14/12/2019
L’illusione della paura: psicoracconto zen che ci insegna la libertà emotiva
In un antico monastero cinese, c’era un monaco, che ogni volta che si ritirava in meditazione, vedeva un lupo inferocito che lo inseguiva.
Egli non riusciva più a meditare a causa di questa visione. Aveva iniziato anche ad aver paura a prendere sonno la sera, perché ogni volta che chiudeva gli occhi era assalito da quell’animale così reale ai suoi sensi.
Così un giorno andò dal suo maestro per chiedergli consiglio, e disse: “Maestro adorato, aiutatemi. Un lupo inferocito mi perseguita. Ho molta paura, non riesco più a meditare e neanche a dormire. Cosa devo fare?” Il Maestro rispose: “Tieni questo pennello, quando vedrai il lupo disegnagli una bella croce sul petto e vedrai che scomparirà”.
Il discepolo era un po’ titubante, ma aveva anche molta fiducia nel suo venerato maestro, così si mise subito a meditare con in mano il pennello. Appena chiuse gli occhi, dopo pochi attimi, il lupo apparve. Preso da grande forza e volontà nel vincere quella paura, quando il lupo gli saltò sopra, prese il pennello e fece una bella croce sul suo petto e il lupo, improvvisamente scomparve.
Preso da grande gioia, il giovane monaco, andò dal suo maestro per raccontargli della buona riuscita e disse: “Maestro, avevate ragione, quando ho fatto una croce sul lupo, improvvisamente è scomparso. Ho vinto la mia paura e di questo vi sono grato, ma vi prego, spiegatemi cosa è accaduto al lupo?”
Il maestro sorridendo gli disse: “Hai guardato il tuo petto?” Il discepolo, allora, chinò gli occhi sul proprio petto e vide che era segnato da una croce, la stessa fatta un attimo prima al lupo. Così egli capì che in realtà le sue paure e preoccupazioni erano solo frutto dei suoi pensieri e non realtà concrete.
Cosa ci insegna questo racconto zen?
Le paure e le preoccupazioni nascono nei nostri pensieri, ma a volte ci pensiamo così tanto che ci sembra che possano diventare delle realtà concrete.
Il maestro ci dice che è arrivato il momento di vivere senza paura che non significa altro che sentirci liberi di esprimere noi stessi, anche quando questo può farci star male.
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