Pro Loco Candida

Pro Loco Candida Associazione Pro Loco Candida

08/05/2026
21/04/2026

𝑪𝒂𝒏𝒅𝒊𝒅𝒂 𝒆 𝒍’𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒊 “𝒄𝒉𝒊𝒐𝒅𝒂𝒓𝒐𝒍𝒊”
Il borgo irpino di Candida ha origini molto antiche, con tracce di insediamenti preromani e romani documentate dai ritrovamenti in località Cesine. Tuttavia, il suo sviluppo come centro abitato è soprattutto medievale: la prima attestazione risale al 1045, quando era un casale della Contea di Avellino sotto dominio longobardo.
Nel XII secolo il borgo si ampliò attorno al castello, punto strategico per il controllo del territorio, ed entrò nel Catalogus Baronum, censimento voluto da Ruggero II di Sicilia. In seguito, grazie ai rapporti con la corte di Federico II, Candida fu elevata a Universitas (Comune).
Nel 1340 Filippo Filangieri istituì la Baronia di Candida, segnando il periodo di massimo sviluppo economico. Il paese divenne noto per la lavorazione del ferro e la produzione artigianale di chiodi, attività che valse agli abitanti il soprannome di “chiovaruli”. Questa tradizione, tramandata per secoli, rimase attiva fino alla prima metà del Novecento.
Candida fu feudo di importanti famiglie, tra cui i Caracciolo, i De Cardona e soprattutto i Filangieri, che ne favorirono la crescita. Il borgo conserva ancora oggi testimonianze storiche come il Palazzo Filangieri del XVI secolo, la chiesa dell’Assunta e il monastero verginiano.
Nel 1420 un conflitto tra Giacomo Filangieri e la figlia Caterina provocò un incendio devastante, da cui il paese rinacque, simboleggiato dalla fenice nello stemma. Oggi Candida è nota per il Fiano DOCG e il suo patrimonio storico; il nome deriva probabilmente dal latino candidus, riferito al colore chiaro delle rocce o alla neve invernale.

La pro loco  tutta si unisce al dolore che ha colpito la famiglia Gargano. Ai figli  Domenico per anni pilastro della pr...
07/04/2026

La pro loco tutta si unisce al dolore che ha colpito la famiglia Gargano. Ai figli Domenico per anni pilastro della pro loco e Mauro autore di alcune pubblicazioni per la pro loco le nostre piùsentitecondoglianze.

LA SFIDA PIÙ GUSTOSA DELL'ANNO TORNA....A TAURASI! Domenica 15 Marzo 2026, il cuore dell'Irpinia batte per la XVI Edizio...
09/03/2026

LA SFIDA PIÙ GUSTOSA DELL'ANNO TORNA....A TAURASI!
Domenica 15 Marzo 2026, il cuore dell'Irpinia batte per la XVI Edizione della Disfida del Soffritto di Maiale.
15 comunità si daranno battaglia a colpi di "caularo" e tradizioni secolari!
Tra Le Comunità in gara anche il COMUNE DI CANDIDA...
con Antonio Petrillo La Corte Dei Filangieri e la partecipazione della Macelleria da Enzo di Vincenzo Di Noia e del Comitato festa 2026 di Candida (AV)....LE NOSTRE PIETANZE...🍽️
☑️ BACCALA' E IL SUO RINFORZO
☑️ INSALATA DI FAGIOLI QUARANTINI E AGLIO FRESCO DELL'UFITA (presidio Slow food)
☑️ PIZZILLO CON SOFFRITTO
☑️ PECORINO SEMI STAGIONATO

📍 Dove: Centro Storico e Castello Marchionale di Taurasi (AV).
🕒 Programma: Dalle 10:30 (Prima Mangiata) alle 20:00 (Falò di San Ciriaco).
Promo Prevendita: entro il 13 marzo a soli 20€ puoi contattarci al 3338429506 Antonio Petrillo / 3891030510 Vincenzo Di Noia

La pro loco tutta si unisce al dolore che ha colpito il socio e collaboratore Mario Parziale  per la dipartita del caro ...
14/01/2026

La pro loco tutta si unisce al dolore che ha colpito il socio e collaboratore Mario Parziale per la dipartita del caro zio Gerry.
Le più sentite condoglianze a tutta la famiglia

03/01/2026

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo di Candida.

