04/10/2026
Gli interventi conservativi degli alberi devono passare attraverso un attento programma di analisi e interventi in una scala temporale di grande gittata ma di cadenza pressochè annuale.
I Gelsi, alberi con un profondo legame con il territorio padano già a partire da ben prima del 900, sono arrivati a noi attraverso forme di gestione obbligata (Testa di Salice) per poi essere abbandonati sia in senso letterale che nella sua forma di gestione dal dopoguerra.
In molti casi questi alberi sono stati abbattuti o definitivamente abbandonati, e in pochi casi mantenuti e gestiti.
Gestire alberi che per decenni sono passati solo ed esclusivamente attraverso potature in forma obbligata, per poi essere abbandonati e poi di nuovo essere gestiti, con tutte le problematiche meccaniche, energetiche e ormonali che si trascinano alberi secolari e passati anche da interventi di capitozzatura, non è semplice, specie se il contesto è cambiato sideralmente.
Questo Gelso che gestiamo da una decina di anni, ha subito nel 2016 una pesante stroncatura di uno dei grandi elementi che caratterizzavano la "corona". Siamo così intervenuti, a cadenza biennale, per ridurre la chioma progressivamente ed evitare ulteriori sbrancamenti e stroncamenti. Nel contempo sono stati gestiti i nuovi tronchi reiterati sorti dal fusto per ottenere nel corso del tempo quella che sarà la vera e propria chioma definitva. Tutti i tronchi "ex neo-formati" attraverso tutta una serie di interventi che sono stati di selezione tra tronchi equivalenti, si sono via via metamorfizzati in branche epitone atte ad essere gestite attraverso taglio di ritorno. L'ultimo intervento intervento di poche settimane fa è andato a parare esattamente su una rimonda (ramificazioni secche, deperite e compromesse), su una ulteriore selezione dei nuovi tronchi formati dopo l'intervento del 2024 e una riduzione di tutti i tronchi metamorfizzati in branche attraverso taglio di ritorno su branche epitone arretrate.
Tuttta la vegetazione, circa il 20% della massa fotosintetizzante, è stata cippata all'interno della ZPA (Zona Protezione Albero) che è stata decompattata nel 2024.