Ambra Piccin Architetto

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Ambra Piccin Architetto Founder Studio Arch. Ambra Piccin | Specialist in Complex Hospitality and Luxury Residential Projects and Design| Project Manager

𝗗𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲: 𝘀𝗮𝗿𝗼̀ 𝗮𝗹 𝗠𝗲𝗹𝗶𝗮́ 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗟𝘂𝘅𝘂𝗿𝘆 𝗛𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝘁𝘆 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝗰𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲, uno degli appuntament...
22/10/2026

𝗗𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲: 𝘀𝗮𝗿𝗼̀ 𝗮𝗹 𝗠𝗲𝗹𝗶𝗮́ 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗟𝘂𝘅𝘂𝗿𝘆 𝗛𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝘁𝘆 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝗰𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲, uno degli appuntamenti più attesi da chi lavora nell’ospitalità di alta gamma.
Mi occupo da anni di progettare hotel e residenze di pregio, e ogni cantiere mi conferma la stessa verità: un ospite ricorda come si è sentito molto più di quello che ha visto.
Dietro quella sensazione di benessere perfetto c’è un dialogo profondo tra figure diverse — l’architetto, chi produce gli arredi su misura e chi ogni giorno gestisce la struttura. La qualità finale dell'hotel dipende da quanto queste realtà riescano a parlarsi fin dall'inizio.
È proprio il cuore del panel che aspetto di più, “Luxury in my opinion”, dove queste tre prospettive si siederanno allo stesso tavolo.
Sarà un momento importante di ascolto e di confronto con tanti colleghi e partner del settore. 🌲

📍 Meliá Milano · 23 ottobre 2026

✨ Testata: Il CorriereTitolo: Dallo chalet tradizionale all’architettura alpina contemporanea: il nuovo modo di abitare ...
22/10/2026

✨ Testata: Il Corriere
Titolo: Dallo chalet tradizionale all’architettura alpina contemporanea: il nuovo modo di abitare la montagna ✨
Data: 14 ottobre 2026, ore 15:08
Sintesi: approfondimento sull’evoluzione dell’abitare alpino che inserisce il lavoro di Ambra Piccin nelle Dolomiti tra gli esempi della nuova architettura di montagna. L’articolo richiama l’uso di materiali legati al territorio e la continuità con l’identità locale. ilcorriere.it

La montagna è cambiata. Sono cambiati i materiali, le tecnologie, il turismo e soprattutto il modo di abitare questi luoghi. E insieme a loro è cambiata l’architettura

𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝘁𝗲𝘀𝘀𝘂𝘁𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲 Quando progetto un interno, considero i tessuti e i tendaggi parte integrante del...
20/10/2026

𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝘁𝗲𝘀𝘀𝘂𝘁𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲

Quando progetto un interno, considero i tessuti e i tendaggi parte integrante dell'architettura. Non servono soltanto a rivestire una seduta o a vestire una finestra, ma definiscono l'identità profonda della stanza.
In questo angolo del salotto, il dettaglio più piccolo diventa il mio preferito: un cuoricino con gli animali del bosco appeso al vetro.
Accanto, la poltrona capitonné color ocra, le appliques dorate e i tessuti ricercati dialogano con il calore del legno.
Il motivo del cuore e della natura ritorna con discrezione in altri angoli della casa. Mi piacciono i dettagli d'arredo che sanno raccontare una storia senza mai alzare la voce. 🌲

16/10/2026

𝗨𝗻𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮, 𝗱𝘂𝗲 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲

Finora vi abbiamo mostrato soltanto alcuni particolari di questa dimora a Cortina d'Ampezzo: la stufa in maiolica, il caminetto elettrico e le sedie con lo schienale trasparente.
Oggi, invece, vi accompagniamo a visitare l'intero progetto, per chi vuole entrare e scoprirne il respiro d'insieme.
Due appartamenti, due generazioni, due modi differenti di vivere la montagna:
• Il primo, luminoso ed elegante, legato alla tradizione del country alpino rivisitato;
• Il secondo, caratterizzato da toni più decisi, legni recuperati e un linguaggio marcatamente contemporaneo.
A tenere insieme le due storie, una scala disegnata su misura e un filo cromatico giallo ocra che attraversa entrambi i livelli.
Buona visita! 🌲🎥


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𝗦𝗲𝗱𝗶𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗻𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗮𝗿𝘀𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲. Un dettaglio a cui sono particolarmente affezionata, nell'angolo pranzo de...
13/10/2026

𝗦𝗲𝗱𝗶𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗻𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗮𝗿𝘀𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲.

