ArchitettiMatarrese&Associati

Chiama Indicazioni Sito Web Contatta l'azienda

ArchitettiMatarrese&Associati Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di ArchitettiMatarrese&Associati, Progettista architettonico, Via Emanuele Gianturco n. °8, Canosa di Puglia.

20/10/2026

Due ali pronte per spiccare il volo. Un edificio ad uso agricolo immerso nella campagna canosina, una struttura in acciaio che diventa architettura, presso l' azienda agricola Sabino Leone. Progetto architettonico e DD LL : Architetto Giuseppe Matarrese . Progetto e DD LL, strutture ing Giacomo Alicino. Struttura in acciaio Enerbuilding srl.

16/09/2026

Il CINETEATRO “Lino Banfi” – UN’OPPORTUNITÀ?
-Architetto Matarrese Giuseppe-

Ho letto con attenzione il comunicato dell’on. Francesco Ventola, ed altri interventi sui social, che mi ha offerto chiarimenti, ma anche spunti di riflessione che vorrei approfondire.
Innanzitutto l’idea: destinare un edificio esistente, ripensato e ristrutturato, a CINETEATRO dedicato a Lino Banfi inserito in un contesto riqualificato.
Con grande onestà penso che recuperare spazi urbani, riqualificare e risignificare strutture esistenti sia un’operazione urbanistica e culturale significativa.
Ho letto che non si capisce “cosa si vuole fare e se esistono esempi” similari. A questo proposito vorrei evidenziare che queste operazioni di grande successo sono state realizzate sia in Italia, si faccia riferimento al Museo Nazionale del Cinema di Torino o al Cinema Lumiere (Cineteca) di Bologna, sia in diverse parti del mondo come ad esempio l’ACMI (Australian Centre for the Moving Imaga) a Melbourne, l’EYE FILM Institute ad Amsterdam o la Cineteca a Madrid.
Tutti sono posti all’interno o di piazze o in luoghi centrali in cui convivono sale di proiezione, spazi destinati ad archivi, musei sulla storia del cinema, spazi destinati alle arti visive ed allo svago spesso gestiti da privati o da fondazioni. L’idea dunque può essere valida!
Ho sentito parlare “di priorità nella destinazione della spesa pubblica”. Anche in questo caso la spesa per investimenti è prioritaria se viene inserita in un programma complessivo teso ad offrire servizi o destinata allo sviluppo sociale, economico o culturale della città.
Tutti sappiamo della necessità di dotare questa città di servizi o di strutture pubbliche.
Ovviamente chi governa ha il diritto/dovere di proporre soluzioni che possano essere valutate, migliorate o bocciate. Nel nostro caso sarebbe utile discutere sul “come realizzare” la proposta e poi su “come renderla efficiente” ed economicamente sostenibile.
Mi preme evidenziare però che su queste come su altre questioni, occorre pensare a progetti di grande valenza, progetti che riconfigurino veramente gli spazi.
Infine ho sentito parlare “di visione della città”, e qui scusatemi voglio esprimere in forma sintetica, ma spero chiara, il mio pensiero.
