15/06/2026
Negli ultimi tempi si parla sempre più spesso di nuove strategie per la città, usando anche un nuovo gergo: depaving, isole di calore, infrastrutture verdi…
Ma cosa significano davvero queste parole?
E soprattutto: come si traducono nella città che percorriamo ogni giorno — spesso in bicicletta, magari insieme ai nostri figli?
Non si tratta solo di concetti tecnici o di mode urbanistiche, ma di scelte molto concrete che riguardano la qualità dello spazio in cui viviamo: l'’ombra lungo un percorso ciclabile, la sicurezza di un attraversamento, la temperatura di una piazza d’estate, la possibilità di muoversi senza essere circondati dal traffico.
È da qui che nasce la riflessione su Ferrara e sulle strategie possibili per migliorare davvero la mobilità e lo spazio urbano.
Per migliorare davvero la qualità urbana e ridurre le emissioni, è necessario intervenire in modo deciso sulla regolazione degli attraversamenti veicolari.
In linea con gli indirizzi europei sulla mobilità sostenibile, è sempre più evidente come il traffico privato che attraversa il centro storico — in particolare lungo gli assi Cavour/Giovecca e Porta Po/Porta Mare — rappresenti un nodo cruciale.
Senza una loro interruzione, totale o selettiva, è difficile immaginare un reale miglioramento in termini di sicurezza, qualità dello spazio pubblico e sostenibilità ambientale.
Abbiamo elaborato alcune simulazioni per esplorare uno scenario alternativo basato sulla riorganizzazione dei flussi veicolari con sensi unici sugli assi principali, l’eliminazione del traffico di attraversamento nelle aree centrali (ambito Castello – Palazzo dei Diamanti), la creazione di una rete continua di percorsi ciclopedonali sicuri, l’inserimento di alberature ed elementi verdi, con benefici microclimatici e ambientali
A queste strategie si può affiancare un tema di cui si comincia a parlare: il depaving. Depavimentare significa rimuovere superfici impermeabili (asfalto e cemento) per restituire spazio al suolo e al verde, migliorando il drenaggio delle acque, riducendo le temperature urbane e aumentando la qualità degli spazi pubblici. Non si tratta solo di “togliere asfalto”, ma di ripensare tecnicamente lo spazio urbano: intervenire sul sottofondo, renderlo permeabile, ricostruire un suolo vivo e capace di assorbire acqua, alleggerendo anche le reti fognarie.
In una città come Ferrara, “piatta” e già fortemente vocata alla mobilità ciclabile, il depaving può diventare un alleato strategico per ridurre le isole di calore, migliorare la gestione delle piogge intense, rendere più vivibili piazze, strade e cortili e creare nuovi spazi a misura di persone, anziché di auto
Un tassello imprescindibile è il potenziamento dei parcheggi scambiatori esterni alle mura, ben collegati al centro da sistemi di trasporto pubblico efficienti (anche su sede dedicata o rotaia). Solo così l’alternativa all’auto privata diventa realmente competitiva.
Per incidere davvero sulle abitudini e sulle dinamiche urbane, tuttavia, è fondamentale accompagnare queste scelte con una narrazione chiara dei benefici complessivi — anche per le attività economiche, spesso legate a modelli di accessibilità ormai superati.
Meno attraversamenti, meno asfalto, più qualità urbana.
Ferrara ha tutte le carte in regola per essere un modello.
Che ne pensate? Da dove iniziereste a intervenire?