Traduzione e commento della bolla di costituzione:

La Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo di Candida rappresenta uno dei principali riferimenti religiosi e identitari del territorio comunale. La sua fondazione, risalente al 1540, è espressione della devozione collettiva della comunità di Candida, che ne promosse l’edificazione quale fulcro del culto mariano locale. Nel corso del XVIII secolo, a causa del progressivo deterioramento strutturale, l’edificio versava in condizioni tali da rendere necessario un intervento radicale: nel 1769 fu pertanto oggetto di un importante restauro e arricchito con marmi e apparati scultorei grazie all’azione congiunta dei canonici del collegio della ca****la e dei cittadini delle terre di Candida, a testimonianza del duraturo e profondo legame tra istituzione ecclesiastica e comunità civile.
Il fondamento giuridico e istituzionale dell’organizzazione ecclesiastica locale è attestato da una bolla vescovile emanata da Silvio, per grazia di Dio e della Sede Apostolica Vescovo delle Chiese unite di Avellino e Frigento, datata 23 aprile 1533, nel terzo anno del suo episcopato. Il documento si inserisce nel più ampio processo di razionalizzazione delle strutture ecclesiastiche diocesane, finalizzato a garantire un ordinato esercizio del culto e una più efficiente amministrazione dei benefici ecclesiastici.
Nella bolla, il vescovo dichiara di accogliere una petizione presentata da autorevoli esponenti dell’aristocrazia feudale e della società locale: Artale de Cardona, Conte di Avellino e Galliano e Marchese di Padula, sua moglie Maria de Cardona, la madre Susanna, nonché l’Arciprete di Candida Carlo Ferrari e alcuni notabili delle terre di Candida, tra cui il notaio Luigi Ferrari, Antonio e Pasquale Giustizieri e Angela Candida. Tale convergenza di interessi civili ed ecclesiastici evidenzia il ruolo centrale della comunità locale nella definizione dell’assetto religioso del territorio.
La richiesta riguarda l’unione, l’annessione e l’incorporazione di numerose chiese rurali presenti nel territorio di Candida e nel suo distretto, molte delle quali prive di una stabile cura pastorale. Il vescovo dispone che tali chiese vengano organizzate in un collegio articolato in cinque porzioni, ponendo l’Arcipretura quale nucleo principale e sede della celebrazione continua della liturgia divina.
Tra le chiese interessate figurano Santa Maria Maggiore, Santa Maria della Ca**tà, San Giovanni del Lauro, Sant’Angelo, Sant’Andrea, Santa Sofia, Santa Candida, San Giacomo di Salsula, San Nicola di Castro Serrae e San Elia, tutte profondamente radicate nel tessuto religioso e territoriale della baronia di Candida. Tre delle porzioni risultano soggette al diritto di patronato del Conte di Avellino, mentre le restanti vengono affidate a ecclesiastici ritenuti idonei dall’autorità vescovile, secondo un sistema di presentazione e conferma che bilancia prerogative feudali e competenze episcopali.
Particolare rilievo assume la terza porzione, comprendente i benefici dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria, della Santa Croce, della ca****la delle Sante Lucia e Caterina nella chiesa di San Ippolito di Altavilla e della chiesa di Santa Maria di Cristarelli nei Casali di San Stefano. Essa è posta sotto il patronato di famiglie e notabili di Candida, ai quali è imposto l’obbligo simbolico e liturgico dell’offerta annuale di candele votive, quale riconoscimento formale del diritto di patronato e del sostegno materiale al culto.
La bolla stabilisce infine che, pur nell’unione delle chiese rurali all’Arcipretura, debbano essere rigorosamente rispettate le volontà dei fondatori, assicurata la corretta amministrazione dei beni e garantita un’adeguata assistenza pastorale, mediante la copertura delle spese necessarie al mantenimento di ciascun edificio sacro.
Il documento, sottoscritto e autografato dal vescovo e munito di sigillo episcopale, costituisce una fonte primaria di straordinaria importanza per la ricostruzione della storia ecclesiastica e istituzionale del Comune di Candida, attestandone la centralità nel contesto diocesano e il ruolo attivo della comunità locale nella definizione e nel sostegno delle strutture religiose del territorio.

Indirizzo

Via Toppole 98
Candida
83040

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