“Avere visione” è importante ma questa visione va calata nella realtà e non si esplicita ricercando finanziamenti e realizzando progetti, spesso inutili, ma avendo un’idea strategica della città ed incastrando gli interventi in un quadro di riferimento più ampio.
Quindi occorre non solo pensare a spendere ma a spendere bene e qui rilevo che in questa città non si fanno concorsi di progettazione, non si coinvolgono gli ordini professionali e sembra quasi che si guardi al confronto con fastidio. Questa assenza di confronto vero ultimamente ha anche riguardato la prossima sistemazione di Piazza della Repubblica, di quella antistante il Museo o la riqualificazione di alcune piazze sul castello.
Si dice spesso che dobbiamo collegare il castello alla città ma alla fine gli interventi previsti, in Piazza della Repubblica, si riducono alla sostituzione della pavimentazione ed al rifacimento, per la terza volta, della fontana.
Perché invece non si completa l’esse di corso San Sabino, realizzando un reale collegamento?
Non ci vuole molto! Basta rialzare il piano, e, se ci fosse un discorso strategico vero, pensare anche a riorganizzare il traffico.
Inoltre per iniziare una vera politica di recupero e riqualificazione del centro storico, occorrono innanzitutto investimenti pubblici che oltre a realizzare opere di urbanizzazioni, debbano essere indirizzati a ricercare risorse per pensare ad una politica che preveda espropri di parti o di interi isolati, che restaurati possano essere volano e centro generatore per attrarre investimenti privati. Investimenti, che nelle condizioni date, per i privati non sono né appetibili né remunerativi.
I progetti preliminari sul centro storico, pur di valenza, scontano la scala della proposta e rischiano di non modificare la situazione data.
Voglio ricordare all’on. Ventola la splendida iniziativa che la sua prima amministrazione, dei primi anni di questo secolo, provò ad attivare indicendo concorsi di idee su aree nevralgiche della città. Per la verità questa iniziativa non ebbe sbocchi ma generò un grande dibattito sulla città.
So bene che le amministrazioni che hanno preceduto questa, hanno evitato il confronto operando scelte discutibili e spesso nocive per questa città. Così come so bene che molti non cercano il confronto costruttivo, ma solo la polemica che si rifiuta di confrontarsi. Spesso si dice che certi interventi costano molto o sono inutili. Ribadisco che le opere sono inutili quando non servono, o sono fatte male o non modificano lo stato delle cose.
Noi come canosini dovremmo ricercare forme di confronto sereno, franco, teso a migliorare la nostra città e la vita dei nostri concittadini.
Come architetto che opera da tanti anni in molte realtà, sento che questa città sta vivendo un momento importante in cui può pensare ad un futuro diverso, che ha le energie e la voglia per uscire da una realtà che per tanti anni ha ingessato il proprio sviluppo economico culturale e sociale.
Ma questo va fatto insieme, agendo su più fronti, utilizzando approcci diversi ma sempre con lo stesso fine: migliorare la nostra città e la sua vivibilità!