Un dettaglio a cui sono particolarmente affezionata, nell'angolo pranzo del piano Senior di questa casa: le sedie accanto alla stufa.
A prima vista hanno la struttura e il calore tradizionale delle sedute di montagna, ma lo schienale in legno è stato sostituito da una lastra in plexiglass trasparente.
Chi si siede non se lo aspetta, e chi guarda la stanza quasi non le vede, lasciando che la luce fluisca senza ostacoli.
Mi piace quando l'architettura d'interni riesce a far convivere due epoche in un solo oggetto, regalando un sorriso a chi lo scopre. 🌲

𝗟𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗼Quando pensiamo a una casa di montagna, immaginiamo spesso ambienti raccolti e il legno nelle ...
09/10/2026

𝗟𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗼

Quando pensiamo a una casa di montagna, immaginiamo spesso ambienti raccolti e il legno nelle sue tonalità tradizionali. Ma la tradizione può essere interpretata anche attraverso la luce.
Salendo al piano dei genitori di questa dimora, l'atmosfera si fa più morbida: boiserie in abete sbiancato, pavimenti in abete antico e travi chiare a soffitto compongono una spazialità calda e diffusa.
In cucina prende posto una panca ad angolo pensata per i ritmi della famiglia, valorizzata dal marmo Botticino per top e alzata. Nel salotto, l'accento cromatico del giallo ocra e la grande stufa in maiolica bianca completano un'architettura d'interni accogliente e luminosa.
Perché rispettare la tradizione non significa ripeterla, ma rileggerla con una sensibilità contemporanea. 🌲

In questa casa anche il fuoco sa recitare.Nella zona della giovane famiglia il caminetto è elettrico, e mi diverte sempr...
06/10/2026

In questa casa anche il fuoco sa recitare.
Nella zona della giovane famiglia il caminetto è elettrico, e mi diverte sempre vedere la faccia di chi lo scopre.
Le lampade illuminano i finti ciocchi come fossero brace e, aggiungendo dell'acqua in una piccola vaschetta, si crea un velo di vapore che simula il fumo. Tutta l'atmosfera del fuoco di montagna, senza legna e senza cenere.
E con i palloncini lasciati sul tappeto, si capisce subito che questo è uno spazio pensato per essere vissuto, giocato e abitato ogni giorno. 🎈🔥

𝗗𝘂𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗱𝘂𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲Come si progetta un'abitazione destinata a due generazioni della stessa famiglia, co...
02/10/2026

𝗗𝘂𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗱𝘂𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲
Come si progetta un'abitazione destinata a due generazioni della stessa famiglia, con gusti ed esigenze profondamente differenti?
In questo progetto a Cortina d'Ampezzo ho voluto raccontare ciascun nucleo con un linguaggio su misura, realizzando due appartamenti indipendenti ma in costante dialogo:
• Il piano superiore (Genitori): caratterizzato da boiserie chiara, tonalità luminose, pietre naturali e un'eleganza classica riletta in chiave alpina;
• Il piano inferiore (Figlio): improntato a linee contemporanee, legni scuri, contrasti cromatici decisi e spazi funzionali pensati per la vita di famiglia.
A tenere insieme le due storie è una scala disegnata su misura, il vero perno del progetto dove i due mondi si incontrano. 🌲

ABITARE UN LEGAMEUna giovane coppia vive a Milano per lavoro, ma conserva radici e affetti profondi a Cortina d’Ampezzo....
29/09/2026

