Tedioli Arboricoltura

Tedioli Arboricoltura Arboricoltura Specializzata da 30 anni POTATURA
“Potare non è... tagliare!”.

Potare è individuare ed attuare le dovute cure agli alberi o agli arbusti senza destrutturarli. ABBATTIMENTO E CONSOLIDAMENTO DI ALBERI
A fronte di piante morte o pericolose, è necessaria la rimozione. Dov’è sufficiente mettere in sicurezza porzioni di chioma o singoli rami, si interviene con i consolidamenti. GESTIONE DI AREE VERDI PUBBLICHE E PRIVATE
Una corretta gestione delle aree verdi (parch

i o piccoli giardini che siano) fa sì che possiate godere di piante sane e con costi relativamente contenuti. Una corretta gestione delle aree verdi può aumentare dal 10 al 20% il valore dell’area stessa. TREE CLIMBING
Dove le piattaforme aeree sono fortemente limitate o non possono essere utili per intervenire sulle piante si ricorre al Tree Climbing. Il Tree Climbing è una tecnica di arrampicata sull’albero mediante funi, che si svolge in piena sicurezza per l’operatore in modo da poter effettuare diagnosi e potatura.

Ci sono alberi che incarnano il significato più profondo della resilienza. È il caso del grande Frassino di Via Silvio P...
25/06/2026

Ci sono alberi che incarnano il significato più profondo della resilienza. È il caso del grande Frassino di Via Silvio Pellico a Faenza: un gigante che, con i suoi oltre 4 metri di circonferenza a petto d'uomo, ci insegna cosa significhino l'adattamento e la sopportazione in tutte le loro sfaccettature.

La "storia clinica" di questo esemplare è una continua lotta per la sopravvivenza. Dapprima è stato accerchiato da diverse opere di urbanizzazione, subendo interramenti radicali e, infine, una drastica capitozzatura. Quando sembrava ormai sul punto di cedere, ha lentamente ma clamorosamente ricostituito la propria chioma vegetativa, riuscendo a ritrovare un bilancio energetico positivo.

Le prove, tuttavia, non erano finite. Nel 2023, la devastante alluvione che ha colpito la Romagna non lo ha risparmiato: oltre all'allagamento, l'albero ha subito un drammatico deposito di fango protratto per diverse settimane, che ha generato un interramento con condizioni a livello radicale estremamente asfittiche.
Quando è stato finalmente riportato alla luce il suo piano di campagna pre-alluvione, in molti dubitavano che potesse sopravvivere. E invece, ancora una volta, ci ha stupiti.

Arriviamo così ai giorni nostri. Dopo anni di assenza di cure, l'albero è stato finalmente sottoposto a una nuova e attenta campagna di gestione e tutela, portata avanti insieme al buon Livio Palotti

Gli interventi di potatura sono stati estremamente mirati e conservativi, strutturati nei seguenti passaggi:

Rimonda generale: asportazione di tutte le ramificazioni secche, deperite e compromesse.

Contenimento della chioma: riduzione mirata nella parte apicale (attraverso una selezione tra tronchi equivalenti arretrati) e nella parte laterale (mediante tagli di ritorno su branche epitone arretrate).

Inoltre sono stati eliminati due tronchi sovraesposti e gravemente compromessi, sia a livello vegetativo che biomeccanico, a causa dei danni provocati dalle pregresse capitozzature. Anche per questa operazione è stato adottato rigorosamente il principio della selezione tra tronchi equivalenti.

In totale, la massa vegetativa asportata è stata contenuta al 15%, per rispettare il delicato equilibrio fisiologico della pianta dopo gli stress subiti.

Il prossimo e fondamentale passo sarà il decompattamento del suolo in corrispondenza dell'apparato radicale, un'area purtroppo ancora fortemente asfittica e compromessa dai residui di terreno compattato lasciati dall'alluvione del 2023.

