30/08/2026
A dieci anni dal terremoto di Amatrice, ripropongo ciò che scrissi su FB, come commento ad un articolo dell'epoca.
Lo ripropongo e mi propongo di andare a verificare"
"Com'era e dov'era" è una forma di restauro particolare, essendo, di fatto, una ricostruzione che, però, NON mira a ricreare il "falso", ma una "copia" dove la riconoscibilità dell'intervento, deve essere garantita ed in cui vengono utilizzate tecniche costruttive contemporanee, per migliorare le prestazioni statiche e la resistenza ai sismi e, visto che si sta ricostruendo oggi, anche l'efficienza energetica e l'accessibilità. Esempio illustre ne è la ricostruzione del Campanile di San Marco a Venezia (del XII sec. e più volte rimaneggiato) quasi totalmente crollato nel 1902 e "rifatto" tra il il 1903 ed il 1912. Era un elemento importantissimo per il suo valore simbolico e per la sua funzione di "perno verticale" dell'insieme urbanistico ed architettonico, quindi, tra molte polemiche, fu ricostruito con una struttura in calcestruzzo armato e fu usata la malta per murare i nuovi mattoni. Si realizzò, dunque, una "copia" non un "falso" dell' antico campanile. Furono ripetute fedelmente anche le linee architettoniche originarie, forse per il prevalere del "fattore sentimentale"[cit. Ceschi]. Quello che mi auspico per Amatrice e per gli altri centri distrutti è la ricostruzione non come falsi. Va da se che, superfetazioni e brutture, non vadano ricostruite, così come dovranno essere corretti gli standard legati alla salubrità ed al comfort delle abitazioni. Lo skyline dovrà essere il più possibile simile all'originale, la planimetria dei borghi non dovrà subire stravolgimenti sostanziali, i luoghi d'interesse andranno restaurati, gli esercizi commerciali ed luoghi d'incontro ripristinati nella stessa collocazione proprio per non cancellare i riferimenti e l'identità dei luoghi, che sono legati, non solo alle pietre, ma anche ai percorsi, alla routine ed ai piccoli gesti quotidiani.
L'innovazione dovrà riguardare le tecniche costruttive, non certo le forme: immaginare architetture (semplifico) contemporanee come il museo di Bilbao di Gehry sul corso di Amatrice è impensabile. Non falsi, dunque, ma copie migliorate nella sostanza, affinché le persone abbiano un luogo dove tornare che non sarà mai più il borgo originario, ma uno nuovo risorto dal primo e dove far rivivere l'antico spirito, grazie alla vita ed alle tradizioni."
MariaClara Lanzara