27/08/2024
Quizás con algún matiz, las dificultades que enfrenta la gestión del bosque urbano en España no son tan diferentes de las expuestas al hilo del extraordinario artículo que nos refiere el Profesor Francesco Ferrini. Todo lo que habéis manifestado se refleja, con dolorosa actualidad, en nuestras ciudades. Los problemas estructurales que nos sacuden de manera generalizada se ven agravados por la falta de tiempo de reacción adecuada. Ante esta situación, y considerando la demostrada ineficacia legislativa para proteger el árbol maduro urbano, me pregunto si no debería ser la propia Comunidad Europea la que asuma un papel más activo, legislando y actualizando un flanco que sigue sumando grandes atentados contra nuestro entorno.
La urgencia de esta cuestión es innegable. La pérdida de árboles maduros no solo tiene un impacto devastador en la biodiversidad y en el entorno urbano, sino que también afecta directamente la salud pública y la calidad de vida en nuestras ciudades. Es alarmante que, mientras avanzamos tecnológicamente y exploramos innovaciones como la Inteligencia Artificial y otras tecnologías punteras, aún no seamos capaces de gestionar eficazmente algo tan fundamental como la plantación y el mantenimiento de árboles. Esta contradicción refleja un fallo profundo en nuestras prioridades como sociedad.
Además de sugerir que la Comunidad Europea debería legislar en este ámbito, es crucial pensar en cómo dicha legislación podría implementarse de manera efectiva. Podrían establecerse estándares mínimos para la protección y gestión del bosque urbano, así como incentivos para las ciudades que prioricen la sostenibilidad en sus políticas urbanas. La naturaleza no puede estar subordinada a los plazos administrativos, y es hora de que actuemos con la responsabilidad que esta cuestión exige.
En resumen, mientras seguimos maravillándonos con las posibilidades que ofrecen las nuevas tecnologías, debemos recordar que un futuro verdaderamente sostenible no se construye solo con innovación, sino con un compromiso genuino con la naturaleza y con las generaciones futuras. La protección del árbol maduro urbano debe ser vista no como una simple cuestión contractual, sino como un acto de responsabilidad y respeto hacia nuestro entorno 💚
Atq MagazineAMJA Asociación Multisectorial de la Jardinería AndaluzaAsociación Relámpago VerdeÁngel Enrique Salvo TierraAsociación Española de Arboricultura (AEA)Angeles FernándezMiguel Ángel Peláez GonzálezInma Gascon Lopez
IL PARADOSSO DELL'ALBERO “URBANO”: LA TECNOLOGIA AVANZATA NON PUÒ COPRIRE I SOLITI ERRORI
(immagine da https://edition.cnn.com/2023/01/31/world/digital-twin-cities-tnf-spc-intl/index.html)
Viviamo in un'epoca di straordinario progresso tecnologico. L'Intelligenza Artificiale (IA), il digital twin (un approccio innovativo in arboricoltura e selvicoltura basato sui dati che sfrutta tecnologie avanzate per migliorare il processo decisionale informato in relazione all'inventario forestale, all'identificazione delle specie arboree e della loro età, al monitoraggio della salute degli alberi e all'analisi dei modelli di biodiversità) e altre innovazioni digitali stanno ridefinendo i confini del possibile, rendendo accessibili soluzioni impensabili fino a pochi decenni fa.
Siamo affascinati da queste meraviglie tecnologiche, capaci di simulare intere città, prevedere scenari futuri e ottimizzare processi complessi. Tuttavia, questa stessa società, che sembra così avanguardistica e futuristica, è spesso incapace di gestire la più elementare delle attività: far sopravvivere un albero.
Sembra incredibile che, in un contesto dove le amministrazioni pubbliche dispongono di strumenti potenti e sofisticati, un semplice errore umano o burocratico possa condurre alla morte prematura di centinaia di alberi. Questa è una realtà che si ripete continuamente: alberi piantati nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, trascurati e lasciati a morire per mancanza di irrigazione. Ci si chiede come sia possibile che, mentre si progettano intere smart cities, si continui a fallire nella gestione di una risorsa fondamentale come il verde urbano.
Uno dei problemi principali è la lentezza e la rigidità della burocrazia. Le normative che regolano l'appalto e la gestione del verde urbano sono spesso antiquate e prive di flessibilità. In molti casi, si assiste a situazioni paradossali in cui alberi vengono piantati in piena estate, con temperature che superano i 40 gradi, semplicemente perché l'appalto deve essere chiuso entro una certa data. Il rischio? Perdere i finanziamenti. E così, per salvare le carte, si sacrificano gli alberi.
Questo approccio è non solo inefficiente, ma anche profondamente irresponsabile. La natura non segue i tempi della burocrazia, e piantare alberi senza considerare le condizioni climatiche o la necessità di una corretta gestione è un chiaro segno di cattiva gestione. Le pubbliche amministrazioni dovrebbero essere le prime a dare l'esempio nella cura e nella preservazione del verde, ma troppo spesso si piegano alla logica del "fare tanto per fare", senza considerare le conseguenze a lungo termine.
È necessario un cambiamento radicale nell'approccio alla gestione del verde urbano. Le tecnologie che tanto ammiriamo devono essere messe al servizio di una gestione più intelligente, efficiente e sostenibile del territorio. Ma questo richiede anche una revisione profonda delle normative e delle procedure, per garantire che le decisioni siano prese non solo nel rispetto delle scadenze amministrative, ma anche e soprattutto nel rispetto dell'ambiente.
Il paradosso è evidente: mentre ci inebriamo con le possibilità offerte dall'IA e dai digital twin, non riusciamo a garantire la sopravvivenza di un semplice albero. È tempo di rivedere le nostre priorità e di utilizzare il potenziale della tecnologia non solo per stupire, ma per costruire un futuro davvero sostenibile, dove ogni albero piantato non sia solo una questione di appalto, ma un atto di responsabilità verso la natura e le generazioni future.