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LabUr - Laboratorio di Urbanistica LabUr – Laboratorio di Urbanistica è una struttura indipendente che analizza atti e processi urbani nell’interesse generale.

Interveniamo solo in casi di rilevanza pubblica, con rigore documentale e autonomia da ogni parte politica. Adoperarsi perché la società possa utilizzare il proprio habitat per l’insieme delle sue esigenze che hanno un rapporto con lo spazio e con il suo uso. Abitare, lavorare, alimentarsi, muoversi, spostare, incontrarsi, apprendere, scambiare, divertirsi, curarsi, gestire i propri rifiuti sono a

lcune delle attività che hanno bisogno di una organizzazione dello spazio. Hanno bisogno che le cose (gli oggetti, le funzioni) necessarie per soddisfare quelle esigenze siano correttamente collocate sul territorio, abbiano tra loro le relazioni (fisiche e funzionali) necessarie per non danneggiarsi reciprocamente e per non renderne difficile l’uso. Anzi, per renderne l’uso e la percezione (la funzionalità e la bellezza) i migliori possibile, nel rapporto con due realtà imprescindibili dall'urbanistica: il territorio e la società. L’attuale crisi dell’urbanistica è strettamente correlata alla crisi dell’ambiente e alla crisi della politica. L’attuale deriva culturale nel quale versa oggi l’urbanistica ufficiale è una espressione della più generale deriva dei saperi e dei sapienti nella “società montante”, per usare l’espressione di Alberto Asor Rosa

L'Urbanistica deve costituire il rapporto tra polis e civitas con la realtà fisica e funzionale del terrotorio. Non può realizzare questo obiettivo senza la società e la politica. Se esiste un progetto di società al quale può aderire un progetto di città o di territorio svolge il suo compito. Sono fondamentalmente tre i modi di fare urbanistica
1. Studiare per capire e vedere come e in cosa si può trasformare un territorio intrecciando diversi saperi (interdisciplinarietà).
2. Essere facilitatore o di devastanti processi in atto o tentando di salvare quel che rimane della città del welfare
3. Fare urbanistica regolativa, cioè richiamare al rispetto delle regole per intervenire in una situazione di conflitto tra antagonisti. Dunque il suo ruolo è spiegare al maggior numero di persone possibili le conseguenze che le scelte sul territorio provocano sugli interessi che difende e che sono sempre e solo collettivi, non privatistici, cioè interessi generali da anteporre a quelli individuali.

13/06/2026

Il PUA? " 'na rottura de cojoni"... ma per chi?

Mobilità. Accessibilità. Capacità di carico.
Tre temi considerati abbastanza importanti da comparire nella Relazione Tecnica del PUA, ma non abbastanza da consentire la discussione di tre emendamenti che li riguardavano.
Coincidenze? Valutate voi.

Nel nostro editoriale ricostruiamo fatti, documenti e domande rimaste senza risposta.

👉🏻 Link: https://www.labur.eu/public/blog/2026/06/12/pua-quando-lamministrazione-teme-il-confronto-il-caso-degli-emendamenti-non-attinenti/

Il PUA (Piano di Utilizzazione degli Arenili) di Roma sta diventando uno strumento di trasformazione del territorio, ma ...
13/06/2026

Il PUA (Piano di Utilizzazione degli Arenili) di Roma sta diventando uno strumento di trasformazione del territorio, ma chi decide cosa può essere discusso?

Il Direttore della Rigenerazione del Litorale, Carlo Mazzei, ha respinto tre emendamenti presentati in Assemblea Capitolina - fatti propri dal consigliere Yuri Trombetti - definendoli "non attinenti".
Ma sono davvero irrilevanti?

La risposta è nel merito delle proposte LabUr:
✔️ Mobilità Sostenibile: l'integrazione mancante tra PUA e PUMS per la gestione dei flussi a Capocotta e Castelporziano.
✔️ Capacità di Carico: La necessità di valutare l'impatto infrastrutturale reale sul waterfront romano.
✔️ Trasparenza nel Transitorio: La gestione dei rischi amministrativi e dei contenziosi durante la verifica della legittimità edilizia.

