19/09/2026
Giovedì scorso, a Milano, una sala di architetti e interior designer si è ritrovata a parlare di domotica in una boutique del design. A condurre la serata, su invito di Gira e Occhio, c'era Roberto Dalla Valle.
La domanda tornata più spesso non riguardava la tecnologia. Riguardava il controllo: chi firma un progetto teme che l'automazione gliene porti via un pezzo.
È la stessa obiezione che incontriamo quando si parla di una sala dedicata al cinema. E la risposta è la stessa: dipende da quando si decide. Se luci, clima, schermature e audio entrano nel progetto dall'inizio, spariscono dentro l'architettura. Se arrivano alla fine, si vedono tutti.
La sala cinema è il caso limite: la stanza in cui ogni impianto deve restare invisibile e funzionare insieme agli altri. Per questo si disegna prima, non dopo.
Nella nostra sala dimostrativa di Bassano del Grappa si vede, e si sente, che differenza fa averlo deciso per tempo.