09/07/2026

08/07/2026

RIFLESSIONI SULLA CITTA' - CORSO SAN SABINO

Mi permetto di offrire una serie di riflessioni, inerenti al dibattito in essere su Corso San Sabino e sul tema della riorganizzazione urbanistica di questa parte di città.
Non mi interessa offrire sponde ai detrattori di questa amministrazione o al contrario di elogiarne gli atti, mi preme invece riflettere sulle questioni e qui, la mia prima preoccupazione, riguarda il tentativo di ragionare sui fatti cercando di essere il più possibile obiettivo. A questo proposito auspico che su questo ed altri argomenti si apra un serio dibattito teso a migliorare la nostra città.
Per quanto attiene Corso San Sabino, della sua pedonalizzazione e dei problemi che oggi sono all’attenzione di tutti, occorre precisare che, quando il corso fu pedonalizzato nei primi anni di questo secolo, si elevarono da parte dei vecchi commercianti e di molti canosini, proteste che resero il corso per molti anni vuoto, privo di attività, morto. Il merito di questa trasformazione non è solo dei commercianti che sono riusciti ad invertire la tendenza ma anche di chi ha corretto le storture presenti nel piano dei dehors, offrendo agli imprenditori la possibilità di rendere economicamente sostenibili le loro attività.
Bisogna inoltre tener conto che quanto è avvenuto in questi anni sconta la voglia dei giovani di vivere insieme, riappropriandosi degli spazi urbani e di riprendere a vivere dopo il covid.
Questo fenomeno positivo ha avuto come conseguenza il fatto che molti giovani oggi, per fortuna, rimangono la sera a Canosa, non vanno in altre città riducendo rischi e preoccupazioni per le famiglie, non sottacendo il fatto che si sono create alternative ricreative per l’intera cittadinanza.
Tutto va bene?
No, tutto non va bene.
In questi anni non siamo riusciti a prevenire alcune storture, come i fenomeni di sovraffollamento, il poco rispetto delle regole e delle persone, l’inquinamento acustico e sonoro, eccessi questi, dovuti alla rapida crescita delle attività insieme ad alcuni errori commessi.
Uno fra tutti, il mancato allargamento della zona pedonale, ipotizzato in vari studi, che avrebbe evitato che il traffico carrabile continuasse a separare la piazza della Cattedrale dal corso spingendo la gente a concentrarsi in uno spazio ristretto.
Avremmo potuto, con lungimiranza, modificare il progetto finanziato e realizzato con fondi del PNRR relativo alla ripavimentazione del tratto prospicente la Cattedrale di San Sabino, rialzandone la quota stradale in continuità con la parte pedonale. Questa operazione avrebbe ampliato la parte pedonale, offerto spazi maggiori alla gente, limitato la predominante presenza del traffico, consentito anche ai monumenti presenti di riprendere quella integrità spaziale oggi interrotta e ripristinato la vecchia continuità storica.
Occorre prendere finalmente coscienza che bisogna ripensare ad un piano del traffico, che attraverso la pedonalizzazione di corso san Sabino, piazza San Sabino e, secondo me, anche di piazza Vittorio Veneto, consenta a questa ampia area che include la Cattedrale, il corso San Sabino, il Museo dei Vescovi ed il Teatro Lembo, di assumere una maggiore dignità, vivibilità e visitabilità oggi in parte preclusa dalla viabilità attuale.
Escludere il traffico carrabile da questa parte di città significa anche prevedere nuovi parcheggi in prossimità delle zone pedonalizzate come, ad esempio, l’area mercatale posta a Piano San Giovanni che potrebbe diventare un’ampia area a parcheggio videosorvegliata, utile a consentire soste prolungate evitando di intasare le strade.
Pensare uno sviluppo anche turistico della città, significa cercare di renderla più vivibile, accogliente, bella, valorizzando per quanto possibile le poche emergenze architettoniche esistenti ed i tessuti che le collegano.
Per rendere la nostra città migliore dobbiamo smetterla di fare i Guelfi e i Ghibellini, di stare sempre su fronti contrapposti, ed una volta tanto cercare di pensare a questa frase di J.F.Kennedy "Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese".

Arch. Giuseppe Matarrese

Oggi 26 Maggio 2026, presso il Museo dei Vescovi a Canosa di Puglia (ingresso da via Sicilia), si terrà un incontro dal ...
26/05/2026

Oggi 26 Maggio 2026, presso il Museo dei Vescovi a Canosa di Puglia (ingresso da via Sicilia), si terrà un incontro dal titolo "Frammenti presenti nella Concattedrale di San Sabino - STORIA E VALORIZZAZIONE" che illustrerà come, attraverso un nuovo finanziamento, verranno valorizzati, esposti anche in modo innovativo, alcuni preziosissimi manufatti presenti nella Concattedrale di San Sabino.
Vi aspettiamo

Martedì 26 Maggio 2026, presso il Museo dei Vescovi a Canosa di Puglia (ingresso da via Sicilia), si terrà un incontro d...
25/05/2026

Martedì 26 Maggio 2026, presso il Museo dei Vescovi a Canosa di Puglia (ingresso da via Sicilia), si terrà un incontro dal titolo "Frammenti presenti nella Concattedrale di San Sabino - STORIA E VALORIZZAZIONE" che illustrerà come, attraverso un nuovo finanziamento, verranno valorizzati, esposti anche in modo innovativo, alcuni preziosissimi manufatti presenti nella Concattedrale di San Sabino.
Vi aspettiamo

19/05/2026

Indirizzo

Via Emanuele Gianturco N. °8
Canosa Di
76012

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando ArchitettiMatarrese&Associati pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a ArchitettiMatarrese&Associati:

Scelte rapide

Condividi