ABITARE UN LEGAME
Una giovane coppia vive a Milano per lavoro, ma conserva radici e affetti profondi a Cortina d’Ampezzo. Il progetto di Chalet Ca’ del Ponte è nato proprio da qui: dal desiderio di abitare la montagna in modo contemporaneo, senza perdere il rapporto con il territorio.
Il grande terrazzo a sud prolunga il living verso l'esterno; le nuove finestre amplificate inondano di luce la Conca ampezzana; l'abete anticato e trattato a ghiaccio, lavorato dalle maestranze locali con sfumature grigio perla, veste lo spazio insieme alla stufa in maiolica dipinta a mano.
Dietro questa sobria eleganza si cela un profondo lavoro di rigenerazione: una ristrutturazione green ed ecosostenibile, dotata di domotica avanzata e di un progetto illuminotecnico studiato per il benessere quotidiano dei proprietari e dei loro ospiti.
Con questo post salutiamo Chalet Ca' del Ponte. 🌲


OSPITARE È ABITARE. ✨️Dalle Alpi al Mediterraneo.Il 24 settembre ho avuto il piacere di partecipare ad Architects Meet i...
25/09/2026

OSPITARE È ABITARE. ✨️Dalle Alpi al Mediterraneo.
Il 24 settembre ho avuto il piacere di partecipare ad Architects Meet in Lecce – Welcome Architecture, in dialogo con Franco De Lorenzo Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Lecce e Coordinatore degli Ordini degli Architetti PPC del Sud Italia.

È stata l’occasione per condividere una riflessione che nasce prima di tutto dalla mia esperienza professionale.
Da molti anni mi occupo di Hospitality Architecture e Luxury Residential e sempre più spesso il mio ruolo non si esaurisce nella progettazione: attraverso il Project Management coordino l’intero processo, dalla fattibilità e dal concept alla progettazione architettonica esecutiva e ingegneristica, dalle autorizzazioni al cantiere, fino alla consegna.

È proprio da questo osservatorio privilegiato sulla trasformazione delle strutture ricettive e dei territori che nasce una convinzione: non può esistere una vera cultura dell’ospitalità senza una cultura dell’abitare.

L’hospitality contemporanea sta cambiando. Un hotel non è un’isola, ma parte di un sistema fatto di paesaggio, città, comunità, servizi, commercio, artigianato, cultura e relazioni.
Progettare hospitality significa quindi lavorare contemporaneamente a scale differenti: dalla camera all’hotel, dall’hotel allo spazio pubblico, fino al territorio.

È un tema che emerge con forza nelle Alpi, dove lavoro da molti anni, ma che ritroviamo nelle città d’arte, lungo le coste e nel Mediterraneo.✨️
Cambiano i paesaggi, ma molte delle domande sono le stesse: come conciliare attrattività turistica e qualità della vita? Come rigenerare il patrimonio esistente preservandone identità e autenticità? Come creare luoghi capaci di attrarre visitatori ma anche persone, professionalità, imprese e nuove economie?

La riflessione sviluppata nel recente Simposio di Architettura dell’Arco Alpino di Cortina d’Ampezzo è stata un punto di partenza: l’hospitality può diventare uno straordinario strumento di rigenerazione territoriale, se inserita in una visione più ampia dell’abitare.

E cambia anche il ruolo dell’architetto, sempre più regista di processi complessi, capace di coordinare competenze differenti e mettere in relazione:
abitare + ospitare + lavorare + produrre + incontrarsi + appartenere.

Non dobbiamo progettare territori soltanto per chi li visita.
Dobbiamo progettare luoghi nei quali sia desiderabile vivere. E proprio per questo sarà desiderabile visitarli.

Grazie a Franco De Lorenzi e ad Architects Meet in Lecce – Welcome Architecture per avermi invitata a portare questa esperienza dalle Alpi al Mediterraneo.

“Forse la più grande sfida dell’hospitality contemporanea non è progettare luoghi nei quali desideriamo andare. È progettare luoghi dai quali non siamo costretti ad andarcene.” Ambra Piccin, Architetto

Indirizzo

Via Della Stazione 10
Cortina D'Ampezzo
32043

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