08/09/2026
Dopo il video di Ingegneria Italia sui progetti rinnovabili bloccati, mi è sembrato inevitabile pensare ai casi che seguiamo direttamente sul nostro territorio, tutti sottoposti a procedure che la legge definisce “semplificate”.
Oltre ai fisiologici ritardi costantemente giustificati da una presunta "carenza di personale", in un quadro normativo complesso e continuamente modificato si continua a lasciare IMPUNEMENTE spazio a interpretazioni estremamente soggettive e consente a singoli enti di spingersi ben oltre le proprie competenze. Organismi chiamati a esprimersi sulla tutela di uno specifico interesse pubblico , come l'ufficio provinciale di caccia e pesca di Zalone, arrivano a discutere di fabbisogno energetico regionale, politiche di sviluppo nazionale, aree alternative, sovranità alimentare e persino dichiarazioni di un Ministro, portando su un piano quasi politico ciò che dovrebbe restare un procedimento tecnico-amministrativo.
Questo è il vero paradosso italiano: lo Stato chiede più ENERGIA, la chiedono i cittadini, la chiedono le industrie; vengono scritte norme per accelerare gli investimenti e poi NESSUNO garantisce che quelle norme siano applicate in modo uniforme, aggiornato e nel rispetto dei precisi confini di competenza.
Il costo di ritardi, interpretazioni personalistiche e conflitti tra enti non resta negli uffici pubblici: lo pagano le imprese, i professionisti, i cittadini e, alla fine, la competitività dell’intero Paese.
E questo è il motivo per il quale sentite dire sempre più spesso "in Italia, il progetto, è l'ultimo dei problemi..."