Le statistiche comparative riguardanti l’attività fisica ed atletica in Europa piazzano il nostro paese in fondo alla classifica. Gli ultimi dati istat disponibili raccontano che il 42% delle persone di tre e più anni si dichiarano completamente sedentarie. La denuncia recentemente lanciata dalla società italiana di prevenzione cardiovascolare rispetto alla scarsa diffusione dello sport fra gli ad
olescenti ed ai danni alla salute che ciò comporta è un campanello d’allarme importante che sembra però rimanere inascoltato. In questo contesto già di per sé allarmante apprendiamo dell’aumento delle tariffe comunali per gli impianti sportivi. Un aumento che colpisce tutti, ma in particolar modo le squadre amatoriali e penalizza dunque in maniera incomprensibile quella porzione di sport sana, lontana dagli scandali che abitano il main stream e legata unicamente al benessere fisico e psichico, individuale e collettivo. Non accettiamo che a causa della scarsa attenzione istituzionale e del costo e dell’inadeguatezza degli impianti si privino le persone del piacere universale del gioco e del diritto che vi si associa: l’accessibilità allo sport. Tutelarlo, significa tutelare la qualità dell’esistenza dei cittadini e dei territori che condividono. Reclamiamo spazi, gioco e salute e immaginiamo uno sport per tutti!