Il punto critico:

Se il PUA è un atto "sistemico" che impatta su infrastrutture e trasformazione urbana, perché escludere i correttivi tecnici?

Squalificare emendamenti fondamentali come "non attinenti" non è una scelta tecnica, ma un'operazione di esclusione politica che rende il Piano meno democratico e più opaco.

A questo link l'articolo e il documento completo presentato 👇🏻:

https://www.labur.eu/public/blog/2026/06/12/pua-quando-lamministrazione-teme-il-confronto-il-caso-degli-emendamenti-non-attinenti/

PONTE DELLA SCAFA, 2026: ANCORA SOLO RENDERINGA 17 anni dal rilascio della prima VIA, il procedimento autorizzativo di u...
12/06/2026

PONTE DELLA SCAFA, 2026: ANCORA SOLO RENDERING
A 17 anni dal rilascio della prima VIA, il procedimento autorizzativo di un'opera fondamentale per il territorio è ancora oggetto di dubbi legali. Mentre i cronoprogrammi istituzionali parlavano di cantieri ormai operativi, gli atti di Risorse per Roma rivelano una "Non Conformità" che mette in discussione la validità dell'intero iter.
Perché la cittadinanza non viene informata di questi blocchi?
L'urbanistica basata sui rendering e sui comunicati stampa ignora sistematicamente la complessità degli atti amministrativi, dove risiede la reale tenuta delle opere pubbliche.

Leggi l'approfondimento a questo link 👇🏻
https://www.labur.eu/public/blog/2026/06/12/5064/

Castel Porziano e  : le proteste degli sportivi sono fondate, ma il problema non è lo sport. È l'ennesimo pasticcio in e...
11/06/2026

Castel Porziano e : le proteste degli sportivi sono fondate, ma il problema non è lo sport. È l'ennesimo pasticcio in emergenza di Roma Capitale che arriva a stagione inoltrata senza una pianificazione stabile.

Leggendo i documenti infatti si scopre che con nota del 22 maggio, il Comune chiede corridoi di lancio al Chiosco 3. Il Direttore Mazzei ammette per iscritto: serve a muoversi "nelle more dell'aggiudicazione... a causa del contenzioso in essere".

Lo sport usato come scudo per i ritardi dei bandi.

Tutto a questo link 👇🏻:

https://www.labur.eu/public/blog/2026/06/11/5052/

IL GIOCO DELLE TRE CARTE DEL PUALa retorica dell'Amministrazione:"Più spiagge libere, meno cemento, più accessibilità", ...
10/06/2026

IL GIOCO DELLE TRE CARTE DEL PUA
La retorica dell'Amministrazione:
"Più spiagge libere, meno cemento, più accessibilità", "giù il lungomuro".

La realtà degli atti è ben diversa:

- Il bluff del cemento: Le volumetrie non spariscono, vengono solo iper-concentrate in nuclei definiti (le ACM). Il risultato? Strutture più compatte e un impatto visivo ancora più pesante.
- Spiagge libere "ma non troppo": Gli spazi pubblici vengono inseriti in sistemi gestionali unici e vincolati a ristoranti e attività economiche private.
- L'assegno in bianco: Il Piano rimanda ai bandi futuri la possibilità di aggregare le concessioni, aprendo la strada ai grandi investitori privati a scapito dei piccoli operatori locali.
- Il caos delle Royalty: Risorse stabili per Ostia, entrate per Roma Capitale o soldi per le casse dello Stato? Tra annunci politici, contratti e difese al TAR regna il cortocircuito assoluto.

Il vero risultato?

La rendita non scompare. Cambia semplicemente forma e si concentra nelle mani di pochi.
Il Piano di Utilizzazione degli Arenili non è un semplice regolamento balneare: è una nuova geografia economica che ridefinisce il valore del demanio marittimo a Ostia.

Abbiamo letto gli atti, riga per riga. E c'è molto altro da scoprire.

