giuliano Ensini che ha eseguito le palificazioni di rinforzo.
L’ultimo sforzo è stato compiuto Martedì scorso dalla ditta 4Emme di Bolzano che ha eseguito le prove di carico.
Per chiudere, il ringraziamento più grande va ai miei collaboratori Irene Fabbi, Nicolò Minguzzi, Enrico Favi, Giammarco Amore e Luca Soldati che, in un lavoro corale e collaborativo, hanno riverificato e modificato il primo progetto migliorandolo ed integrandolo.
Si sono impegnati nel coordinare le imprese e gestire tempistiche, sopralluoghi e prove sul posto.
Credo abbiano percepito quanto sono rimasto colpito da quello che è successo e quanto fosse importante per me questa ricostruzione, infatti si sono resi disponibili anche oltre l’orario lavorativo senza che io dovessi chiederglielo.
Grazie anche a Denis Dalle Fabbriche e Alex Vecchi che mi hanno assistito nel giorno del montaggio prendendosi una bella insolazione insieme a me.
Abbiamo imparato tanto e porteremo questa esperienza con noi per sempre!
Due note finali sulla passerella in quanto tale: è una struttura sicuramente “sfidante” come si dice oggigiorno.
La lunghezza dell’impalcato è di 42m con larghezza di 1.90cm, l’altezza massima del pilone alla sua punta più alta è di 26m circa. Il peso totale dell’acciaio è di 36 tonnellate.
La struttura si inquadra nel mondo delle costruzioni strallate, cioè sostenute da cavi che normalmente sono ancorati in sommità ad un pilone in un unico punto.
In questo caso invece, al pilone è stata data la conformazione di un ramo d’albero, con delle biforcazioni rastremate in cima, in modo che l’intero ponte si integrasse nel parco fluviale senza alterare gli equilibri e la percezione d’insieme.
Di conseguenza i tiranti, che sostengono l’impalcato in acciaio e legno, partono da punti diversi delle ramificazioni del pilone ed hanno ciascuno lunghezza differente; allo stesso modo i controstralli, sono ancorati a terra in punti non simmetrici, bilanciando tutta la struttura da dietro e creando, nell’insieme, un interessante intreccio.
Sarebbe stato sicuramente meglio non sbagliare la prima volta, ma mi consola il fatto che nessuno si sia fatto male.
Un famoso aforisma recita: se non siete disposti a commettere errori, non farete mai nulla di originale!