03/10/2026
Dall'analisi critica di Pasquale Pisani “Tra i dipinti “religiosi” di Nicola Tullo non possiamo non annoverare l’originalissimo ritratto di San Francesco, qui più che mai Alter Christus. L’iconografia tradizionale ci tramanda un’immagine che dal maestro Tullo viene completamente rivoluzionata: non solo per l’inconsueta rappresentazione del Santo, ma anche per il riferimento altrettanto non convenzionale ad una delle famose vicende narrate della sua vita: la predica agli uccelli. Non si tratta, come si può notare, di una vera e propria illustrazione di un episodio esplicitamente riferito ad un avvenimento, condita di tutti gli espedienti del caso (ambiente circostante, figura intera, ecc. come nella famosa scena rappresentata da Giotto ad Assisi); è evidente che si tratta di un ritratto con l’aggiunta di un volatile sulla destra in atto di allontanarsi dalla scena. Al tradizionale aspetto ravvicinato del soggetto, inquadrato frontalmente con punto di vista ribassato, col volto orientato leggermente a sinistra di chi guarda, il pittore unisce un uc***lo che rimanda immediatamente all’episodio predetto, ma apparentemente estraneo alla figura principale, come a dare per scontata una narrazione ormai sedimentata nell’immaginario collettivo (data la straordinaria fama del Santo assisiate): ma è forse questa la motivazione più forte che lo ha spinto a rinnovare una iconografia alquanto depauperata del suo originale valore spirituale.
Omissis
Il “cavaliere della fede” vuole andare oltre i confini del suo territorio e col suo pellegrinaggio e la sua parola diffonderà una verità scomoda, tanto quanto l’esempio del suo Cristo: “Sapere che esistono i poveri e magari i lebbrosi è un conto: vederseli davanti, ascoltarne i lamenti, sopportarne la disperata petulanza e magari anche il fetore dei loro stracci e delle loro povere carni è un altro. Si può uscirne nauseati e sconvolti, allungare il passo senza volgersi indietro e star bene attenti ad evitare in futuro spettacoli del genere; ma si può anche -succede, talvolta- scoprire che la loro miseria esteriore è lo specchio di quella intima nostra e decidere che in verità sono loro i fratelli privilegiati, loro gli eletti. Quando si adora un Dio che si è fatto uomo, un Dio venuto alla luce tremando di freddo sulla paglia e ucciso senza colpa dopo aver provato il morso della frusta, dei chiodi, delle spine e della lancia, può succedere anche questo” (F.Cardini, L’avventura di un povero cavaliere del Cristo).