25/09/2026
LA BOLOGNA CHE VORREI / 02 — Riva Reno
Dopo il progetto sulle fermate del tram, ho voluto continuare questo piccolo percorso di ricerca urbana partendo da un altro tema molto interessante per Bologna: Via Riva di Reno e il rapporto con il canale riaperto.
La domanda da cui sono partito è stata semplice:
riaprire il canale è sufficiente, oppure può diventare davvero uno spazio da vivere?
Da qui nasce questa proposta progettuale indipendente.
Ho immaginato una riva meno separata dall’acqua, con una gradonata dolce e sinuosa che accompagna le persone verso una quota più bassa, una passeggiata più ampia e continua, vegetazione integrata senza trasformarsi in barriera e nuovi punti di relazione tra le due sponde.
Uno degli elementi centrali del progetto è proprio il collegamento tra le sponde: non solo ponti puntuali, ma spazi più ampi capaci di diventare vere e proprie piazze sull’acqua, luoghi di attraversamento ma anche di sosta, incontro e socialità.
L’idea è quindi quella di non considerare il canale come un elemento da osservare a distanza, ma come parte dello spazio pubblico quotidiano.
Acqua, socialità, continuità e paesaggio diventano i temi principali del progetto.
Non vuole essere “la soluzione”, né un confronto tecnico con quanto è stato realizzato. È un esercizio personale di progettazione: osservare una trasformazione reale della città, porsi alcune domande e provare a rispondere attraverso il progetto.
Per lo sviluppo e la visualizzazione delle immagini ho utilizzato anche strumenti di intelligenza artificiale generativa, come supporto al processo progettuale.
La Bologna che vorrei nasce proprio da questo: usare temi reali della città come occasione per progettare, sperimentare e mettere alla prova idee diverse.
Concept progettuale indipendente e non commissionato.