03/06/2026
In questi giorni siamo intervenuti su uno degli alberi più iconici dell'intero panorama internazionale, ovvero il celebe...
02/06/2026

In questi giorni siamo intervenuti su uno degli alberi più iconici dell'intero panorama internazionale, ovvero il celeberrimo Cipresso di San Francesco, un Cupressus sempervirens piantato circa 800 anni fa all'interno del Convento Santa Croce a Villa Verucchio (RN).
L'intervento minimale è andato a parare sul grado di efficienza dei consolidamenti posti circa due anni fa, su una generale rimozione delle ramificazioni deperite e compromesse e a un leggerissimo contenimento attraverso la selezione tra tronchi equivalenti arretrati (tagli dell'ordine di 1 cm massimo - foto piccola in alto ) su buona parte della chioma (il materiale di risulta è evidente nella foto piccola centrale). Vegetazione massima 1%.

www.arbotedioli.com

Gli alberi sono organismi straordinari: la loro varietà di strategie di sopravvivenza e di occupazione dello spazio è la...
24/05/2026

Gli alberi sono organismi straordinari: la loro varietà di strategie di sopravvivenza e di occupazione dello spazio è la chiave di volta che ha permesso loro di colonizzare le superfici emerse di tutto il nostro pianeta, da nord a sud e da est a ovest.

Tra queste strategie, una delle più peculiari e affascinanti è quella messa in atto dal Tiglio. È come se questo albero fosse forte di "due chiome": quella classica posta sopra il fusto principale e una seconda situata alla base, direttamente sull'apparato radicale. Questa struttura gli fornisce due skill non da poco:
1️⃣ La prima è quella di portare zuccheri ed energia direttamente all'apparato radicale grazie a questa vegetazione basale.
2️⃣ La seconda è quella di avere a disposizione, fin da subito, un vero e proprio "Piano B". Nel caso in cui l'albero principale cada o "muoia", ci sono già nuovi alberi pronti a sostituire il precedente. In realtà non sono alberi diversi, ma reiterati totali, ovvero l'esatta ripetizione del modello architetturale del Tiglio originale.

📸 Ed ecco, nell'immagine qui sotto, una successione di foto che (da sinistra a destra) mostrano perfettamente questo ciclo: un reiterato totale selezionato da una ceppaia secca diventa un giovane albero affrancato, cresce fino a diventare un albero maturo e, una volta arrivato alla vecchiaia, tramite l'autoriduzione fisiologica, tornerà a produrre nuovi piccoli reiterati per ripercorrere da capo l'intera successione degli stadi.

Va da sé che le foto sono state scattate in luoghi diversi, ma cronologicamente rappresentano una linea del tempo perfetta e assolutamente coerente con gli stadi di sviluppo della pianta.

Tutto questo ci insegna due cose fondamentali:
🌱 La prima (biologica): molti alberi ambiscono letteralmente all'immortalità attraverso la ripetizione ciclica dei loro stadi (infanzia ➡️ giovinezza ➡️ maturità ➡️ vecchiaia... e di nuovo infanzia!).
💡 La seconda (tecnico-operativo-economica): valorizzando l'esistente, abbiamo a disposizione alberi già affrancati, con grandi disponibilità di sostanza organica e a costo zero! Tutto questo senza dover fare grandi opere di preparazione dei terreni, senza acquistare nuovo materiale vivaistico e azzerando le opere di gestione dei primi anni di vita (irrigazione, tutoraggio, ecc.).

Bisogna solo uscire dal luogo comune secondo cui, per sostituire una pianta, si debbano per forza inserire esemplari di grandi dimensioni. Spesso si crede che un piccolo pollone ci metterà troppo tempo a raggiungere certe grandezze rispetto a un albero grande appena piantato da vivaio, ma con un apparato radicale ben affrancato già a disposizione le velocità di crescita sono sorprendenti.

Sono, per l'appunto, solo luoghi comuni da sfatare! 😉🌿

Ed ecco un veloce Prima e Dopo degli interventi odierni sulla maestosa e unica "Quercia della Valle", una roverella (Que...
13/04/2026

Ed ecco un veloce Prima e Dopo degli interventi odierni sulla maestosa e unica "Quercia della Valle", una roverella (Quercus pubescens) tutelata come Albero Monumentale della Regione Emilia Romagna e come Albero Monumetale d'Italia.
Gli interventi di potatura sono stati mirati per una rimonda (ramificazioni secche, deperite e compromesse) e il controllo dei consolidamenti dinamici.
Gli interventi sono stati eseguiti tramite tre operatori su fune (tree climbing) e due operatori a terra.
La vegetazione asportata è stata del 0%.

Indirizzo

Via Ravegnana, 251 Faenza
Faenza
48018

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