Leggi l'analisi completa nel nuovo editoriale di LabUr:
https://www.labur.eu/public/blog/2026/06/10/pua-2026-di-roma-capitale-e-la-nuova-geografia-della-rendita/

👁️ CASTELPORZIANO IL FUORI ONDA"Gualtieri, affiancato dall’assessore comunale al Demanio e Patrimonio, Tobia Zevi, ha vo...
09/06/2026

👁️ CASTELPORZIANO IL FUORI ONDA
"Gualtieri, affiancato dall’assessore comunale al Demanio e Patrimonio, Tobia Zevi, ha voluto costatare di persona il risultato dei lavori condotti per circa un mese nella spiaggia libera attrezzata di Castelporziano sotto la supervisione di Zetema. L’arenile di Castel Porziano, meglio noto tra i romani come la spiaggia dei Cancelli". (Canale10)

Quindi uno deduce che i lavori di 1,3NLN di euro siano terminati, giusto?
No, mancano 4 cancelli su 7, manco il 50% dei lavori.

Chi sa, vede.

SPIAGGIA IDROSCALO: PUBBLICA SOLO QUANDO SERVEPrima i divieti. Poi le domande. Infine i servizi.La storia della spiaggia...
09/06/2026

SPIAGGIA IDROSCALO: PUBBLICA SOLO QUANDO SERVE
Prima i divieti. Poi le domande. Infine i servizi.
La storia della spiaggia dell'Idroscalo racconta qualcosa che va oltre la balneazione: come viene considerato un arenile pubblico quando si passa dalle regole alla gestione concreta.
Abbiamo ricostruito documenti, risposte della Regione Lazio, previsioni del PUA e stato dei luoghi.
Nel frattempo, secondo quanto riferito dalla Comunità Foce Tevere, nei prossimi giorni dovrebbero arrivare anche i servizi stagionali.
Meglio tardi che mai.
Ma alcune domande restano ancora senza risposta.
L'articolo a questo link 👇🏻

https://www.labur.eu/public/blog/2026/06/09/spiaggia-idroscalo-pubblica-quando-serve/

All'Idroscalo di Ostia le tempeste non sono una metafora.Qui il mare entra nella memoria dei luoghi. Qui si sono combatt...
07/06/2026

All'Idroscalo di Ostia le tempeste non sono una metafora.
Qui il mare entra nella memoria dei luoghi. Qui si sono combattute battaglie per la casa, per la dignità, per il diritto di esistere. Qui il vento, l'acqua e il tempo hanno lasciato segni reali.
Il 17 giugno, al tramonto, Piazza dei Piroscafi diventerà uno dei luoghi della grande lettura collettiva diffusa che attraverserà Roma.
Leggeremo all'aperto, sulla soglia della città verso il mare, mentre la luce scende sull'orizzonte e le onde continuano il loro lavoro antico.
Per una sera non ci saranno convegni, dibattiti o rivendicazioni.
Solo persone, libri e un luogo che da troppo tempo viene raccontato quasi esclusivamente attraverso i suoi problemi.
Perché anche questo fa parte della città.

📍 Piazza dei Piroscafi – Idroscalo di Ostia 🕣 17 giugno 2026 – ore 20:47
Chi sa, vede.

ACQUA IN BOCCA SULL'ACQUEDOTTO ROMANO DI OSTIA ANTICAL’acquedotto romano emerso a Malafede viene raccontato come una sco...
07/06/2026

ACQUA IN BOCCA SULL'ACQUEDOTTO ROMANO DI OSTIA ANTICA
L’acquedotto romano emerso a Malafede viene raccontato come una scoperta eccezionale. In realtà il territorio era noto agli archeologi da decenni. Studi, vincoli, ritrovamenti precedenti e persino le ricerche di Rodolfo Lanciani avevano già documentato la straordinaria sensibilità archeologica dell’area. Come è possibile che in un’area così conosciuta le interferenze archeologiche emergano solo durante i lavori, producendo ritardi, varianti e costi aggiuntivi? LabUr ha presentato un accesso agli atti sulle procedure di archeologia preventiva relative alla fermata Giardino di Roma. La tutela del patrimonio culturale non inizia quando si trova qualcosa, ma molto prima.

Leggi l'articolo a questo link 👇🏻:

https://www.labur.eu/public/blog/2026/06/07/acqua-in-bocca-sullacquedotto-romano-di-ostia-antica/

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