25/09/2026
OSPITARE È ABITARE. ✨️Dalle Alpi al Mediterraneo.
Il 24 settembre ho avuto il piacere di partecipare ad Architects Meet in Lecce – Welcome Architecture, in dialogo con Franco De Lorenzo Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Lecce e Coordinatore degli Ordini degli Architetti PPC del Sud Italia.
È stata l’occasione per condividere una riflessione che nasce prima di tutto dalla mia esperienza professionale.
Da molti anni mi occupo di Hospitality Architecture e Luxury Residential e sempre più spesso il mio ruolo non si esaurisce nella progettazione: attraverso il Project Management coordino l’intero processo, dalla fattibilità e dal concept alla progettazione architettonica esecutiva e ingegneristica, dalle autorizzazioni al cantiere, fino alla consegna.
È proprio da questo osservatorio privilegiato sulla trasformazione delle strutture ricettive e dei territori che nasce una convinzione: non può esistere una vera cultura dell’ospitalità senza una cultura dell’abitare.
L’hospitality contemporanea sta cambiando. Un hotel non è un’isola, ma parte di un sistema fatto di paesaggio, città, comunità, servizi, commercio, artigianato, cultura e relazioni.
Progettare hospitality significa quindi lavorare contemporaneamente a scale differenti: dalla camera all’hotel, dall’hotel allo spazio pubblico, fino al territorio.
È un tema che emerge con forza nelle Alpi, dove lavoro da molti anni, ma che ritroviamo nelle città d’arte, lungo le coste e nel Mediterraneo.✨️
Cambiano i paesaggi, ma molte delle domande sono le stesse: come conciliare attrattività turistica e qualità della vita? Come rigenerare il patrimonio esistente preservandone identità e autenticità? Come creare luoghi capaci di attrarre visitatori ma anche persone, professionalità, imprese e nuove economie?
La riflessione sviluppata nel recente Simposio di Architettura dell’Arco Alpino di Cortina d’Ampezzo è stata un punto di partenza: l’hospitality può diventare uno straordinario strumento di rigenerazione territoriale, se inserita in una visione più ampia dell’abitare.
E cambia anche il ruolo dell’architetto, sempre più regista di processi complessi, capace di coordinare competenze differenti e mettere in relazione:
abitare + ospitare + lavorare + produrre + incontrarsi + appartenere.
Non dobbiamo progettare territori soltanto per chi li visita.
Dobbiamo progettare luoghi nei quali sia desiderabile vivere. E proprio per questo sarà desiderabile visitarli.
Grazie a Franco De Lorenzi e ad Architects Meet in Lecce – Welcome Architecture per avermi invitata a portare questa esperienza dalle Alpi al Mediterraneo.
“Forse la più grande sfida dell’hospitality contemporanea non è progettare luoghi nei quali desideriamo andare. È progettare luoghi dai quali non siamo costretti ad andarcene.” Ambra Piccin, Architetto